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WRC – Latvala ammette di aver avuto bisogno di un mental coach

Quando la sua carriera da pilota è terminata, la sua salute mentale ne ha risentito

Durante l’ultimo podcast “WRC Backstories”, Latvala ha raccontato della battaglia che ha dovuto affrontare quando, nel 2020, le sue speranze di diventare un campione del mondo WRC sono svanite.

Il finlandese era stato sostituito dalla Toyota alla fine della stagione precedente, ma aveva ancora intenzione di tornare ai vertici. Ha partecipato al Rally di Svezia con una Yaris come privato, ma si è ritirato per problemi meccanici prima che i suoi piani futuri venissero bloccati dalla pandemia.

Quello fu il punto di svolta per Latvala. All’età di 35 anni e senza un volante fisso, si rese presto conto che le cose sarebbero diventate solo più difficili.

Quando non ho ottenuto il contratto per il 2020, quello è stato un momento che mi ha colpito abbastanza duramente. Fondamentalmente mi sono reso conto che non avevo più chances di diventare un campione del mondo.

Se hai più di 30 anni puoi stare via un poco tempo, ma più è lunga la pausa più è difficile tornare. Inizi a perdere la velocità che hai quando spingi al limite e che ha iniziato a svanire nel 2020.

Quando ho ricevuto la telefonata dalla Toyota e mi hanno chiesto di diventare un team principal, ho dovuto lottare con me stesso perché sapevo che non sarei diventato un campione del mondo come pilota. Quell’ultima speranza è svanita.

Di salute mentale si parla più spesso in questi giorni, anche se non tanto nei rally. Se un pilota vuole sviluppare le proprie capacità, fa dei test. Se stanno cercando di migliorare la loro forma fisica, si allenano. Ma cosa succede se vogliono lavorare sulla loro mente? Latvala fa un punto interessante…

Per quanto mi riguarda, ho sentito che a volte se usi l’aiuto per il lato mentale, in pratica vuol dire che sei debole. No, non significa che sei debole. Se non vedi molto bene, hai gli occhiali. Non ti rende più debole che i tuoi occhi non siano così buoni, perché puoi correggerli con gli occhiali. È un’area che puoi correggere e perfezionare e persino migliorare te stesso per diventare mentalmente forte.  

Ho lavorato con i mental coach alla fine della mia carriera e quello che ho capito è che come persona non cambio se sono campione del mondo o meno. E’ qualcosa che nel rally vogliamo ottenere – vogliamo ottenere dallo sport – e pensiamo che ci cambierà come persona. Invece non cambia la tua personalità. Non ti cambia come persona. Certo, hai qualcosa che, per te dal punto di vista personale, è molto importante, e ovviamente le persone potrebbero vedere che sei speciale perché sei campione del mondo, ma dentro di te sei sempre lo stesso.

Si tratta di un argomento molto importante e che ci fa capire come non ci sia nessuna vergogna a chiedere aiuto ad un professionista quando non stiamo bene con noi stessi o non riusciamo ad accettare di non raggiungere un certo obiettivo nella vita. L’aiuto di un professionista sicuramente può essere un aiuto fondamentale per riprendere il controllo della nostra vita e magari raggiungere anche quegli obiettivi che ci sembravano così lontani da noi.

Credit: WRC.com
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