Pajari vede un’occasione nella seconda metà di stagione: “Sulla terra possiamo recuperare”
Foto: Luca Barsali
Sami Pajari continua a crescere. La stagione del pilota finlandese nel Mondiale Rally sta prendendo una direzione sempre più interessante e, gara dopo gara, il giovane portacolori Toyota sta confermando di poter stare con continuità nelle zone alte della classifica.
Il passo avanti rispetto allo scorso anno è evidente. Dodici mesi fa Pajari era ancora nella fase di apprendistato nella massima categoria, impegnato soprattutto a prendere le misure con le Rally1 e con un livello di competizione completamente diverso. Oggi, invece, il discorso è cambiato: non si parla più soltanto di crescita, ma anche di quando potrà arrivare la sua prima vittoria assoluta nel WRC.
Il successo non è ancora arrivato, ma la sensazione è che possa essere solo una questione di tempo. Pajari è già salito cinque volte sul podio in questa stagione e ha dimostrato competitività su fondi molto diversi: asfalto, neve e sterrato.
Una seconda parte di stagione tutta su terra
Da qui in avanti, però, il calendario cambia volto in modo netto. La seconda metà della stagione sarà infatti composta esclusivamente da rally su terra, un elemento che potrebbe aprire scenari interessanti anche nella lotta per le posizioni più importanti della classifica.
Il prossimo appuntamento sarà il Rally dell’Acropoli, in Grecia, in programma a fine giugno. Subito dopo il Mondiale si sposterà sulle strade veloci dell’Estonia e poi su quelle, ancora più iconiche, del Rally Finlandia.
“Non dovrebbe esserci alcun motivo per cui quei rally non possano adattarsi bene a me”, ha spiegato Pajari a Rallit.fi.
Il finlandese guarda con interesse soprattutto alla situazione di classifica. Chi si trova davanti nel Mondiale dovrà fare i conti con posizioni di partenza meno favorevoli, specialmente nei rally su sterrato, dove aprire la strada può costare parecchi secondi.
“Probabilmente sarà abbastanza interessante. Siamo in una posizione piuttosto buona anche per quanto riguarda i punti, e i ragazzi davanti probabilmente soffriranno un po’ di più per la loro posizione di partenza”, ha riflettuto Pajari.
“In questo senso, potrebbe essere possibile ridurre il distacco da loro anche in questi rally su terra”.
Grecia, Estonia e Finlandia: tre rally molto diversi
Anche se il resto della stagione sarà tutto su sterrato, non significa che le gare avranno le stesse caratteristiche. Anzi, il pacchetto che attende i piloti è molto vario e richiederà approcci completamente diversi.
Il Rally dell’Acropoli resta una delle prove più dure del calendario. Le strade greche sono spesso sconnesse, piene di pietre e molto esigenti per pneumatici, sospensioni e meccanica. In quel contesto non basta andare forte: serve anche saper gestire il rischio, evitare forature e non lasciarsi trascinare troppo dalla voglia di attaccare.
“Ci sono alcuni rally in arrivo che mi piacciono davvero. La Grecia è sempre una gara impegnativa, ed è facile prendere una foratura o incappare in qualsiasi altro problema”, ha detto Pajari.
Dopo la Grecia, il tono cambierà completamente. Estonia e Finlandia sono rally ad altissima velocità, dove fiducia, precisione e capacità di leggere i dossi fanno la differenza. Sono terreni che storicamente esaltano i piloti nordici e che potrebbero rappresentare una grande occasione anche per Pajari.
“Poi avremo diversi rally veloci e piacevoli. La prima parte della stagione è passata abbastanza rapidamente, perché tra poco parleremo già del Rally Finlandia. Tutto sta andando avanti a un ritmo piuttosto sostenuto”, ha aggiunto.
La prima vittoria resta nel mirino
Il tema, inevitabilmente, resta quello della prima vittoria assoluta. Pajari non sembra voler forzare i tempi, ma i risultati ottenuti finora lo hanno portato dentro una nuova dimensione. Non è più soltanto un giovane da osservare in prospettiva: è un pilota che può inserirsi stabilmente nella lotta per il podio e, nelle condizioni giuste, puntare anche più in alto.
La seconda metà della stagione potrebbe quindi diventare un banco di prova decisivo. Da una parte ci sarà la necessità di continuare a raccogliere punti pesanti, dall’altra l’opportunità di sfruttare rally favorevoli e una posizione di partenza potenzialmente migliore rispetto ai principali rivali.
Per Pajari, il momento sembra quello giusto per trasformare la crescita in qualcosa di ancora più concreto. La velocità c’è, la fiducia pure. Ora resta da capire se la lunga sequenza di rally su terra potrà davvero spostare gli equilibri e avvicinare il finlandese al risultato che, ormai, sembra sempre meno lontano.