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Dedo e il 2027: il nuovo regolamento WRC27 può aprire una porta tutta italiana?

I nuovi cambi regolamentari del mondiale rally portano ad una suggestione tricolore

Il Mondiale Rally si prepara a cambiare pelle. Dal 2027 il WRC entrerà in una nuova fase tecnica e regolamentare, pensata per ridurre i costi, aumentare il numero di vetture al via e rendere la categoria regina più accessibile rispetto agli ultimi anni.

In questo scenario, ancora tutto da interpretare, c’è una suggestione che riguarda da vicino anche il rally italiano: Alfredo De Dominicis, per tutti Dedo, e Tedak Racing potrebbero guardare con interesse alla nuova finestra aperta dalla FIA per la costruzione delle future WRC27.

Non si parla, almeno per ora, di un programma annunciato. Non ci sono conferme ufficiali, né comunicazioni formali. Ma il cambio di rotta deciso per il futuro del Mondiale sembra offrire spazio anche a realtà diverse dai costruttori tradizionali. Ed è proprio qui che il binomio Dedo/Tedak diventa una suggestione interessante, soprattutto se letto alla luce di quanto si sta già muovendo in altri Paesi.

Il precedente spagnolo: RFEDA e RMC Motorsport hanno già colto il segnale

La Spagna, in questo senso, sembra essersi mossa per tempo. La federazione iberica ha avviato una partnership con RMC Motorsport per sviluppare una vettura destinata alla nuova generazione WRC27. Un’operazione che dice molto sulla direzione presa dal regolamento: non soltanto grandi Case ufficiali, ma anche realtà tecniche specializzate, capaci di progettare, costruire e sviluppare una vettura nel nuovo perimetro FIA.

È un passaggio importante anche per leggere la possibile suggestione italiana. Perché se in Spagna un costruttore come RMC Motorsport può diventare il riferimento tecnico di un progetto nazionale, in Italia il nome di Dedo e della Tedak Racing entra quasi naturalmente nel ragionamento. Non come copia di quel modello, ma come possibile interpretazione italiana dello stesso spiraglio regolamentare.

Attenzione alla differenza: Rally2-WRC Kit e WRC27 non sono la stessa cosa

Il nodo tecnico è fondamentale. Il nuovo scenario FIA prevede anche l’introduzione dei Rally2-WRC Kit, destinati alle vetture Rally2 già omologate e pensati per consentire loro di correre nella top category nelle stagioni 2027 e 2028. Ma questa è una strada diversa rispetto alla costruzione di una WRC27.

Nel caso di un eventuale progetto Dedo/Tedak, la suggestione non riguarda una Rally2 trasformata o “vestita” da WRC. Il punto, semmai, sarebbe la possibilità di lavorare su una vera WRC27, costruita attorno al nuovo telaio standard previsto dalla FIA e sviluppata secondo le future regole della categoria regina.

La distinzione è decisiva, perché evita equivoci. Una Rally2 con kit resta una Rally2-WRC Kit, soluzione transitoria e regolamentata per avvicinare prestazionalmente le vetture già esistenti al nuovo vertice. Una WRC27, invece, rappresenta un progetto diverso: una vettura nata per la nuova generazione della massima categoria mondiale.

Una porta per i privati, ma non una scorciatoia

Il fascino del regolamento WRC27 sta proprio qui: la FIA sembra voler ridisegnare il vertice del WRC rendendolo più aperto e meno proibitivo rispetto all’era Rally1. Il telaio standard, la razionalizzazione dei costi e una filosofia tecnica più accessibile potrebbero favorire l’ingresso di nuovi soggetti, compresi preparatori e realtà indipendenti capaci di strutturarsi come costruttori.

Questo non significa, naturalmente, che basti avere un’idea per mettere in strada una vettura mondiale. Il WRC resta il WRC: servono budget, competenze tecniche, progettazione, omologazione, fornitori, test, ricambi, personale e una pianificazione sportiva precisa. Anche con regole più aperte, la differenza tra una suggestione e un programma reale resta enorme.

Ma rispetto al passato recente, il quadro cambia. Fino a pochi anni fa immaginare un progetto privato nella categoria regina sembrava quasi impossibile. Dal 2027, almeno sulla carta, la porta potrebbe non essere più chiusa a doppia mandata.

Perché Dedo/Tedak è una suggestione credibile

Alfredo De Dominicis è un nome che nel rally italiano non ha bisogno di troppe presentazioni. Pilota abruzzese, classe 1969, Dedo ha costruito negli anni un rapporto molto personale con questo sport, fatto di esperienza internazionale, iniziative fuori dagli schemi e una capacità rara di trasformare ogni progetto in racconto.

Tedak Racing, dal canto suo, rappresenta il lato più tecnico e imprenditoriale di questa possibile suggestione. È qui che il discorso assume una forma più concreta: non Dedo soltanto come pilota o personaggio, ma Dedo all’interno di un progetto capace di unire identità italiana, costruzione tecnica e ambizione mondiale.

In un WRC che vuole tornare ad avere più vetture e più storie, un’operazione di questo tipo avrebbe inevitabilmente un forte impatto mediatico. Non sarebbe soltanto una questione di tempi in prova speciale, ma anche di presenza, visibilità e capacità di riportare un progetto italiano dentro la conversazione internazionale.

Il 2027 come occasione per riaprire il gioco

Il nuovo regolamento nasce anche per rispondere a una necessità evidente: rendere la top category meno chiusa e più popolata. Negli ultimi anni il WRC è stato tecnicamente affascinante, ma molto selettivo. Poche vetture al vertice, pochi costruttori e costi elevati hanno ridotto lo spazio per iniziative indipendenti.

La nuova generazione WRC27 potrebbe cambiare questa prospettiva. Non automaticamente, non senza difficoltà, ma abbastanza da rimettere in circolo idee che fino a poco tempo fa sarebbero state archiviate come semplici fantasie da paddock.

Il caso spagnolo di RFEDA e RMC Motorsport dimostra che qualcuno ha già letto il nuovo regolamento come un’opportunità concreta. E proprio per questo, immaginare una risposta italiana attorno a Dedo e Tedak Racing non appare più una provocazione fine a sé stessa.

Una WRC27 italiana? Per ora è una suggestione, ma il regolamento ha acceso la miccia

Al momento, è bene ribadirlo, non esiste alcun annuncio ufficiale. Parlare di Dedo e Tedak Racing nel WRC27 significa muoversi nel campo delle ipotesi, non delle certezze. Ma il nuovo regolamento FIA ha creato un contesto che rende questa ipotesi molto più interessante rispetto al passato.

La domanda, allora, non è se Dedo possa montare un kit su una Rally2 per avvicinarsi alla categoria regina. Quella sarebbe un’altra strada, riservata a una logica tecnica diversa. La domanda più stimolante è un’altra: il nuovo quadro WRC27 può permettere a una realtà italiana come Tedak Racing di immaginare la costruzione di una vettura per il massimo livello mondiale?

Oggi è una suggestione. Ma nel rally, spesso, le storie più interessanti nascono proprio così: da una regola nuova, da un’opportunità intravista prima degli altri e da qualcuno abbastanza testardo da provare a trasformare un’idea in qualcosa di concreto.

Dedo/Tedak Racing e una WRC27 italiana nel 2027? Nessuna certezza, nessun annuncio. Ma rispetto a ieri, il solo fatto che se ne possa parlare senza sembrare completamente fuori strada è già una piccola notizia.

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