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Neuville e Wydaeghe vincono un Rally del Portogallo 2026 folle: Toyota crolla nel finale

Succede di tutto nella giornata finale, dopo due cambi di meteo e tante forature

Il Rally del Portogallo 2026 ha scelto il modo più crudele, imprevedibile e spettacolare per decidere il suo vincitore. Quando tutto sembrava ormai apparecchiato per un nuovo successo di Sébastien Ogier, la penultima prova speciale ha riscritto completamente la classifica, trasformando il finale in una vera lotteria da fondo sterrato. A uscirne vincitori sono stati Thierry Neuville e Martijn Wydaeghe, bravi a restare in partita fino all’ultimo e poi freddi nel momento in cui la gara ha presentato loro l’occasione più grande.

Per Hyundai è un successo pesantissimo, arrivato al termine di un weekend complicato, vissuto spesso più di rincorsa che di dominio. Neuville non è stato sempre il più appariscente, non ha avuto sempre il ritmo più brillante e non ha mai dato l’impressione di poter controllare il rally con autorità assoluta. Ma in Portogallo, soprattutto in una domenica così, non serviva solo essere veloci: bisognava sopravvivere. E il belga, insieme a Wydaeghe, lo ha fatto meglio di tutti.

Il colpo di scena sulla Vieira do Minho

Il momento decisivo è arrivato sulla seconda passata della Vieira do Minho, la speciale numero 22. Sami Pajari, che stava difendendo un podio di enorme valore, ha forato dopo aver colpito una grossa pietra in traiettoria ed è stato costretto a fermarsi per sostituire la gomma. Pochi minuti più tardi, la stessa sorte è toccata a Sébastien Ogier, che fino a quel momento sembrava lanciato verso un’altra vittoria in Portogallo.

Il francese, sette volte vincitore della gara lusitana, aveva costruito il proprio vantaggio soprattutto nella durissima giornata di sabato, quando pioggia, fango e aderenza quasi inesistente avevano messo in crisi buona parte del gruppo. Sembrava il classico rally da Ogier: gestione, intelligenza, colpo di reni quando serve e controllo fino al traguardo. Invece, in pochi chilometri, la sua corsa è cambiata completamente.

Neuville si è così ritrovato al comando con una prova ancora da disputare. Una situazione da gestire con il cronometro in mano e, probabilmente, anche con qualche fantasma nella testa dopo quanto accaduto in Croazia, dove il belga aveva visto sfumare una vittoria proprio nelle battute finali. Questa volta, però, il finale ha avuto un sapore completamente diverso.

Neuville freddo nel momento più caldo

La vittoria di Neuville e Wydaeghe non nasce da una fuga solitaria, ma da una gara costruita con pazienza. Dopo un avvio in cui Toyota aveva spesso monopolizzato le posizioni di vertice, l’equipaggio Hyundai è rimasto costantemente vicino alla zona calda della classifica, evitando errori gravi e sfruttando ogni varco lasciato dagli avversari.

È stata una vittoria di resistenza, più che di forza pura. Una di quelle gare in cui il risultato finale non racconta soltanto chi è andato più forte, ma chi ha saputo leggere meglio un rally diventato sempre più difficile speciale dopo speciale. Il Portogallo ha alternato fondo secco, tratti umidi, fango, pietre affioranti e condizioni spesso al limite, rendendo la gestione degli pneumatici e della vettura decisiva quanto la velocità.

Neuville ha avuto il merito di non uscire mai davvero dalla partita. Quando Ogier sembrava avere il rally in mano, il belga era comunque lì. Quando Pajari sognava il podio e Solberg continuava a spingere, lui restava nella posizione giusta. E quando il rally ha deciso di ribaltarsi, la Hyundai numero 11 era pronta a raccogliere tutto.

Solberg ed Evans sul podio, Ogier beffato

Alle spalle dell’equipaggio Hyundai, Oliver Solberg ha chiuso un rally di grande sostanza, confermando ancora una volta la propria crescita al volante della Toyota GR Yaris Rally1. Lo svedese è stato tra i protagonisti assoluti del weekend, capace anche di prendersi la scena in alcune fasi della gara, soprattutto quando le condizioni sono diventate più scivolose e imprevedibili.

Il podio è stato completato da Elfyn Evans, bravo a restare lontano dai guai in una gara in cui molti dei suoi compagni di marca hanno visto sfumare risultati importanti proprio sul più bello. Per Toyota resta comunque una domenica amarissima: Ogier perde una vittoria che sembrava ormai vicina, Pajari vede crollare un risultato di altissimo profilo e la squadra giapponese si ritrova a fare i conti con una beffa pesante.

Ogier, in particolare, lascia il Portogallo con la sensazione di aver perso più di una semplice gara. Il francese aveva guidato con autorità nelle fasi più difficili del sabato e sembrava avere tutto sotto controllo. Ma il rally, si sa, ha una particolare predilezione per ricordare anche ai più grandi che il traguardo arriva solo dopo l’ultima prova. E quando lo fa, di solito non usa troppa delicatezza.

Un Portogallo durissimo, deciso dagli imprevisti

Il Rally del Portogallo 2026 resterà tra quelli da raccontare non tanto per una fuga dominante, quanto per la sua evoluzione continua. Oliver Solberg ha aperto forte, Sami Pajari ha mostrato lampi importanti, Ogier ha preso il controllo nella fase centrale, Neuville ha resistito e poi ha colpito nel momento decisivo. In mezzo, pioggia, fango, pietre, forature e una classifica cambiata più volte.

Per Hyundai il successo rappresenta una risposta importante in un avvio di stagione tutt’altro che semplice. Per Neuville e Wydaeghe, invece, è una vittoria dal peso specifico enorme: non solo per i punti, ma per il modo in cui è arrivata. Dopo una gara vissuta sul filo, il campione belga ha trovato finalmente il weekend in cui la sorte, la freddezza e la concretezza si sono messe tutte dalla stessa parte.

Il Portogallo, ancora una volta, ha dimostrato perché resta una delle prove più affascinanti e temute del Mondiale. Puoi comandare, puoi sembrare in controllo, puoi avere il passo e l’esperienza. Ma se una pietra decide diversamente, il rally cambia padrone in un istante. Questa volta, il padrone finale si chiama Thierry Neuville.

Foto: Barsali / Fonseca
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