Solberg cerca il riscatto in Portogallo e critica il percorso: “Non vedo differenze”
Il pilota Toyota alza la pressione sulla prima su terra del WRC 2026
Oliver Solberg arriva al Rally del Portogallo con un obiettivo molto chiaro: ritrovare finalmente un risultato solido. Il pilota Toyota aveva iniziato la stagione nel migliore dei modi, conquistando una vittoria di grande peso al Rallye Monte-Carlo, ma nelle gare successive il quadro si è complicato parecchio.
La velocità non è mai mancata. Anzi, Solberg ha continuato a firmare tempi importanti e a confermarsi tra i piloti più rapidi del gruppo. Il problema, però, è stato trasformare quel passo in punti pesanti. Gli ultimi tre rally si sono infatti chiusi tutti con un ritiro, tra errori costosi e situazioni sfavorevoli che lo hanno fatto scivolare al quarto posto nella classifica mondiale.
Tre ritiri consecutivi e una classifica da ricostruire
Dopo l’ottimo avvio di stagione, Solberg si trova ora a 33 punti dal compagno di squadra Elfyn Evans, leader del campionato. Un distacco non ancora definitivo, ma certamente importante, soprattutto in una stagione in cui ogni occasione persa rischia di pesare molto.
Il giovane svedese ha più volte ricordato di essere ancora in fase di apprendimento con una Rally1, ma è evidente che il tema campionato cominci a entrare nei suoi ragionamenti. Per questo il Portogallo diventa un appuntamento delicato: serve velocità, certo, ma serve soprattutto arrivare al traguardo.
“Gli ultimi due rally su asfalto sono stati difficili, anche se il passo era ottimo. Nell’ultima gara abbiamo lottato per la vittoria fino alla fine, ma purtroppo ho commesso un errore. Ora torniamo sulla terra e almeno in Africa il feeling era buono, anche se lì siamo stati sfortunati. Anche in Estonia lo scorso anno eravamo andati molto forte”, ha spiegato Solberg a RallyJournal.com.
Solberg vuole continuare a spingere
Nonostante il momento complicato, Solberg non sembra intenzionato a cambiare completamente approccio. La base, secondo lui, resta buona. Il feeling con la vettura c’è, la velocità pure. Quello che manca è riuscire a completare il lavoro, soprattutto nelle fasi finali dei rally.
“La sensazione è buona. Ora dobbiamo solo continuare a spingere e guidare forte. Voglio continuare così, mettendo pressione agli altri, ma forse pensando un po’ di più anche al campionato, visto che gli ultimi due rally sono stati difficili. Mi è mancata un po’ l’esperienza, o forse la pazienza, per rifinire gli ultimi dettagli sull’asfalto”.
È una riflessione interessante, perché fotografa bene il momento del pilota Toyota: abbastanza veloce per lottare con i migliori, ma ancora alla ricerca di quell’equilibrio tra aggressività e gestione che spesso fa la differenza nei rally più lunghi e complessi.
Il percorso del Portogallo non convince
Uno dei temi più discussi degli ultimi anni al Rally del Portogallo è stato il programma di gara, soprattutto per la durezza delle giornate iniziali. Anche per il 2026 gli organizzatori hanno modificato leggermente l’itinerario, inserendo tre prove speciali già nella giornata di giovedì.
Il venerdì, però, resta estremamente impegnativo: sette prove speciali senza un vero parco assistenza. Dopo le tre prove del giovedì, inoltre, gli equipaggi non rientreranno al service park, ma dovranno affidarsi soltanto al cambio gomme e all’assistenza remota.
Una soluzione che non ha convinto Solberg, piuttosto diretto nel commentare la struttura del rally.
“Non vedo alcuna differenza rispetto a prima. La situazione è esattamente la stessa. Percorriamo lo stesso numero di prove dello scorso anno, solo che allora era tutto concentrato al venerdì. Ora una parte è stata spostata al giovedì, ma la lunghezza del percorso e il numero delle prove sono identici”, ha dichiarato lo svedese.
“Bisogna imparare a farselo piacere”
Secondo Solberg, il cambio di distribuzione delle prove non ha alleggerito davvero il carico sugli equipaggi. Anzi, ha soltanto spostato parte dello stress più indietro nella settimana, riducendo anche il tempo di recupero nei giorni precedenti alla gara.
“Abbiamo dormito meno nella prima parte della settimana, quindi in un certo senso la situazione è la stessa. Bisogna solo imparare a farsela piacere. Questa è la situazione e non puoi farci nulla. Dobbiamo comunque fare il miglior lavoro possibile”.
Parole che lasciano trasparire una certa frustrazione, ma anche pragmatismo. Solberg sa che il percorso sarà uguale per tutti e che lamentarsi non cambierà le condizioni. Il punto, però, resta: il Portogallo si prepara a essere una gara dura, fisicamente e tecnicamente.
Forature e gestione gomme possono decidere la gara
Il pilota Toyota si aspetta un rally pieno di insidie. Le giornate di giovedì e venerdì, in particolare, potrebbero già indirizzare pesantemente la classifica. Il Portogallo non è il Safari, come ha ricordato lo stesso Solberg, ma le velocità più alte e il fondo variabile possono rendere ogni errore molto costoso.
“Succederanno tante cose. Naturalmente non siamo in Africa, perché qui le velocità sono più alte. Credo che la lotta sarà molto serrata e che le condizioni continueranno a cambiare. Potranno succedere molte cose con forature e altri problemi. Non abbiamo molte gomme a disposizione, quindi anche la gestione degli pneumatici sarà importante”.
Il tema delle gomme sarà quindi centrale, soprattutto nella giornata di venerdì. Con pochi margini di intervento e una lunga sequenza di prove senza assistenza completa, ogni scelta potrà diventare decisiva.
“Sono sicuro che le forature saranno un fattore importante almeno venerdì. Poi potrebbe anche piovere sabato e domenica, quindi sarà sicuramente difficile”.
Portogallo decisivo per ripartire
Per Solberg il Rally del Portogallo rappresenta molto più di una semplice gara su terra. È l’occasione per interrompere una serie negativa, recuperare fiducia e rimettere punti importanti in classifica. La velocità vista finora basta per stare davanti, ma ora serve trasformarla in un risultato completo.
Il compito non sarà semplice. Il percorso sarà duro, la gestione delle gomme pesante e il livello della concorrenza altissimo. Ma proprio per questo il Portogallo può diventare uno snodo importante nella stagione dello svedese: un rally da affrontare con il piede giusto, sì, ma anche con quella lucidità che nelle ultime uscite è mancata nei momenti decisivi.
Solberg vuole continuare a spingere. Questa volta, però, dovrà farlo senza dimenticare il traguardo. Perché nel suo caso, adesso, arrivare in fondo non è un dettaglio: è la prima vera prova da superare.