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WRC, il nuovo promoter svela il futuro del Mondiale: “Vogliamo riportarlo al centro della scena”

Éric Boullier e Julien Vial illustrano i piani della nuova gestione del WRC: dalla WRC Arena ai nuovi format, passando per un calendario più flessibile e un regolamento 2029 pensato per attirare nuovi costruttori

Il WRC si prepara a cambiare volto. Il nuovo promoter del Mondiale Rally, guidato da Éric Boullier e Julien Vial, ha iniziato a delineare il progetto per le prossime stagioni.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: riportare il WRC al centro della scena automobilistica, senza però snaturare le caratteristiche che hanno reso il rally uno degli sport motoristici più amati.

Il nuovo gruppo ha lavorato per circa 14 mesi alla costruzione del progetto. Ora, con il passaggio di gestione ormai completato, è arrivato il momento di trasformare le idee in realtà.

Abbiamo i mezzi per far rinascere il WRC”, ha spiegato Vial. “Siamo motivati al 100%”.

Ma come sarà il Mondiale delle prossime stagioni?

Una nuova esperienza per i tifosi

Uno dei principali obiettivi del nuovo promoter riguarda il modo in cui il pubblico vive il rally.

La priorità sarà mantenere quello che Vial considera il DNA della disciplina: accessibilità, contatto diretto con i piloti e possibilità di vivere da vicino le gare.

Allo stesso tempo, però, l’esperienza dovrà diventare più coinvolgente.

Il cambiamento più evidente riguarderà il parco assistenza. Progressivamente, questo spazio diventerà la “WRC Arena”.

“Non vogliamo perdere il DNA del rally”, ha spiegato Vial. “Il rally è una disciplina estremamente accessibile per gli appassionati e questo vogliamo preservarlo”.

La WRC Arena non sarà quindi soltanto il luogo in cui le squadre lavorano sulle vetture. L’idea è trasformarla in un vero punto di incontro per il pubblico, con attività, concerti e occasioni per incontrare i protagonisti del campionato.

L’obiettivo è fare del service park un luogo nel quale gli spettatori vogliano trascorrere il proprio tempo, anche al di fuori delle prove speciali.

Dal sabato sera il WRC diventa un festival

La nuova filosofia non punta però a trasformare il WRC in una copia della Formula 1.

Boullier è stato molto chiaro: “Non faremo un copia-incolla della F1”.

Il nuovo promoter ha osservato diversi grandi eventi sportivi e di intrattenimento per individuare idee applicabili al rally. Tra le fonti di ispirazione vengono citati Formula 1, WEC, golf, Tour de France e persino Tomorrowland.

L’idea è trasformare progressivamente alcuni appuntamenti in un vero festival del motorsport.

“Dal sabato sera vogliamo rendere l’evento più una piattaforma di intrattenimento, un festival”, ha spiegato Boullier. “Vogliamo accogliere tutti e portare le persone alla WRC Arena”.

Il cambiamento sarà comunque graduale. I contratti già esistenti con gli organizzatori impediranno di modificare immediatamente ogni aspetto del campionato.

Già dal 2027, però, saranno introdotte alcune novità. Il weekend manterrà gran parte della propria struttura tradizionale, mentre il sabato sera assumerà progressivamente una dimensione più orientata all’intrattenimento.

La domenica potrebbe invece diventare il momento ideale per avvicinare il pubblico meno abituato al rally.

Una domenica più accessibile alle famiglie

Uno dei problemi che il nuovo promoter vuole affrontare è infatti l’accessibilità delle prove speciali.

Raggiungere un tratto di percorso può richiedere anche diversi chilometri a piedi. Una difficoltà soprattutto per chi vuole assistere al rally con bambini.

Per questo motivo, secondo Vial, la domenica sarà progressivamente ripensata per facilitare l’accesso alle famiglie.

Un ruolo importante potrebbe essere giocato da gare con una sola prova speciale nella giornata.

“Con una sola prova si possono organizzare parcheggi e sistemi park-and-ride”, ha spiegato Boullier. “In questo modo possiamo finalmente mostrare il prodotto e avvicinare le persone alle vetture in azione”.

L’obiettivo è quindi creare un punto di equilibrio tra il pubblico storico, che continuerà ad avere la possibilità di vivere il rally nel modo tradizionale, e nuovi spettatori interessati a un’esperienza più semplice e accessibile.

Un WRC più flessibile dal 2027

Un altro elemento centrale del progetto riguarda il futuro sportivo del campionato.

Secondo Vial, il regolamento WRC 2027 rappresenta una buona base per il rilancio della disciplina. La riduzione dei costi dovrebbe infatti rendere il Mondiale più accessibile ai costruttori.

La nuova normativa dovrebbe inoltre ridurre il divario tra Rally2 e vertice del WRC, creando un percorso più favorevole alla crescita dei giovani piloti.

Il 2027 e il 2028 saranno comunque considerati anni di transizione. Il promoter lavorerà insieme alla FIA per valutare eventuali modifiche già previste dal regolamento.

Il vero punto di svolta potrebbe arrivare nel 2029.

