Rally Svezia 1995 - L'epica battaglia delle nevi tra Eriksson e Makinen, decisa da Mitsubishi

Uno dei più celebri ordini di scuderia che il WRC ricordi

Era il 1994 quando lo storico team privato Jolly Club, che nel 1992 e 1993 aveva gestito privatamente le plurititolate Lancia Delta HF Integrale dopo il ritiro della casa madre a fine 1991, decise che era arrivato il momento di mandare in pensione la Lancia per passare a gestire la Ford Escort Cosworth. Un passaggio epocale che diede di fatto il via libera ai costruttori giapponesi di andare a dominare il mondiale rally, con Subaru, Toyota e Mitsubishi. 

E dopo una prima stagione dove tutto poteva sembrare quasi nuovo ed inusuale, il 1995 divenne la stagione delle conferme. Fin da subito, fin da quell’Internation Rally Sweden che rappresentava il primo vero bagno di neve per le World Rally Car.

A Monte-Carlo le Mitsubishi non avevano fatto bene ed aspettavano la gara nordica per il riscatto. In Svezia era una questione per i piloti del nord (ndr. bisognerà aspettare il 2004 con Loeb per vedere un pilota “del sud” trionfare lì) e Mitsubishi poteva contare tra le sue fila del pilota di casa Kenneth Eriksson e di Tommi MakinenThomas Rådström aveva trionfato l’anno prima per Toyota ed in questa stagione non sembrava poter godere di un buon supporto a cospetto dei tanti team ufficiali ma, i riflettori erano tutti puntati su Toyota con Kankkunen e Mitsu che poteva contare su tutti piloti nordici in pianta stabile. Subaru, che quell’anno puntava tutto su McRae e Sainz, scelse di ingaggiare per la gara Mats Jonnson che aveva vinto due volte la gara.

Condizioni perfette per questo Sweden. Neve abbondante e fondo ghiacchiato, la ricetta perfetta per spingere forte senza prendere grandi rischi con i banchi di neve da usare come appoggio. Juha e Colin sanno di potersela giocare, mentre Carlos è nel Värmland soprattutto per cercare di limitare i danni.

Auriol vince il prologo, Sainz la SS2 Godasen da 26.24 km ma poi inizia il grande assolo delle Mitsubishi Lancer Evo II Ralliart con ancora più di venti prove speciali da disputare. Vita ancora più facile per i locali che per l’occasione montavano gli pneumatici Lappi fabbricati in loco. La stessa cosa avrebbero voluto i piloti Subaru ma Pirelli aveva risposto picche. E non era niente rispetto a quel che sarebbe successo di lì a poco.

Sulla SS10 Djura il motore della Impreza di Sainz finisce in fumo e lo spagnolo si ritira. Capiterà la stessa cosa a McRae e Jonnson per lo stesso identico problema sulla SS19 Backa da 31.77 km: il rivestimento si è staccato dalle canne dei cilindri, ha bloccato le pompe dell’olio che poi hanno aumentato la pressione dell’olio e fatto esplodere il motore.  McRae era terzo in quel momento e non mancò di esplodere tutta la sua ira verso quel regolamento che impediva di toccare il motore delle macchine:

Queste nuove regole della FIA sono stupide. Restiamo in macchina per tutto quel tempo e alla squadra non è permesso toccare la macchina. Le squadre stanno spendendo tutti questi soldi e abbiamo tutti questi professionisti in giro e non possiamo fare nulla. Il team ha risolto il problema questa mattina, avremmo potuto essere ancora in gara. È pazzesco!

Per Delecour stessa sorte e davanti le Mitsu fanno il vuoto. E se le danno di santa ragione. Troppo per il team principal Andrew Cowan che tutto avrebbe voluto tranne che farsi sfuggire l’occasione di fare una doppietta del genere ad inizio stagione. Il sabato sera le regole sono chiare: posizioni congelate. Eriksson è davanti e li finirà.

Makinen non ci sta e la domenica mattina sorpassa il compagno e si porta in testa sulla SS19 Backa. Tempo mostruoso, figlio anche dell’aver creduto al team principal da parte di Eriksson e di condizioni di neve divenute ancora più complicate e proibitive. Kenneth vorrebbe sgomitare ma, strappare un buon tempo senza prendere rischi è praticamente impossibile. Tommi continua a martellare e ad una prova dalla fine è davanti con 43 secondi di vantaggio.

Ma sulla SS25 Langjohanstorp Makinen si ferma e lascia che il compagno lo risuperi, andando a vincere la gara. Dimostrando però sul campo il vero valore.

Entrambi i piloti non saranno contenti alla fine: Makinen perché sentiva di essere più forte ed Eriksson che mai avrebbe voluto vincere una gara in quel modo.

Cowan cercò di placare gli animi così:

Se ci fosse stato Tommi davanti sabato sera, avremmo permesso a lui di vincere. Ma è stato Kenneth, quindi è stato Kenneth [che ha vinto]. Semplice. Volevamo, dovevamo portare entrambe le vetture al traguardo.

Alla fine dell’anno sarà McRae il campione del mondo, dopo numerosi conflitti all’interno del team Subaru 555 e le Toyota verranno squalificate per i fatti noti.

Per rivivere le immagini e le emozioni di quel Rally Sweden 1995 potete vedere questo bel video:

 

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