Nuovo scontro sul Rally Svezia: le comunità Sami contro gli organizzatori
Il via libera ufficiale arriva, ma la polemica resta: respinta una proposta giudicata “razzista”
Il Rally Svezia dovrebbe svolgersi regolarmente a febbraio come secondo appuntamento della stagione WRC, ma attorno alla gara invernale continua a soffiare un vento di polemica. Anche quest’anno, infatti, le comunità Sami e gli organizzatori dell’evento si sono trovati su fronti opposti.
Dal 2022 il rally si disputa nei dintorni di Umeå, dopo il trasferimento da Värmland deciso per garantire condizioni di innevamento più affidabili. Una scelta che, però, ha portato con sé nuove criticità legate alla convivenza con le attività tradizionali di allevamento delle renne.
Il nodo dei pascoli e le tensioni irrisolte
Il punto centrale del conflitto riguarda il passaggio di alcune prove speciali su aree di pascolo delle renne. Già lo scorso anno il tracciato era stato oggetto di discussioni fino all’ultimo momento: la gara si disputò regolarmente, ma il clima rimase teso. Pochi giorni prima dell’evento, tre renne furono trovate uccise nei pressi di Umeå, episodio che la comunità Sami collegò direttamente al contesto della disputa.
Le frizioni non si sono mai del tutto spente. Anche per l’edizione 2026, la contea amministrativa è stata chiamata a riesaminare la richiesta di autorizzazione del rally. Secondo il quotidiano Västerbottens Kuriren, prima di Natale si è tenuto un incontro di consultazione con la partecipazione delle comunità Sami di Grans e Rans, dell’Associazione Nazionale Sami Svedese e del Parlamento Sami.
L’incontro non ha portato a un’intesa, lasciando alla contea la responsabilità della decisione finale. Venerdì sera è arrivato il via libera ufficiale, ma la vicenda potrebbe non essere chiusa: i rappresentanti Sami hanno già lasciato intendere che non è escluso un ricorso.
Una proposta respinta con forza
Negli anni scorsi si era parlato di presunte richieste di risarcimenti elevati da parte delle comunità Sami. Al contrario, durante la consultazione, la comunità di Grans ha chiarito di aver chiesto zero corone di compensazione per l’edizione precedente del rally.
I Sami hanno inoltre proposto di spostare le prove speciali a est della strada E4, lungo il Golfo di Botnia, più vicino alla costa. Nell’edizione 2026, tuttavia, solo una prova è prevista in quell’area.
Dal canto loro, gli organizzatori del Rally Svezia hanno avanzato una proposta alternativa: offrire alla comunità di Grans uno spazio all’interno dell’area evento della super speciale di Umeå, con l’obiettivo dichiarato di “promuovere positivamente l’allevamento delle renne e aumentare la comprensione del pubblico”.
La risposta dei Sami è stata durissima.
«Tra il 1870 e il 1940 il popolo Sami veniva esposto al pubblico. Suggerire che oggi i Sami debbano tornare a essere oggetti esotici da esibire alla Red Barn Arena è una proposta superata e razzista».
Autorizzazione concessa, ma possibili ricorsi
Nella motivazione della decisione, la contea amministrativa ha precisato che la richiesta di autorizzazione è stata valutata esclusivamente sulla base delle normative sul traffico. Non sono quindi state prese in considerazione né la legge sull’allevamento delle renne né la legislazione ambientale, poiché il rally viene considerato una competizione su strade pubbliche.
Una linea già criticata dalle comunità Sami negli anni passati. Durante l’incontro di dicembre, la comunità di Rans ha dichiarato apertamente che «la decisione sarà impugnata da una parte o dall’altra, indipendentemente da come verrà formulata».
Il Rally Svezia è in programma dal 12 al 15 febbraio. Sul piano sportivo il countdown è già iniziato, ma fuori dalle prove speciali la battaglia sembra tutt’altro che conclusa.