Com'è nata la Parigi - Dakar? Chi l'ha inventata?

Tutto ebbe iniziò da una sfortunata partecipazione ad un altro raid

Che sia una delle gare con maggior storia e tradizione di tutto il motorsport è cosa nota ai più ma, in quanti sanno com’è realmente nato il più celebre raid del mondo? É una storia particolare, che nasce da una disavventura di un uomo francese: Thierry Sabine.

Siamo nel 1977 ed il francese Thierry Sabine si fece assalire dalla voglia di compiere un’impresa a bordo della sua fidata Yamaha XT 500, iscrivendosi al Rally Raid con partenza da Abidjan (la città più popolosa e l’ex capitale della Costa d’Avorio) per giungere a Nizza (in Francia) percorrendo le tortuose ed inesplorate strade che tagliavano in due il deserto. La tecnologia dei tempi si riduceva a mappe, bussola ed orologio, uniti ad un necessario senso di orientamento. Roba per temerari veri.

Lo smarrimento e l’incidente

Lungo il percorso però qualcosa andò storto. Sabine si stacco dal gruppo, perse ben presto la giusta direzione. Questione di attimi e si ritrovò da solo nel bel mezzo del deserto e, nel tentativo di recuperare la rotta, fu vittima di un incidente nel quale perse gli unici sistemi che potevano aiutarlo nella navigazione verso il traguardo. Un vero guaio. Restava una cartina e nessun punto di riferimento. Decise di non arrendersi e di salire in moto nel tentativo di incrociare qualche villaggio aldilà delle dune. Una guida verso l’ignoto, completamente in mano alla buona sorte finché il sole avrebbe permesso di proseguire. Nei giorni successivi cibo ed acqua iniziavano a scarseggiare e proseguire nella sabbia era diventato difficile. Scelse di continuare a piedi, cercando di mantenere la lucidità per idratarsi e tenere il corpo più in forma possibile in quelle condizioni così precarie.

La “leggenda” da cui nasce la Dakar

Sabine raccontò poi in seguito che iniziò un peregrinare terribile tra le dune, che sembravano non finire mai. All’improvviso iniziarono ad allinearsi delle idee nella testa e quella trappola di sabbia iniziò a diventare il posto perfetto per una gara dai contorni epici. Il deserto che all’improvviso prende vita e si accende tra i rumori di motociclette che si inseguono verso una meta. Avvincente, epico, unico.

Passavano però i giorni e Sabine restava in quella difficile condizione, con la disidratazione che iniziava a farsi sempre più pesante ed il fisico che iniziava ad abbandonarlo. Venne ritrovato da una squadra di soccorso che lo riportò velocemente in Francia dove gli venne letteralmente salvata la vita. Nonostante la grande paura quell’idea non lo abbandonò e fu così che decise che quella gara si sarebbe veramente organizzata e sarebbe stata per auto, moto e camion.

La prima Parigi -Dakar e l’inizio di una storia che dura nel tempo

Il 26 dicembre 182 equipaggi si presentarono al via e diedero l’inizio ad un sogno che percorreva il percorso inverso: da Nizza ad Abidjan. Dal 1979 la gara prese il nome di “Oasis” per via dello sponsor principale a supporto della gara, divenendo Parigi – Dakar nel corso dell’edizione successiva. Una gara semplice e per cuori impavidi: infatti ai concorrenti era garantita un minimo di assistenza tra una tappa e l’altra ed il resto era il cuore a doverlo fare. Si trattava di una corsa per privati che sceglievano questa avventura per proprio spirito e voglia di sfida. Infatti le case ufficiali non avevano ancora conosciuto questa gara. A quei tempi la classifica era una sola: si correva tutti contro tutti.

L’aneddoto: la Dakar 1982 diventa affare di Stato

L’edizione del 1982, invece, fu caratterizzata dalla costosissima missione internazionale di ricerca e salvataggio di Mark Thatcher, figlio dell’allora Primo Ministro britannico Margaret smarritosi nel Sahara mentre partecipava alla competizione con la sua Peugeot 504. Sua madre intervenne personalmente e, alla fine, il 14 gennaio 1982, un Hercules C-130 dell’aviazione militare algerina lo ritrovò dopo sei lunghissimi giorni di ricerche. La notizia ebbe immediata e vastissima eco nei mass media di tutto il mondo e questo permise alla Dakar di assurgere agli onori delle cronache. Tutti gli inglesi si chiedevano chi avrebbe pagato un lavoro di questa portata: la Thatcher assicurò che se ne sarebbe occupata lei personalmente. Una pubblicità del tutto inaspettata ma che permise di aumentare ulteriormente il blasone e l’epicità del grande raid del deserto.

Nel breve documentario come si svolsero i fatti.

Dakar 1986: il padre della Dakar Thierry Sabine muore durante la gara

Il 14 gennaio 1986 l’elicottero con a bordo Thierry Sabine, che stava cercando di soccorrere un equipaggio vittima di un incidente, viene sorpreso da un’improvvisa tempesta di sabbia. Il velivolo si schiantò al suolo e tutti e cinque i componenti a bordo perdono tragicamente la vita. Con Sabine era presente Daniel Balavoine, cantautore francese che prese parte alla vita politica francese, che era stato invitato ad assistere alla gara da vicino. Sabine venne sepolto in quel deserto a cui aveva dato tutto e da cui aveva ricevuto tantissimo, nelle vicinanze di un albero che ancora oggi porta il suo nome ed è meta di pellegrinaggio di tantissimi appassionati.

Nel video le immagini originali dell’epoca che raccontano l’incidente ed a questo link un video documentario sull’incidente.

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