Pico, la prova speciale alle porte della Città Eterna - Luoghi di Rally

Andiamo a rivivere uno dei tanti luoghi che hanno scritto la storia dei rally

Un nuovo racconto va ad arricchire la rubrica che raccoglie i luoghi più famosi che i rally hanno percorso nella Penisola.

Non scopriamo di certo noi il fascino dell’Italia e dei suoi panorami. Quello che vogliamo da questa nuova rubrica “Luoghi di Rally” è farvi scoprire (o riscoprire) luoghi all’apparenza non troppo famosi ma che per i rally hanno un significato importante. Posti, vicoli, curve e passaggi in cui si sono scritte pagine importanti e in cui ancora oggi (talvolta) si corre e dove ogni giorno si continua a respirare rallismo, storia e passione.

Dalla Toscana, ci trasferiamo nel Lazio. E più precisamente a Pico, piccola cittadina del Frusinate, che da quarant’anni ospita il Rally di Pico e il Rally di Roma Capitale.

Pico: la storia

“Borghi più belli d’Italia” descrive così il comune di Pico:

Pico è un suggestivo borgo di circa tremila abitanti, arroccato su una collina a ridosso di monte Pota, in provincia di Frosinone.

L’origine del nome è oggetto di controverse discussioni: l’unica accezione più probabile è la derivazione dalla radice celtica “pik”, punta aguzza, forse per lo sperone su cui sorgeva il castello. Le prime testimonianze inerenti al paese risalgono al 589 d.C. data dell’invasione dei Longobardi di Zotone, duca di Benevento che distrusse Montecassino, Pico e Pastena, comune confinante con quello di Pico.

Ufficialmente l’esistenza di Pico e del Castello, fatto erigere da Giovanni Scinto signore di Aquino, è attestata dalla formula “Castrum qui nominatur Pika” del 1049 e da questo momento la storia del paese si intreccia strettamente alla storia del suo castello, intorno alle cui mura si è sviluppato il primo nucleo abitativo. La fortificazione ha una data storica certa in quanto esistono numerosi documenti antichi nei quali sono riportati riferimenti al Castrum e all’Oppidum Pica, quest’ultima citazione risale al 1126 AD: Annales Casinenses seu Anonymi Casinensis Chronicon.

Attualmente il centro storico ricorda una tipica strutturazione di età medioevale, con strade strette, regolari, concentriche, collegate da scalinate che si snodano attorno al castello e una cinta muraria interrotta da quattro porte per l’accesso al centro abitato, di cui resta intatta quella di San Rocco.

Pico

Pico nei rally

Il Rally di Pico è una delle gare più importanti del centro-sud Italia, visto che vanta ben 41° edizioni. La prima edizione andò in scena nel lontano 1979, con la vittoria di Renzo Michetti su una Alpine A110. Da lì in poi la gara frusinate è cresciuta anno dopo anno, diventando un pilastro del rallysmo italiano. La caratteristica principale di questa prova è l’attraversamento della cittadina con il caratteristico passaggio nella piazza principale tra due ali di folla. La prova è molto dura e selettiva è spesso e volentieri, sono tanti i piloti che forano.

Pico raccontata da chi l’ha affrontata

Abbiamo chiesto ad un amico di Rallyssimo, ovvero Nikolay Gryazin, pilota russo di fama internazionale, di raccontarci la mitica speciale ciociara:

Lo scorso anno questa speciale era la prova d’apertura del Rally Roma Capitale. Penso sia una delle prove più dure e insidiose dell’intero rally. Solitamente le strade asfaltate in Italia hanno caratteristiche più o meno simili, questa prova invece è particolare e diversa da tutte le altre.

La carreggiata è molto stretta e accidentata con tantissimi tratti sporchi, spingere su questa tipologia di prova è veramente molto duro. Ho un bel ricordo perché vinsi questo tratto, mettendomi dietro tutti i ragazzi del Campionato Europeo e del CIR. La prova era una delle più lunghe dell’intero rally! Inoltre ricordo tantissima gente e il calore del pubblico. Spero di tornarci presto!

 

 

SOTTO L’ONBOARD CAMERA CON GREGORY MUNSTER

Mettetevi comodi e godetevi l’OBC della Pico con Munster al volante della piccola Opel Adam R2:

Pico oggi

Se passate per Pico, nell’attesa di vedere il Rally, approfittate di visitare la piccola cittadina. Soprattutto il centro storico, che ha conservato nel tempo la sua matrice medievale. Meritevole di visita il Castello Farnese, struttura eretta presumibilmente intorno al XI secolo da un tal Giovanni Scinto, signore di Aquino. Oggi il Castello Farnese è in buona parte crollato ma i resti sono in buono stato di conservazione.

Già dai tempi passati, Pico accoglieva e ispirava i più importanti letterati italiani, come ad esempio Eugenio Montale nella Elegia di Pico Farnese – scritta a seguito di una sua visita all’amico e scrittore Tommaso Landolfi, nativo di Pico, descrivendo il suggestivo borgo – si esprime così:

Strade e scale che salgono a piramide, fitte
d‘intagli, ragnateli di sasso (…) 

Landolfi invece definisce Pico:

un minuscolo borgo sperduto tra le montagne (…) ” ossia “(…) le bizzarre e possenti sagome degli Aurunci”.

Insomma, motivi extra-rallystici per visitare questo grazioso borgo ne troviamo parecchi.

 

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