Nel 2029 più motorizzazioni e nuovi costruttori

La normativa prevista per il 2029 potrebbe permettere ai costruttori di scegliere tra diverse tipologie di powertrain.

Ibrido, elettrico, idrogeno e motori termici potrebbero quindi convivere all’interno dello stesso campionato.

“Il futuro dell’automobile sarà un mix di elettrico, idrogeno, ibrido e termico”, ha spiegato Boullier. “Queste tecnologie conviveranno ancora per diversi anni”.

Il WRC dovrà quindi essere in grado di accogliere questa evoluzione senza permettere ai costi di crescere in modo incontrollato.

Per garantire prestazioni equilibrate si sta valutando anche un sistema basato sulla gestione della coppia. Vial preferisce però evitare il termine BoP, poco adatto alla tradizione del rally.

La FIA potrebbe utilizzare sistemi già sperimentati nel rally-raid per controllare la coppia erogata dalle diverse vetture.

L’obiettivo è permettere a tecnologie differenti di competere all’interno dello stesso campionato mantenendo un adeguato equilibrio sportivo.

“Ci sono molti costruttori interessati”

La prospettiva sembra inoltre aver già attirato l’attenzione di nuovi costruttori.

Boullier non ha fatto nomi, ma ha lasciato intendere che il lavoro svolto dietro le quinte potrebbe portare presto a nuovi ingressi.

Ci sono moltissimi costruttori interessati”, ha dichiarato il CEO del WRC Promoter. “Ne vedrete impegnarsi o interessarsi in questo periodo”.

Il regolamento 2029 sarebbe già sufficientemente interessante da aver spinto nuovi costruttori a seguire più da vicino il progetto.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a un campionato con tre o quattro costruttori, o comunque con un numero sufficiente di protagonisti per aumentare la competizione e riportare il WRC sotto i riflettori.

Un calendario più compatto, ma senza standardizzare i rally

Anche il calendario potrebbe cambiare.

Il nuovo promoter non vuole però seguire il modello della Formula 1 con un numero sempre maggiore di appuntamenti.

La prospettiva indicata è quella di un campionato composto da circa 15 o 16 rally, con l’apertura verso nuovi mercati ma anche una maggiore attenzione alla logistica e alla sostenibilità.

In alcuni casi le gare potranno essere accorciate. Il Rally Estonia viene indicato come esempio di un evento sviluppato su tre giorni.

Non tutti i rally, però, seguiranno lo stesso modello.

“Non vogliamo un format standardizzato in cui ogni rally sia identico”, ha sottolineato Boullier. “Ogni gara deve avere la propria storia e il proprio storytelling”.

Il promoter vuole quindi trovare un equilibrio tra maggiore efficienza e valorizzazione delle singole gare.

Potrebbero inoltre tornare alcune prove speciali storiche e iconiche, recuperando elementi capaci di valorizzare la tradizione del Mondiale.

Più attenzione ai media e ai social

La trasformazione non riguarderà soltanto gli eventi dal vivo.

Boullier ha infatti indicato nello sviluppo dell’area media una delle principali missioni della nuova gestione.

“Vogliamo sviluppare l’area media del WRC”, ha spiegato. “Vogliamo renderlo nuovamente accessibile in termini di contenuti attraverso i social network, una nuova applicazione e nuovi contratti di distribuzione televisiva”.

Il WRC dovrà quindi tornare a essere più facilmente accessibile anche per chi segue il campionato da casa.

L’obiettivo è aumentare la presenza sui social network, sviluppare nuovi contenuti e raggiungere un pubblico che oggi non segue abitualmente il rally.

La strategia mediatica sarà inoltre collegata alla crescita dell’intero campionato. Più costruttori, maggiore competizione e un prodotto più facilmente fruibile dovrebbero contribuire a riportare il WRC all’attenzione dei media.

“Il rally deve rimanere tale”

Il progetto del nuovo WRC Promoter può quindi essere riassunto in una parola: rilancio.

La nuova gestione non vuole rivoluzionare il Mondiale dall’oggi al domani. L’approccio sarà progressivo e dovrebbe diventare particolarmente evidente tra il 2027 e il 2029.

Da una parte ci saranno nuove tecnologie, nuovi costruttori, nuovi contenuti e un’esperienza più moderna per il pubblico.

Dall’altra resteranno elementi considerati intoccabili: la gratuità, l’accessibilità, il rapporto diretto tra tifosi e protagonisti e la varietà dei rally.

Il rally deve rimanere tale, ma vogliamo che lo si possa seguire con molta più facilità”, ha ribadito Boullier.

La vera sfida sarà quindi riuscire a modernizzare il WRC senza perdere ciò che lo rende diverso dagli altri campionati.

Il nuovo promoter ha già tracciato la direzione. Ora toccherà ai prossimi anni dimostrare se la combinazione tra spettacolo, sostenibilità economica, nuove tecnologie e maggiore visibilità riuscirà davvero a riportare il Mondiale Rally al posto che, secondo Boullier e Vial, merita nel panorama del motorsport.

Fonte: AUTOhebdo - Foto: Luca Barsali

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