Intervista esclusiva di Rallyssimo alla navigatrice Eleonora Mori

Grande ritorno per la vicentina dopo 2 anni lontana dalle corse

Troppo tempo lontano dalle corse, ma senza perdere la voglia di tornare a lottare e a raggiungere obiettivi e traguardi importanti, per la 31enne Eleonora Mori, che lo scorso weekend è ritornata sul sedile di destra con il quaderno in mano al Rally degli Abeti e dell’Abetone.

Ritorno molto importante per la vicentina che centra un podio (3° posto) al fianco di Leopoldo Maestrini, su Volkswagen Polo R5, e alla quale abbiamo voluto fare qualche domanda sul suo ritorno, sulle motivazioni della sua “pausa” e molto altro.

Ciao Eleonora, e bentornata su Rallyssimo.it. Torni dopo due anni sul sedile di una vettura da rally e lo fai con un podio. Raccontaci di questa lunga sosta e di com’è andata la gara.
Una lunga storia, come già sapete a causa di un incidente avvenuto due giorni prima del Rally di Monza 2019, ho dovuto fermarmi per motivi tecnici legati alla patente, che per fortuna da un lato si sono risolti anche abbastanza velocemente. Il resto del tempo passato e stata una vera e propria pausa di riflessione, finché non è arrivata la chiamata del mio nuovo Pilota, che ringrazio veramente tanto, Leopoldo Maestrini, che ho accettato subito senza tanto pensarci sopra. Direi che come inizio del nostro percorso non potevo desiderare di più, l’intesa e stata molta fin da subito ed e stato tutto molto spontaneo. Il Rally degli Abeti, una gara molto bella, per me la prima volta in quel di San Marcello Pistoiese, organizzata molto bene. Ritornata con la famiglia capitanata da Alessandro Perico, la PA Racing con la quale ho avuto il piacere di vincere gli IRC nel 2018. Contentissima e molto soddisfatta del nostro risultato che per me, dopo il mio stop, vale come una vittoria! 
Durante la tua pausa dalle gare Rossetti si è affidato ad un altro codriver. Pensi di poter ambire ancora ad un sedile di destra importante come quello ottenuto in FpF Sport due stagioni fa?
Ogni sedile è importante, che si affianco di Rossetti o di qualsiasi altro pilota. Il mio lavoro come codriver è sempre uguale,  con qualsiasi squadra o pilota che mi sta affianco. La stagione 2019 con Citroen e FPF Sport e stata ovviamente fantastica, lavorare con una squadra ufficiale e professionale come loro è stato molto istruttivo per me e per la mia crescita. Un bagaglio di esperienza di cui farò sempre tesoro. Ma nulla si deve togliere anche alle altre squadre, che lavorano molto bene! Sicuramente ora come ora ambisco a migliorarmi, poi si vedrà, vivo giorno per giorno. 
Che ne pensi delle nuove “leve” femminili che si stanno facendo strada sul sedile di destra?
Sono molto contenta di vedere tante navigatrici, con tanta passione e voglia di far bene, a questo sport servono queste “leve” forti! Non è sempre facile trovare il posto giusto, ma sicuramente sanno , sappiamo farci spazio per bene! 
Che consigli daresti per chi ha ancora poca esperienza e vorrebbe approfondire il ruolo di codriver? Escludendo l’esperienza che si fa sul campo.
Io personalmente quando ho iniziato ho fatto il classico corso di infarinatura che serve molto, poi ho proseguito per conto mio facendo un corso con due professionisti, Maurizio Barone e Vittorio Caneva alla Vittorio Caneva Rally School. Qui riesci a scoprire e capire tutto quello che devi fare, dal momento che inizi a preparare la gara al momento in cui ti trovi a farla. Sono corsi che aiutano molto ad essere preparata per ogni situazione, quindi io consiglierei assolutamente (oltre all’esperienza sul campo) un bel corso con dei professionisti. Abbiamo sempre bisogno di imparare da chi ne sa molto più di noi, umiltà sempre e prima di tutto! Io devo comunque sempre in primis ringraziare Luca Rossetti per la grande esperienza che mi ha trasmesso in 5 anni che sono stata al suo fianco, sia sul campo che sulla carta. 
Come mai ci sono molte navigatrici donne ma pochi piloti?
Non penso sia così facile e istintivo stare sul sedile di sx per una donna, bisogna essere molto portate a manovrare volante e pedali. Fortunatamente in Italia abbiamo anche noi fantastiche pilotesse, come Tamara Molinaro, Rachele Somaschini e tantissime altre che sanno usare molto bene i piedi! Stanno facendo realmente ottimi risultati portando avanti orgogliosamente questo ruolo! 
Ci sono stati molti cambi di navigatore nel mondiale. Sembra che, come succede con gli allenatori di calcio, quando qualcosa non va, siano loro a doverne pagare per primi le conseguenze. Ma secondo te il ruolo del navigatore potrebbe essere paragonabile, a livello di gestione psicologica della performance, a quello di un’allenatore di calcio?
Tra il 2019/2020 ci sono stati più cambi di Navigatori che panchine saltate per gli allenatori di Calcio [ride], detto ciò, non voglio e non vorrei mai credere ad un cambio di co-pilota perché non si è vinto il campionato o altro, in abitacolo si è sempre in due, si vince o si perde sempre in due. Probabilmente dopo un po’ quando c’è bisogno di aria fresca il sedile di dx è sempre il “più facile” da far saltare. Personalmente penso che quando si inizia un cammino insieme si cerca di superare qualsiasi ostacolo o problematica in due e con il team. Non entro assolutamente in merito, ognuno poi ha le sue giuste motivazioni e da fuori la realtà dei fatti, come è giusto che sia, non la sapremo mai. Un allenatore di Calcio ha la responsabilità di un’intera squadra, 22 giocatori, 22 personalità diverse, 22 umori da controllare, 22 problematiche diverse… forse sono messi “peggio” loro… Ripeto, noi in macchina siamo in due, quando si arriva con il tempo a conoscersi bene è molto più facile a livello psicologico.
Siamo sicuri che il tuo intento sarà quello di rimanere nel circus in pianta stabile da adesso in poi. Hai già stilato un programma per i prossimi mesi?
Confermo che sono tornata in pianta stabile a ricoprire il mio ruolo. Il programma assolutamente c’è e non vedo l’ora di risedermi al “mio posto”!
Ragazzi, siete sempre fantastici! Un abbraccio e grazie mille! Eleonora 

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