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Da Solberg a Solberg. La Sardegna finisce come aveva iniziato.

Petter inaugurò l’albo d’oro nel 2004, Oliver firma l’ultima edizione mondiale nel 2026. Ventidue anni dopo, il saluto dell’isola al WRC diventa una storia di famiglia.

Ci sono coincidenze che sembrano scritte apposta per accompagnare i titoli di coda. La Sardegna saluta il Mondiale Rally e, nell’ultima casella del suo albo d’oro iridato, ritrova il cognome con cui tutto era cominciato: Solberg.

Nel 2004 era stato Petter, con Phil Mills sulla Subaru Impreza WRC, a vincere la prima edizione della nuova tappa italiana. Nel 2026 tocca a suo figlio Oliver, affiancato da Elliott Edmondson sulla Toyota GR Yaris Rally1. In mezzo ci sono ventidue anni di rally, generazioni di vetture e campioni che hanno lasciato il segno sugli sterrati dell’isola. Ai due estremi, invece, c’è la stessa famiglia.

Quando papà Petter scrisse la prima pagina

Nell’ottobre del 2004 la Sardegna raccolse il testimone di Sanremo come appuntamento italiano del WRC. Un cambiamento importante, che portava il Mondiale sulle strade sterrate dell’isola e apriva una storia destinata a durare oltre due decenni.

A mettere la prima firma fu Petter Solberg, campione del mondo in carica, con la Subaru Impreza e Phil Mills alle note. Il norvegese precedette le Citroën Xsara di Sébastien Loeb e Carlos Sainz, infliggendo al francese un distacco di 2’07”9. Una vittoria netta, davanti a due nomi che bastano da soli a raccontare il livello di quel Mondiale.

Oliver aveva appena tre anni. La prima pagina della storia sarda apparteneva a suo padre; per scrivere l’ultima avrebbe dovuto aspettare di diventare, a sua volta, uno dei protagonisti del campionato.

Oliver, una vittoria dal sapore difficile

Il successo del 2026 arriva in una giornata che Oliver ricorderà per ragioni molto diverse. Vince il Rally Italia Sardegna, ma vede sfuggire il titolo mondiale nelle ultime curve della Power Stage, quando un’uscita di strada consegna la corona a Elfyn Evans.

Solberg riesce a ripartire e conserva il primo posto nella gara, chiudendo davanti a Sébastien Ogier e Sami Pajari. È una vittoria che finisce inevitabilmente all’ombra della delusione iridata, ma che contiene anche un dettaglio destinato a restare: nell’ultima edizione sarda del WRC, il vincitore è il figlio dell’uomo che aveva conquistato la prima.

Con il passaggio della tappa italiana al Rally di Roma Capitale previsto dal 2027, questa coincidenza assume il valore di un congedo. Il capitolo mondiale dell’isola si chiude tornando al cognome da cui era partito.

Per Oliver sarà probabilmente una consolazione piccola, almeno nell’immediato. Per chi ama la storia dei rally, è uno di quei particolari che una classifica può custodire per anni prima di rivelare tutto il proprio significato.

Anche zio Henning ha lasciato il segno

Nel rapporto tra la Sardegna e i Solberg c’è spazio anche per Henning, fratello maggiore di Petter e zio di Oliver.

Il suo miglior risultato assoluto nella gara è il quarto posto del 2007, ottenuto con Cato Menkerud su Ford Focus RS WRC. In quell’occasione terminò proprio davanti a Petter, quinto sulla Subaru Impreza. La vittoria andò a Marcus Grönholm.

Henning non è quindi entrato nell’albo d’oro, ma ha contribuito a rendere quel cognome una presenza familiare anche sulle prove sarde. Prima i due fratelli, poi il figlio: una piccola storia nella storia di una gara che ha attraversato buona parte del rally moderno.

Ventitré edizioni, un cognome ai due estremi

Dal debutto del 2004 all’edizione del 2026, il Rally Italia Sardegna ha disputato 23 edizioni, 22 delle quali valide per il WRC. L’eccezione è il 2010, quando la gara fece parte dell’Intercontinental Rally Challenge e venne vinta da Juho Hänninen.

Il primato di successi resta a Sébastien Ogier, con cinque vittorie, seguito da Sébastien Loeb con quattro. Thierry Neuville e Ott Tänak ne hanno conquistate tre ciascuno, Dani Sordo due.

Sono i numeri di una gara che ha premiato tanti dei grandi protagonisti della sua epoca. Ma questa volta il dettaglio più bello si trova guardando la prima e l’ultima riga.

Petter Solberg, 2004. Oliver Solberg, 2026.

Dalla Subaru del padre alla Toyota del figlio, la Sardegna ha cambiato protagonisti, vetture e scenari di campionato. Il cognome del vincitore, al momento dei saluti, è tornato quello dell’inizio.

L’albo d’oro del Rally Italia Sardegna

Anno Equipaggio vincitore Vettura
2004 Petter Solberg – Phil Mills Subaru Impreza WRC
2005 Sébastien Loeb – Daniel Elena Citroën Xsara WRC
2006 Sébastien Loeb – Daniel Elena Citroën Xsara WRC
2007 Marcus Grönholm – Timo Rautiainen Ford Focus RS WRC
2008 Sébastien Loeb – Daniel Elena Citroën C4 WRC
2009 Jari-Matti Latvala – Miikka Anttila Ford Focus RS WRC
2010* Juho Hänninen – Mikko Markkula Škoda Fabia S2000
2011 Sébastien Loeb – Daniel Elena Citroën DS3 WRC
2012 Mikko Hirvonen – Jarmo Lehtinen Citroën DS3 WRC
2013 Sébastien Ogier – Julien Ingrassia Volkswagen Polo R WRC
2014 Sébastien Ogier – Julien Ingrassia Volkswagen Polo R WRC
2015 Sébastien Ogier – Julien Ingrassia Volkswagen Polo R WRC
2016 Thierry Neuville – Nicolas Gilsoul Hyundai i20 WRC
2017 Ott Tänak – Martin Järveoja Ford Fiesta WRC
2018 Thierry Neuville – Nicolas Gilsoul Hyundai i20 Coupe WRC
2019 Dani Sordo – Carlos del Barrio Hyundai i20 Coupe WRC
2020 Dani Sordo – Carlos del Barrio Hyundai i20 Coupe WRC
2021 Sébastien Ogier – Julien Ingrassia Toyota Yaris WRC
2022 Ott Tänak – Martin Järveoja Hyundai i20 N Rally1
2023 Thierry Neuville – Martijn Wydaeghe Hyundai i20 N Rally1
2024 Ott Tänak – Martin Järveoja Hyundai i20 N Rally1
2025 Sébastien Ogier – Vincent Landais Toyota GR Yaris Rally1
2026 Oliver Solberg – Elliott Edmondson Toyota GR Yaris Rally1
*L’edizione 2010 era valida per l’IRC e non per il Campionato del Mondo Rally.

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