WRC - La nostra intervista a Oliver Solberg: velocità e talento allo stato puro

Quattro chiacchiere con Il giovanissimo pilota di casa Solberg

È l’uomo del momento, non c’è niente da dire e, nonostante fosse già una rivelazione, all’Arctic è riuscito a stupire tutti, ancora una volta.

Alcuni si chiedevano dove volesse arrivare Oliver Solberg e adesso la risposta la conoscono tutti: vuole diventare campione del mondo! E non ha nemmeno avuto bisogno delle parole, lo ha detto a tutti guidando la i20 Coupé WRC Plus come se prendesse quell’auto anche per andare a far la spesa tutti i giorni. Come se la conoscesse da sempre, mentre in realtà aveva fatto con quella vettura solo pochi km di test.

Insomma, per quei pochi che ancora non lo avevano capito, non è più il figlio di Petter, è “semplicemente” Oliver Solberg.

Oggi abbiamo avuto il privilegio di parlare con lui di questo fantastico fine settimana, dei piani futuri e molto altro e siamo qua per raccontarvi questa chiacchierata.

Ciao Oliver e grazie per averci concesso la possibilità di fare una chiacchierata. Che dire? È stato incredibile, non ci sono altri aggettivi che potrei usare. Adesso, che è passato qualche giorno, a mente fredda, quali sono le tue sensazioni?

Ciao Federico. Sai adesso che si sono un attimo calmate le acque, inizio a realizzare quanto folle sia stato questo week end, sono state sensazioni incredibili e una settimana della mia vita che non dimenticherò mai.

Pensavi di essere subito così veloce? Di essere subito lì con i migliori, di battagliare con Seb Ogier? 

No, ad essere onesto no. Normalmente mi pongo sempre degli obiettivi molto alti, ma questa volta non avevo aspettative. Sicuramente all’inizio ero molto più veloce di quello che pensavo e sono riuscito ad imparare la macchina più velocemente di quanto mi aspettassi. Certamente è stato un ottimo fondo su cui iniziare ma è stato veramente folle essere nella lotta per le prime posizioni con gli altri dall’inizio.

Oliver in azione all’Arctic, che spettacolo!

Nuova macchina, nuova gara (anche se avevi partecipato a gennaio all’Arctic in versione nazionale) e nuovo navigatore. Insomma un bel rompicapo e di certo non la condizione perfetta per saltare su una WRC Plus. Sappiamo anche che hai un ottimo feeling con Aaron Johnston, ma, alla fine, avere al fianco uno dei migliori navigatori in attività come Seb Marshall può anche essere un vantaggio. Come è andata?

Sicuramente Seb ha fatto un lavoro magnifico. È molto triste che Aaron non abbia potuto partecipare. Purtroppo in questi giorni chiunque può prendere il COVID, per cui è stato molto sfortunato. D’altra parte questo mi ha dato la possibilità di provare con Seb; lui è stato molto professionale, immediatamente si è messo al lavorare nella maniera migliore e grazie a questo il cambio di navigatore non mi è stato di nessun ostacolo. Inoltre ha saputo darmi dei suggerimenti e ha messo la sua esperienza a disposizione. Avendo corso con piloti molto veloci lui ha un’ottima percezione della velocità ed è stato molto bravo anche nel mantenermi calmo.

Ti ho visto correre la prima volta nel 2017 al Rally Aluksne e a Liepaja e poi l’anno successivo al Rally Estonia, sempre con la Peugeot 208 R2b. Devo dire che il miglioramento nella tua guida in un solo anno mi sorprese. E altrettanto sorpreso sono rimasto nel 2019 quando ti ho visto con la Polo R5. Quale è il tuo segreto? Come fai ad sviluppare le tue doti di guida e ad adattarti ad auto nuove in così poco tempo?

Onestamente non lo so. Mi è stata già fatta questa domanda in passato [sorride] e penso che dipenda dal fatto che ho guidato molti tipi di auto diverse, tra cui la DS3 e la Xsara da rallycross, ho provato molte cose diverse e forse dipende da questo. Ma davvero non ne sono sicuro, io semplicemente guido e cerco di fare del mio meglio ogni volta.

Tu e Kalle Rovanpera siete senza dubbio gli astri nascenti del WRC. Visto che di solito tra coetanei ci si intende meglio, come sono i rapporti tra di voi?

Beh, non siamo amici fraterni, ma siamo in ottimi rapporti, ogni tanto ci sentiamo al telefono, ma non siamo proprio intimi ecco. 

Un’altra curiosità: siamo stati abituati a vedere il nome Solberg vicino ad una bandiera norvegese, mentre tu corri con una licenza svedese, puoi dirci qualcosa riguardo a questa scelta?

Si io vivo in Svezia, ho il passaporto svedese e ho fatto parte del team svedese per cui per me è stata una scelta molto semplice. Mio padre vorrebbe quella norvegese quindi, quando i confini saranno di nuovo aperti, proverò ad avere la doppia cittadinanza e poi potrò scegliere. Ma sinceramente sono orgoglioso di correre con la bandiera svedese. 

Quattro chiacchiere su Zoom da casa sua

Quest’anno continuerai il WRC2, puoi già dirci quali gare hai selezionato come valide per il campionato? 

Non abbiamo ancora deciso. Dipende da quello che succederà con la macchina nuova [la nuova i20 Rally2] e anche con la WRC. Quindi ci sono molte variabili e per ora non ho ancora un piano.

Neanche per il Rally di Croazia di aprile?

In Croazia ci sarò, ma non so ancora se sarò iscritto in WRC2 oppure no, ma comunque sarò li con la i20 R5/Rally2. Anche a proposito della partecipazione ad altre gare con la i20 WRC Plus, ancora non so di sicuro, è una cosa di cui stiamo discutendo, ma tutto dipende da quello che il boss dirà!

A proposito della nuova macchina, stai facendo molti test con la nuova i20 Rally2, cosa puoi dirci dello sviluppo di questa macchina, anche comparandola con la i20 R5?

Di sicuro la macchina è un bel passo avanti e ha un grande potenziale. Sta andando molto bene lo sviluppo, stiamo provando un sacco di cose nuove ma è davvero sulla buona strada e inizia ad essere molto veloce. Dovrebbe debuttare più o meno a metà stagione.

Come ti alleni di solito? passi molte ore alla settimana in auto?

In realtà no, non ho l’auto da rally vicino a casa per cui sono in macchina solo per i normali test o i test prima di un’evento. In generale passo più tempo semmai sul quad o sulla motoslitta. Utilizzo anche un poco il simulatore che aiuta un pochino in alcune cose ma onestamente non aiuta molto ad affinare le capacità di guida.

A proposito dello sviluppo delle capacità di guida, come sta andando la tua confidenza con le prove su asfalto?

Sull’asfalto ho bisogno di fare più esperienza, specialmente per correre con la WRC ci vuole un sacco di tempo e test appropriati. Su terra e neve mi sento a mio agio e tutto è sotto controllo ma sull’asfalto ho ancora molto da imparare, specialmente sulle diverse condizioni che si possono trovare sull’asfalto. Ho fatto qualche gara molto buona, come Monza o Roma, la velocità c’è ma ho bisogno di fare più esperienza.  Forse quest’anno parteciperò a qualche evento locale in Italia o cose così per aumentare la mia conoscenza di questo fondo.

E noi ti aspettiamo in Italia tutte le volte che vuoi Oliver. Per il momento grazie ancora per il tuo tempo e ci vediamo in Croazia!

 

 

Photocredit for Arctic: At World Photography

 

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