Intervista ad Andrea Zivian: "Una grande emozione correre al Lahti. Moderne? Mi sono stufato... meglio l'Audi Quattro"

Interessante chiacchierata a 360° con il driver piemontese

Una carriera passata a bordo di tante vetture che hanno fatto e continuano a fare la storia dei rally. Un debutto avvenuto su una Peugeot 205 Rally alla mitica Clio Williams A7, senza dimenticare la Peugeot 306 Maxi.

Si potrebbe riassumere così la vita rallystica di Andrea Zivian, in arte “Zippo”, che sta ritrovando una seconda giovinezza nei rally storici. L’abbiamo sentito in esclusiva dopo il brillante podio ottenuto al Lahti, facendoci raccontare ogni minimo dettaglio di ritorno dalla trasferta finnica.

Andrea, come ti sei avvicinato al mondo dei rally?

Iniziamo subito con una bella domanda, alla quale non so rispondere precisamente poichè nessuno in famiglia aveva la passione per il motorsport. Da giovanissimo ho iniziato ad elaborare il motorino poi, più grandicello, ho conosciuto un ragazzo di Valenza che possedeva una Peugeot 205 Rally. Non ci pensai due volte ad intraprendere quella strada, ritrovandomi sul sedile di destra a leggergli gli note fino a passare successivamente alla guida.

Vanti una lunga carriera in cui ha provato un’infinità di gloriose vetture. Quale tra queste rimane la tua preferita?

Hai ragione! Ho avuto il piacere di cimentarmi alla guida di grandi auto da corsa. Per numerosi motivi la mia preferita rimane in assoluto la Peugeot 306 Maxi. Ricordo che rimasi a bocca aperta per la potenza che sprigiona il motore, per i tempi che permette di fare e per la facilità di guida. Credo proprio che ancora oggi sia la macchina da rally per eccellenza. Spero vivamente di poterla riutilizzare, magari a partire già dal Rally Legend di quest’anno per ritrovare confidenza in vista del 2020.

Come nasce l’idea di passare ai rally storici?

Quest’idea è nata nel 2011. Ero parecchio stufo delle vetture più moderne e allora decisi di cimentarmi negli storici. Il motivo? Molto semplice… non amo per niente le vetture dotate di grande tecnologia ed elettronica. Prediligo piuttosto le vetture su cui per andare forte conta ancora il cosiddetto “manico” e, a mio avviso, sulle R5 questo non avviene. Mi hanno proposto più volte di provare una Fabia o una Fiesta ma, detto proprio sinceramente, non mi interessa affatto.

Parliamo del tuo ultimo impegno al Lahti. Un secondo posto nella patria dei rally: raccontaci le tue sensazioni.

Penso sia stata innanzitutto una grande impresa centrare il secondo posto assoluto, staccato di appena 9″ dal vincitore. Considerando le mie 4 misere apparizioni su fondo sterrato contro le 150 su asfalto, non posso che essere felice di questo risultato. Per quanto riguarda le sensazioni, beh… ho corso sulle strade più difficili ma allo stesso tempo più belle del mondo. Prova dopo prova abbiamo trovato un grande ritmo e non posso negare che non avrei voluto smettere perchè il divertimento era esagerato. E’ una di quelle esperienze da rifare sicuramente, tant’è che ho già prenotato l’iscrizione per l’edizione prossima.

Parliamo ora della tua Audi Quattro Gruppo 4. Cosa ti piace maggiormente di questa “vecchietta”?

Quando decisi di gareggiare negli storici pensai che di Porsche se ne contavano già a bizzeffe, così pensai alla vettura tedesca per essere la voce fuori dal coro. Essendo così rara, abbiamo dovuto pagare molteplici “scotti”. Tra pezzi che difficilmente si trovavano e noie meccaniche da risolvere, abbiamo inanellato parecchi ritiri e delusioni, ma una volta trovata la quadra il brutto anatroccolo si è trasformata in una principessa, risultando dannatamente affidabile. Vi garantisco che non la scambierei per una R5.

Rally Castiglione Torinese 2018. La vittoria più bella dopo un periodo difficile?

Era parecchio che non gareggiavo per via del lavoro. A San Sebastiano mi presentai all’ultimo minuto con la Williams poichè la S1600 non l’avevano finita in tempo. La A7 non si sposava bene su quelle p.s. così sconnesse e infatti siamo stati autori di un bruttissimo crash, con conseguenti problemi fisici. Decisi di riprovarci al Castiglione con la S1600, ma dopo lo shakedown decisi di non partire il giorno seguente perchè i dolori e giramenti di testa era ancora troppo fastidiosi. La Pool Racing trovò il modo di convincermi e dopo pochi kilometri i tempi arrivarono, fino a centrare questo bellissimo primo posto. Un gran bel ricordo!

Hai qualche rimpianto lungo la tua carriera?

Rimpianti veri non credo, se non quello di aver iniziato a correre alla tarda età di 24 anni. Questa probabilmente è l’unica recriminazione perchè ho dovuto formarmi solo con le mie forze, senza le basi che ad esempio garantisce un go-kart se utilizzato fin da bambino. Spero inoltre di poter utilizzare un giorno la Subaru Impreza Gruppo A, una macchina che rappresenta tanto per me e che rimane un sogno nel cassetto.

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