Scopel Day, quando il cronometro non è tutto
La passione per il rally può regalare emozioni, ma anche trasformarsi in qualcosa di concreto. L'ottava edizione dello Scopel Day ha raccolto 10.000 euro per la beneficenza.
Per l’ottavo anno, Roberto Scopel, noto pilota e navigatore di Possagno (TV), ci ha ricordato che non è sempre e solo il cronometro delle prove speciali a darci la misura della nostra passione.
Tante volte passa in secondo piano quanto una passione così viscerale come quella del motorsport possa regalare un sorriso, un sussulto, un sogno a chi, da fuori, ci guarda da bordo strada.
E allora perché non combinare le due cose? Perché non trasformare quel sogno in qualcosa di ancora più concreto?
È da questa idea che nasce lo Scopel Day, una giornata in cui il rally diventa il mezzo per stare insieme, condividere una passione e raccogliere fondi da destinare a chi ne ha bisogno.
L’edizione 2026 ha portato un risultato che va oltre ogni aspettativa:
10.000 euro raccolti per la beneficenza, superando il precedente record di 7.000 euro.
Di questi, 8.500 sono stati destinati a Giocaconilcuore odv, beneficiario dello Scopel Day fin dalla prima edizione, mentre 1.500 euro sono andati a La Nostra Famiglia.
«Non pensavamo di riuscire a raggiungere la doppia cifra in questo 2026, ma esserci riusciti ci ha riempito il cuore di gioia».
«Abbiamo deciso di allargare la nostra attività ed abbiamo incluso anche La Nostra Famiglia. Non posso che dire un enorme grazie a tutti quelli che hanno reso possibile questo».
Roberto Scopel
Ed è proprio qui che il cronometro perde la sua importanza.
Perché quei 10.000 euro non raccontano una vittoria, un tempo o un piazzamento. Raccontano la forza di una passione quando riesce a coinvolgere un’intera comunità e a trasformare una giornata di motorsport in un gesto concreto.
E Scopel lo sa bene.
«Abbiamo dato tutti il nostro meglio, ognuno nel proprio ambito, ma non vogliamo fermarci qui. Ogni punto di arrivo è un nuovo inizio».
Roberto Scopel
Una frase che, per una volta, vale più di qualsiasi classifica.
Perché le auto possono fermarsi, il cronometro può azzerarsi e la giornata può finire.
Ma se quella passione è riuscita a regalare un sorriso a qualcuno, allora la gara più importante è già stata vinta.