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4 MIN

Fourmaux perde la leadership in Portogallo, Solberg si salva nello stesso punto

Pomeriggio ricco di colpi di scena. Solberg non ascolta Ogier e la paga cara

Adrien Fourmaux ha visto sfumare il comando del Rally del Portogallo dopo un episodio tanto spettacolare quanto costoso sulla prova di Góis. Il pilota Hyundai, che fino a quel momento stava gestendo una gara di altissimo livello, è finito fuori strada in una curva sinistra insidiosa, rimediando la foratura di entrambe le gomme sul lato destro.

Nello stesso punto è finito largo anche Oliver Solberg, ma con conseguenze molto diverse: il pilota Toyota è riuscito a cavarsela senza danni importanti, mentre Fourmaux ha pagato un conto pesantissimo al cronometro.

Il momento decisivo sulla Góis

Il francese era arrivato alla SS8 con 4 secondi di vantaggio su Sébastien Ogier dopo sette prove speciali. Una situazione favorevole, costruita con passo e concretezza. Ma in un rally come il Portogallo basta un attimo, e quel margine si è trasformato rapidamente in un ritardo pesante.

L’episodio è arrivato in una curva a sinistra che stringeva progressivamente. La Hyundai di Fourmaux ha toccato pesantemente il fondo, perdendo la traiettoria e finendo fuori dalla carreggiata. Il pilota è riuscito a riportare la vettura in prova, ma l’impatto ha danneggiato due pneumatici: anteriore destra e posteriore destra.

Il conto del cronometro è stato durissimo. Fourmaux ha perso 29.3 secondi da Ogier, vincitore della speciale, scivolando dalla prima alla sesta posizione assoluta. Ora il francese si ritrova a 25.3 secondi dalla vetta, dopo una mattinata che sembrava poterlo confermare come uno dei grandi protagonisti del rally.

“Ho perso i freni. Quando ho frenato, la macchina non ha rallentato per niente: il pedale è andato a fondo. Nei rally succede spesso, avrei dovuto stare più attento, ma non me lo aspettavo”, ha spiegato Fourmaux a DirtFish.

Ogier si prende la testa della gara

A beneficiare dell’errore di Fourmaux è stato Sébastien Ogier, che ha firmato il miglior tempo sulla Góis e si è portato al comando del Rally del Portogallo. Il francese di Toyota ora guida con 4.2 secondi di vantaggio su Thierry Neuville, diventato il nuovo riferimento per Hyundai dopo il problema del compagno di marca.

Ogier, come spesso accade, ha saputo leggere meglio degli altri una prova complicata, dove il margine tra guadagnare tempo e finire nei guai era sottilissimo. La sua leadership arriva dopo una fase iniziale non perfetta, ma conferma ancora una volta la sua capacità di rientrare nella partita appena la gara diventa più selettiva.

Neuville secondo, Pajari sul podio provvisorio

Thierry Neuville è ora secondo assoluto, a 4.2 secondi da Ogier. Per Hyundai, dopo il colpo subito da Fourmaux, il belga diventa il principale uomo in lotta per la vittoria. Alle sue spalle si è portato Sami Pajari, terzo a 8.7 secondi dalla testa della gara.

Il finlandese continua così a restare nelle zone alte della classifica, confermando un avvio di rally molto solido. In una gara già segnata da errori e forature, la regolarità può diventare una delle armi più importanti.

Solberg largo nello stesso punto, ma senza pagare dazio

Curiosamente, anche Oliver Solberg è finito largo nello stesso punto e con una dinamica simile a quella di Fourmaux. Nel suo caso, però, l’episodio non ha avuto conseguenze importanti: il pilota Toyota è riuscito a cavarsela senza forature e senza pagare un prezzo pesante in classifica.

“È stato un bel momento, sì! Séb mi aveva avvisato di quella curva durante la ricognizione, quindi è stato un errore mio”, ha raccontato Solberg a DirtFish.

Un dettaglio che rende ancora più evidente quanto quella curva fosse critica. Stessa traiettoria sbagliata, stesso punto, ma conseguenze completamente diverse. A volte il rally è anche questo: centimetri, fondo, impatto e una buona dose di fortuna, quella che quando c’è non fa rumore, ma quando manca si sente eccome.

La lettura di Ogier: “Era la curva più difficile della prova”

Ogier ha poi spiegato quanto quella sezione fosse delicata. Secondo il pilota Toyota, si trattava del punto più complicato della speciale: molto veloce, estremamente sconnesso e capace di fare la differenza sia in positivo sia in negativo.

“Non l’ho avvisato, ma lui mi ha detto: ‘Sono stupido!’. Era la curva più difficile della prova, perché era super veloce e molto sconnessa. Però credo sia anche uno di quei punti dove puoi fare la differenza se la fai nel modo giusto. Io lì sono stato troppo lento, ma questo è sempre il mio approccio”, ha spiegato Ogier.

Parole molto “alla Ogier”: meglio perdere qualcosa in un punto sporco e rischioso che compromettere l’intera gara. Una filosofia che, ancora una volta, gli ha permesso di uscire indenne da una speciale dove altri hanno pagato caro.

Fourmaux costretto a inseguire

Per Fourmaux il Rally del Portogallo cambia improvvisamente volto. Da leader della gara, il francese si ritrova ora sesto, con oltre venticinque secondi da recuperare e con la consapevolezza di aver perso una grande occasione nella prima parte della giornata.

Il passo mostrato fino alla SS7 resta comunque un segnale importante. La Hyundai c’era, il ritmo pure, e Fourmaux aveva dimostrato di poter lottare con Ogier e Neuville per le prime posizioni. Ma nel WRC moderno, soprattutto su una gara severa come il Portogallo, la velocità da sola non basta: serve anche sopravvivere ai punti in cui il rally decide di mordere.

Ora la leadership è nelle mani di Ogier, con Neuville e Pajari pronti ad approfittare di ogni dettaglio. Fourmaux dovrà ricostruire la sua gara da una posizione più scomoda, mentre Solberg può tirare un sospiro di sollievo per un errore che avrebbe potuto costargli molto di più. Il Portogallo ha già dimostrato che nulla è davvero stabile. E siamo appena all’inizio.

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