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WRC 2027, incertezza tra i piloti: “Non so dove sarò il prossimo anno”

Fourmaux ammette a L'Equipe che la prossima stagione é tutt'altro che sicura

Il futuro del WRC è più incerto che mai. Le nuove regole in arrivo stanno rivoluzionando il Mondiale Rally, ma non tutti le stanno accogliendo con entusiasmo. Anzi, nel paddock iniziano a emergere dubbi, preoccupazioni e scenari tutt’altro che definiti.

A dirlo chiaramente è Adrien Fourmaux, che non ha nascosto la sua inquietudine: il 2027 si avvicina, ma il suo futuro – e quello di molti altri – è ancora un grande punto interrogativo.

Nuove regole, nuovo WRC: cambia tutto

Dalla prossima stagione, la classe regina subirà una trasformazione radicale. Le attuali vetture Rally1 usciranno progressivamente di scena, lasciando spazio a due possibili strade: le nuove auto costruite secondo i regolamenti WRC27 oppure le più accessibili Rally2.

Un cambiamento che promette di aumentare il numero di partecipanti, ma che allo stesso tempo rischia di ridisegnare completamente l’identità della categoria.

Ad oggi, Toyota è l’unico costruttore già pienamente impegnato nello sviluppo di una vettura WRC27. A questa si aggiungeranno almeno due nuovi tuner pronti a entrare nel campionato, portando ulteriore concorrenza sulle prove speciali.

Hyundai e M-Sport alla finestra

Situazione ben diversa per Hyundai e M-Sport Ford, che al momento non hanno ancora avviato la costruzione di una nuova vettura per il futuro regolamento.

Hyundai, in particolare, ha spostato parte delle proprie risorse verso le competizioni su circuito con il marchio Genesis nel World Endurance Championship. Il team dovrebbe comunque restare nel WRC, ma con un focus più marcato sul programma Rally2.

Non a caso, i piloti ufficiali Adrien Fourmaux e Thierry Neuville hanno già svolto numerosi test con la vettura Rally2 nel corso della stagione. Ma questo non basta a dissipare le incertezze.

Fourmaux senza certezze: “Sono preoccupato”

Il pilota francese è stato diretto, senza filtri:

«Sono preoccupato. Non so dove sarò il prossimo anno, né con quale macchina».

Una frase che fotografa perfettamente il clima attuale: tanto movimento, ma poche certezze. Il 2027 è ancora lontano, ma le decisioni che si stanno prendendo oggi stanno già influenzando il destino di piloti e team.

Toyota accelera: investimenti e visione chiara

Se da una parte regna l’incertezza, dall’altra c’è chi ha già scelto la propria direzione. Toyota Gazoo Racing appare oggi il costruttore più solido e determinato nel nuovo scenario.

La casa giapponese sta investendo pesantemente: è in fase di realizzazione un nuovo quartier generale con centro test nei pressi di Jyväskylä, mentre al Rally di Croazia è stata introdotta una nuova struttura di assistenza all’avanguardia.

Ma soprattutto, Toyota ha deciso di puntare senza esitazioni sul progetto WRC27.

Solberg tra entusiasmo e dubbi

Chi guarda al futuro con maggiore serenità è Oliver Solberg, entrato quest’anno nel team ufficiale Toyota. Il giovane svedese ha già avuto modo di testare un prototipo della nuova vettura, vivendo una situazione privilegiata rispetto a molti colleghi.

«È chiaro che sono in una situazione da sogno», ha ammesso.

Nonostante questo, Solberg mantiene un approccio prudente sul nuovo regolamento:

«Penso che queste regole daranno risultati nel lungo periodo, quando convinceranno più costruttori. Ma nel breve termine sono più scettico. Permettere a quasi chiunque di entrare nella classe regina rischia di far perdere quell’aspetto elitario che il WRC dovrebbe mantenere».

Un Mondiale in bilico

Il WRC si trova davanti a uno dei passaggi più delicati della sua storia recente. Da un lato, la volontà di aprire il campionato e attirare nuovi protagonisti; dall’altro, il rischio di snaturare l’essenza stessa della categoria regina.

Nel mezzo, piloti come Fourmaux che aspettano risposte, team che valutano le prossime mosse e costruttori che devono decidere se investire o restare a guardare.

Il 2027 promette una rivoluzione. Ma, per ora, sembra più una terra di conquista che una destinazione certa.

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