Toyota, sei piloti e due squadre: nel WRC 2027 chi sarà davvero il numero uno?
Evans, Solberg e Pajari da una parte, Tänak, Katsuta e Rovanperä dall'altra. Toyota prepara una stagione senza precedenti, con due vetture e due strutture ufficiali. Ma dietro una formazione stellare si nasconde una domanda: come verranno gestiti sei piloti abituati a correre per vincere?
Se c’è una squadra che sembra aver deciso di affrontare il nuovo corso del Mondiale Rally senza mezze misure, quella è Toyota. In vista del 2027, la casa giapponese ha annunciato una struttura articolata su due team, due vetture e sei piloti, mettendo insieme alcuni dei nomi più importanti del panorama rallistico internazionale.
Una scelta ambiziosa, che va ben oltre il semplice aumento delle vetture ufficiali al via. Toyota si prepara infatti a gestire una formazione nella quale convivono campioni del mondo, giovani talenti e piloti che hanno dimostrato di poter conquistare una vittoria iridata.
Ma proprio questa abbondanza potrebbe trasformarsi in una delle sfide più interessanti della prossima stagione.
Evans, Solberg e Pajari: tre generazioni sulla stessa vettura
La prima squadra, Toyota Racing, porterà in gara la nuova GR Celica Rally1 e sarà composta da Elfyn Evans, Oliver Solberg e Sami Pajari.
Tre piloti con caratteristiche differenti, ma accomunati da un obiettivo: confermarsi ai vertici del Mondiale.
Evans arriverà al 2027 da campione del mondo in carica. Dopo anni di occasioni sfumate e cinque secondi posti, il gallese è finalmente riuscito a conquistare il titolo nel 2026. Per lui inizierà una fase completamente nuova della carriera: non sarà più l’inseguitore, ma l’uomo da battere.
Al suo fianco ci sarà Oliver Solberg, protagonista di una stagione straordinaria. Lo svedese ha dimostrato di avere velocità, personalità e capacità di adattamento, conquistando tre vittorie e chiudendo il campionato al secondo posto. A soli cinque punti dal compagno di squadra, sarà inevitabilmente uno dei candidati più interessanti per il titolo 2027.
Completa il gruppo Sami Pajari, terzo classificato nel Mondiale 2026. Il finlandese ha continuato a crescere durante la stagione, conquistando tre vittorie e nove podi. Il suo percorso lascia pensare che il margine di miglioramento sia ancora importante.
La domanda è inevitabile: Toyota riuscirà a mantenere un equilibrio tra tre piloti che, almeno sulla carta, possono tutti ambire alla vittoria?
Tänak e Rovanperä: esperienza e talento per la seconda squadra
Se la prima formazione rappresenta soprattutto la continuità del progetto Toyota, la seconda ha un fascino particolare.
GAZOO Racing Toyota schiererà infatti Ott Tänak, Takamoto Katsuta e Kalle Rovanperä sulla nuova GR Yaris Rally1.
Il ritorno di Tänak rappresenta una delle notizie più importanti del mercato piloti. L’estone ritroverà la squadra con cui conquistò il titolo mondiale nel 2019, sette anni dopo aver lasciato Toyota. Il suo ritorno porta con sé esperienza, velocità e una conoscenza approfondita del lavoro necessario per sviluppare una vettura vincente.
Accanto a lui ci sarà Takamoto Katsuta, reduce dalla stagione più importante della sua carriera. Il giapponese ha conquistato le prime vittorie nel WRC in Kenya e Croazia, dimostrando di poter finalmente competere con continuità ai massimi livelli.
E poi c’è Kalle Rovanperä.
Il due volte campione del mondo tornerà nel Mondiale dopo un anno lontano dalle competizioni rallystiche, ma il suo programma sarà parziale e comprenderà soltanto alcuni appuntamenti selezionati.
Anche senza disputare l’intero campionato, la sua presenza rappresenterà un valore aggiunto enorme per Toyota. Rovanperä conosce perfettamente l’ambiente, ha già dimostrato di poter dominare il Mondiale e sarà sicuramente uno dei piloti più attesi dai tifosi.
Due squadre, ma nessuna gerarchia?
È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’intera operazione.
Toyota ha spiegato che le due squadre saranno considerate concorrenti alla pari per la vittoria. Le vetture rispetteranno lo stesso regolamento tecnico e avranno prestazioni equivalenti, mentre lo sviluppo continuerà sotto lo stesso tetto nella sede finlandese di Jyväskylä.
Non ci sarà quindi, almeno nelle intenzioni dichiarate, una squadra di riferimento e una seconda formazione chiamata semplicemente a supportarla.
Sulla carta è una soluzione ideale: più piloti competitivi, maggiore quantità di informazioni per gli ingegneri e la possibilità di confrontare due progetti differenti.
Ma quando si arriva alla fase decisiva di un rally, le cose potrebbero diventare più complicate.
Immaginiamo una situazione nella quale Evans, Solberg e Tänak si trovino tutti in lotta per la vittoria, magari con Rovanperä protagonista di un programma selezionato. Quali saranno le priorità della squadra? Verrà lasciata totale libertà ai piloti oppure Toyota interverrà per proteggere gli interessi del campionato?
Sono interrogativi ai quali soltanto la strada potrà dare una risposta.
Il vero rischio potrebbe essere la gestione delle aspettative
Avere sei piloti di questo livello è un privilegio, ma anche una responsabilità.
Evans dovrà dimostrare di meritare il ruolo di campione del mondo, Solberg vorrà trasformare il secondo posto del 2026 in una nuova opportunità iridata, mentre Pajari cercherà di avvicinarsi ulteriormente ai migliori.
Dall’altra parte, Tänak non tornerà certamente per fare da comprimario. Katsuta vorrà confermare che le vittorie del 2026 non sono state un episodio isolato e Rovanperä, nonostante il programma parziale, avrà tutte le intenzioni di lasciare il segno.
Sarà interessante anche capire come verranno gestite le eventuali occasioni di Sébastien Ogier, che rimarrà parte della famiglia Toyota e che parteciperà ad alcuni appuntamenti selezionati.
Il rischio, più che una rivalità tra piloti, è quello di avere aspettative molto elevate da parte di tutti. In una squadra così competitiva, ogni risultato inferiore alle attese potrebbe diventare motivo di discussione.
Toyota vuole vincere, ma soprattutto continuare a dominare
La strategia giapponese sembra comunque molto chiara: sfruttare il nuovo regolamento Rally1 per costruire un’organizzazione ancora più competitiva.
La GR Celica Rally1 riporterà nel Mondiale un nome storico per Toyota, mentre la GR Yaris Rally1 proseguirà il percorso di una vettura che ha già dimostrato tutto il proprio valore.
Due identità differenti, un’unica struttura tecnica e sei piloti pronti a giocarsi le proprie possibilità.
Il 2027 potrebbe quindi regalarci una situazione particolare: una competizione interna capace di diventare quasi importante quanto quella con gli altri costruttori.
E forse è proprio questa la scommessa più grande di Toyota.
Non basterà avere sei piloti veloci. Bisognerà riuscire a farli convivere, motivarli e soprattutto permettere a ciascuno di sentirsi parte di un progetto nel quale tutti hanno la possibilità di vincere.
Perché se c’è una cosa che il Mondiale 2026 ha insegnato, è che le gerarchie possono cambiare rapidamente.
E allora la domanda resta aperta: nel 2027, chi sarà davvero il numero uno di Toyota?