Rally Val d’Orcia 2026: vincono Tommaso Ciuffi e Pietro Cigni
Colpi di scena Alberto Battistolli e Marco Bulacia
Sulle strade bianche che profumano di leggenda, tra i calanchi senesi e l’ombra della Rocca di Radicofani, il XVII Rally della Val d’Orcia non ha tradito le attese. Un’edizione vibrante, decisa solo nelle battute finali e segnata da una selezione durissima che ha rimescolato continuamente le carte al vertice del Campionato Italiano Rally Terra (CIRT).
A trionfare è stato Tommaso Ciuffi. Il pilota fiorentino, navigato da Pietro Cigni sulla Skoda Fabia RS dell’Erreffe Rally Team, ha giocato la carta della costanza e della precisione chirurgica. Dopo aver tallonato i battistrada per tutta la gara, Ciuffi ha sferrato l’attacco decisivo nella penultima prova speciale, approfittando anche delle disavventure altrui, per poi andare a prendersi un successo pesantissimo che ne rilancia le ambizioni titolate.
La legge della terra: forature e ritiri eccellenti
La gara è stata un vero e proprio “thriller” sportivo. A lungo il comando è stato nelle mani di Alberto Battistolli. Il driver vicentino sembrava avere il ritmo giusto per chiudere i conti, ma l’ottava prova speciale gli è stata fatale: un’uscita di strada ha messo fine ai suoi sogni di gloria quando si trovava saldamente in testa.
Non è stato l’unico scossone. GiĂ la prima giornata aveva mietuto vittime illustri, costringendo alla resa due attesi protagonisti come Giacomo Costenaro e il finlandese Benjamin Korhola, entrambi traditi dalle insidie del percorso mentre cercavano di impostare il proprio ritmo sulla Skoda Fabia RS.
Non è andata meglio a Marco Bulacia. Il boliviano, leader al termine della prima tappa, ha visto svanire il primato a causa di una foratura alla posteriore sinistra durante la PS6, costata oltre venti secondi. Bulacia ha poi chiuso ai piedi del podio, confermando però un feeling notevole con gli sterrati italiani.
Sul secondo gradino del podio sale così il francese Louis Constant. Il giovane transalpino, assistito da Maxime Martini sulla Skoda di MS Munaretto, ha impressionato per velocitĂ e maturitĂ , malgrado una foratura sulla PS9 che gli ha impedito di insidiare Ciuffi nel finale. A completare il podio un “monumento” della specialitĂ : Paolo Andreucci. In coppia con Silvia Gallotti, il garfagnino ha gestito con la solita sapienza la sua Skoda Fabia RS (Lion Team), portando a casa punti fondamentali.
Top 10 e debutti d’autore
Scorrendo la classifica, brilla la prova di Mattia Scandola, quinto assoluto davanti a Christian Tiramani. Nota di merito per Angelo Pucci Grossi: nonostante un forte stato febbrile, il riminese ha stretto i denti chiudendo settimo davanti a Fabio Farina.
Occhi puntati anche sul “figlio d’arte” Eliot Delecour. Il diciottenne francese, con la madre Priscille alle note sulla Toyota GR Yaris Rally2, ha chiuso al nono posto assoluto: un debutto condotto con intelligenza sotto lo sguardo di papĂ François. Tra le Due Ruote Motrici, vittoria d’autoritĂ per Davide Pesavento sulla nuova Lancia Ypsilon Rally4, mentre tra le Rally3 brilla la Ford Fiesta degli sloveni Prosenc-Selan.
CIRTS: Pelliccioni detta legge tra le storiche
Non solo moderno, perché la Val d’Orcia ha dato il via anche al Campionato Italiano Rally Terra Storico. Qui il dominio è stato sammarinese: Bruno Pelliccioni e Lorenzo Ercolani hanno portato la loro Ford Escort di 3° Raggruppamento sul gradino più alto del podio, precedendo le analoghe vetture di Andrea Tonelli e Sergio Bartolini. Nel 4° Raggruppamento, successo per l’intramontabile Bruno Bentivogli su Ford Sierra Cosworth.
Con diciassette nazionalità rappresentate al via, l’evento di Radicofani Motorsport si conferma un’eccellenza internazionale. Il polverone si posa, ma il CIRT 2026 è ufficialmente infiammato.