Solberg ci crede, Evans non può rispondere: «È possibile, lotterò fino alla fine»
Il Mondiale si riapre in Sardegna: lo svedese è leader del rally e virtualmente a soli quattro punti da Evans. Il gallese: «Con tutta questa pulizia della strada, la lotta per il titolo è un po’ fuori dal mio controllo»
«È possibile e ci proverò fino alla fine».
Oliver Solberg non si nasconde più. Dopo la prima parte della giornata di sabato al Rally Italia Sardegna, quello che alla vigilia sembrava uno scenario estremamente complicato si è trasformato in una possibilità concreta.
Lo svedese ha raggiunto l’assistenza di metà giornata al comando del rally con 2,7 secondi su Thierry Neuville. Ma soprattutto, considerando le posizioni attuali, il distacco da Elfyn Evans nel Mondiale sarebbe ridotto ad appena quattro punti, 238 contro 234. E con i punti della domenica ancora completamente da assegnare, il campionato è tutt’altro che deciso.
Solberg sa perfettamente cosa significhi essere arrivato fin qui.
«È molto emozionante. È per questo che siamo qui. Facciamo del nostro meglio. Come ho detto fin dall’inizio, è possibile e ci proverò fino alla fine».
Parole pronunciate dopo una mattinata nella quale il pilota Toyota ha vinto due delle tre prove disputate, recuperando rapidamente il terreno che lo separava da Neuville. Ma, almeno nelle dichiarazioni, Solberg continua a respingere l’idea di dover guidare necessariamente in modalità “tutto o niente”.
Dopo la prova di Solorche, nonostante il miglior tempo e la conquista della leadership, il suo racconto è stato decisamente più misurato:
«Sono stato un po’ prudente in alcuni punti. Era una prova difficile, non volevo prendermi rischi e ho cercato semplicemente di trovare il ritmo. Ho cercato di guidare pulito e fare del mio meglio».
Una gestione che conferma quanto Solberg aveva spiegato già venerdì sera. Il 25enne non condivide infatti completamente l’idea secondo cui, partendo 21 punti dietro Evans, non avrebbe nulla da perdere.
«Tutti dicono che non ho niente da perdere, ma posso perdere la possibilità di vincere», aveva spiegato. Il suo obiettivo era arrivare alla domenica ancora in corsa, senza compromettere tutto cercando immediatamente il limite assoluto.
A metà del sabato quella possibilità non solo esiste ancora: è diventata molto più concreta.
Evans: «In questo momento è un po’ fuori dal mio controllo»
Dall’altra parte della sfida c’è un Elfyn Evans costretto a vivere una situazione completamente diversa.
Il gallese rimane leader del Mondiale, ma continua a pagare pesantemente la posizione di partenza. Sesto assoluto a metà giornata, Evans si trova anche 42,2 secondi dietro Sami Pajari, mentre Solberg beneficia di una posizione sulla strada decisamente più favorevole.
Ed Evans non ha nascosto la difficoltà della situazione:
«La lotta per il titolo è un po’ fuori dal mio controllo, almeno questa è la sensazione, perché stiamo pulendo tantissimo la strada. Realisticamente non riuscirò a raggiungere quelli davanti, quindi per il momento devo cercare di rimanere pulito».
Una dichiarazione particolarmente significativa perché già venerdì sera Evans aveva individuato proprio in Solberg l’avversario da tenere maggiormente sotto osservazione.
«Oliver è l’uomo più pericoloso in questo momento», aveva ammesso il gallese, sottolineando come un eventuale passaggio dello svedese al comando avrebbe aumentato la pressione sulla sua necessità di raccogliere punti.
Ventiquattro ore dopo, quello scenario si è materializzato.
Evans, però, non può semplicemente rallentare e aspettare. Già al termine della giornata di venerdì aveva spiegato che, pur dovendo evitare problemi e forature, mantenere un ritmo competitivo resta fondamentale perché qualsiasi inconveniente degli avversari potrebbe cambiare nuovamente la situazione.
Solberg adesso può davvero crederci
Prima della Sardegna i numeri sembravano nettamente dalla parte di Evans. Solberg arrivava all’ultimo appuntamento con 21 punti di ritardo, consapevole che avrebbe avuto bisogno di un risultato praticamente perfetto e, contemporaneamente, di un weekend più complicato del compagno di squadra.
Dopo la mattinata di sabato la fotografia è completamente diversa.
Solberg guida il rally, Evans è sesto e il vantaggio virtuale del gallese è sceso a quattro lunghezze. Restano ancora sette prove speciali complessive e, soprattutto, i dieci punti bonus disponibili domenica, tra Super Sunday e Power Stage.
La sensazione, ascoltando i due protagonisti, è quasi paradossale: Solberg continua a parlare di controllo proprio mentre sta attaccando il Mondiale; Evans parla invece di una situazione che, almeno per il momento, non può controllare completamente.
Il Rally Italia Sardegna deve ancora percorrere parecchia strada. Ma una cosa, a metà del sabato, è ormai evidente: quella che sembrava soprattutto una rincorsa disperata di Solberg è diventata una vera battaglia per il titolo.