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Le prove speciali notturne tornano nei rally italiani su terra

Dal 2026 via libera alle PS oltre il tramonto: fari supplementari obbligatori e distacchi aumentati. Nel 2025 erano vietate

Nel 2026 il rally italiano riscopre uno dei suoi elementi più affascinanti e identitari. Dopo una stagione, il 2025, in cui le prove speciali notturne nei rally disputati su terra non erano consentite, il nuovo regolamento apre nuovamente alla possibilità di correre oltre il tramonto. Una novità che pesa, perché non riguarda solo un dettaglio di calendario o di orari, ma restituisce alle gare nazionali una componente storica fatta di atmosfera, concentrazione e difficoltà aggiuntive.

La notte, nel rally, non è mai stata una semplice variante: è un fattore che cambia tutto, dalla guida alla gestione della gara, e il suo ritorno segna un passaggio importante per l’evoluzione dei rally su sterrato in Italia.

Regole chiare per una notte più sicura

La reintroduzione delle Prove Speciali notturne non avviene però senza paletti. Il regolamento 2026 stabilisce infatti che nelle competizioni disputate su terra è consentito lo svolgimento di PS in orario notturno (oltre il tramonto), a condizione che vengano rispettate precise prescrizioni tecniche e sportive.

La prima riguarda le vetture, che dovranno essere equipaggiate con fanaliera supplementare obbligatoria, correttamente montata e funzionante, per garantire un’illuminazione adeguata del percorso e una migliore lettura del fondo.

La seconda riguarda la gestione della gara: l’intervallo di partenza viene aumentato di un minuto rispetto a quello previsto per le prove diurne, una scelta pensata soprattutto per ridurre i problemi legati alla polvere, che di notte tende a rimanere sospesa più a lungo e può compromettere seriamente la visibilità.

Dopo il divieto imposto nel 2025, motivato principalmente da esigenze di sicurezza e organizzazione, si tratta di una riapertura controllata ma significativa. Un compromesso che permette di riportare in calendario uno degli elementi più iconici del rally, senza rinunciare a criteri più moderni di gestione della gara e di tutela di equipaggi, ufficiali e pubblico.

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