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Rally Chile, Solberg termina la prima giornata al comando: Evans a 10,1 secondi

Il pilota Toyota chiude al comando una prima giornata condizionata dal meteo. Fourmaux è terzo davanti a Ogier, mentre Pajari risale fino al quinto posto

Oliver Solberg ha concluso al comando la prima giornata del Rally Chile BIOBÍO, al termine di una tappa caratterizzata da condizioni estremamente variabili. Il pilota Toyota ha chiuso il venerdì con 10,1 secondi di vantaggio su Elfyn Evans, leader del campionato.

Al debutto in Cile con una vettura Rally1, Solberg ha saputo adattarsi rapidamente a un fondo in continua evoluzione: dalle strade fangose e scivolose del mattino alla ghiaia più asciutta e abrasiva del pomeriggio.

Solberg cambia passo nel pomeriggio

La giornata si è aperta con la pioggia caduta durante la notte, che ha reso particolarmente difficile la prima prova. Solberg ha conquistato la speciale d’apertura con 1,4 secondi su Evans, prima di cedere momentaneamente la leadership al gallese dopo la prova successiva.

Il pilota Toyota ha però ripreso il comando sulla SS3 e ha raggiunto il parco assistenza di metà giornata con 2,3 secondi di margine.

Con l’asciugarsi delle strade, gli equilibri sono nuovamente cambiati. Pajari ha vinto la seconda passata sulla Turquía, Ogier si è imposto a Nuevo Rere e Solberg ha risposto sulla seconda Hualqui, conquistando così la seconda vittoria di giornata.

Sono stati cinque i piloti diversi capaci di vincere almeno una delle sei prove disputate venerdì.

“Penso che sia stato importante rimanere puliti. Sono felice”, ha spiegato Solberg al termine dell’ultima speciale.

Il risultato assume un significato particolare per il norvegese, già protagonista in Cile in WRC2, dove ha conquistato la categoria nel 2023 e nel 2025. Questa è però la sua prima partecipazione al rally sudamericano con una vettura della classe regina.

Evans limita i danni

Elfyn Evans ha chiuso la giornata al secondo posto dopo aver affrontato tutte le prove aprendo la strada.

Il leader del campionato aveva sperato nella pioggia e il cambiamento delle condizioni gli ha effettivamente permesso di limitare lo svantaggio nella mattinata. Con il progressivo asciugarsi del fondo, però, la situazione è diventata meno favorevole.

Il gallese ha comunque mantenuto il distacco entro i dieci secondi e mezzo, presentandosi al sabato con 10,1 secondi da recuperare.

“L’obiettivo è buono”, ha commentato Evans. “Il pomeriggio è stato più difficile, o difficile come ci aspettavamo. Speriamo che domani vada meglio”.

Fourmaux davanti a Ogier e Pajari

Alle spalle dei primi due si è acceso un confronto molto serrato.

Adrien Fourmaux occupa la terza posizione con Hyundai, nonostante un problema tecnico affrontato durante la mattinata. Il francese ha chiuso a 18 secondi dalla vetta, ma deve guardarsi da Sébastien Ogier, quarto a soli 1,7 secondi.

Il vincitore dell’edizione precedente del Rally Chile precede a sua volta Sami Pajari di appena 2 secondi.

Pajari aveva iniziato la giornata in difficoltà, perdendo 17,8 secondi sulla prima prova a causa della scarsa fiducia nelle condizioni di aderenza. Nel pomeriggio il pilota Toyota ha però cambiato ritmo, vincendo la SS4 e risalendo fino alla quinta posizione.

Thierry Neuville completa la top six, staccato di 27,4 secondi dalla leadership, dopo una giornata condizionata da una perdita all’ammortizzatore della sua Hyundai.

Katsuta fuori dopo la prima prova

La principale vittima della giornata è stata Takamoto Katsuta. Il giapponese, autore del miglior tempo nello shakedown di giovedì, è uscito di strada dopo 6,2 chilometri della prima speciale, rimanendo bloccato senza spettatori nelle vicinanze.

Katsuta e il copilota James Fulton sono rimasti illesi.

Josh McErlean ha chiuso settimo davanti al compagno di squadra Jon Armstrong, mentre Esapekka Lappi è nono al rientro nel WRC. Nikolay Gryazin guida invece la classifica WRC2 ed è decimo assoluto, davanti a Robert Virves.

Sabato la giornata più lunga

La seconda giornata del Rally Chile sarà anche la più lunga dell’evento. Il programma prevede due passaggi ciascuno sulle prove Pelún, Lota e María las Cruces, quest’ultima lunga 28,31 chilometri.

In totale saranno 139,2 i chilometri competitivi da affrontare, con Solberg chiamato a difendere il vantaggio su Evans e un gruppo di inseguitori racchiuso in pochi secondi.

Foto: T. Guerra / L. Barsali

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