Campedelli: "La matematica non ci condanna. Sarò sempre dalla parte dei tifosi"

campedelli san marino 2017
Al termine del Rally di San Marino abbiamo sentito Simone Campedelli, autore di una gara bella e sfortunata. Ci siamo fatti raccontare la sua gara e il momento che l’ha decisa. Inoltre a Simone abbiamo chiesto un parere sulla questione “dirette Facebook” che tanto ha fatto parlare in questi giorni. 

Rally San Marino gara tanto bella, quanto sfortunata. Cosa resta dei due giorni sul Titano?

Beh la gara di San Marino era una gara a cui tenevo particolarmente e l’avevo preparata nei dettagli. Dei due giorni mi rimane la velocità che siamo riusciti ad esprimere, il bel passo che mi veniva naturale e il percorso che mi piaceva molto ed era adatto alle mie caratteristiche. Mi tengo questo e cerco di resettare visto poi l’errore che è successo.

Tecnicamente cos’è successo al momento del ritiro?

Probabilmente ho avuto un eccesso di confidenza, legato ad un eccesso di attenzione. Sapevo che era la prova dove potevo fare la differenza e mettere magari un bel vantaggio tra me e Scandola. Quindi ho cercato di attaccare al massimo anche nello stretto. In quella curva avevo un taglio ma per eccesso di sicurezza ho deciso di non farlo perché sapevo che la prova era ancora lunga e non ero convinto, temendo ci potesse essere qualcosa. Per non saper ne leggere ne scrivere son stato un po’ fuori dal taglio e la macchina è scivolata verso l’esterno e sotto l’erba c’era qualcosa che mi ha pizzicato la ruota e rotto il cerchio. Ai 41 km/h da telemetria ma ha fatto un bel danno.

Primo giorno da protagonista assoluto con un secondo giro pazzesco. Cosa è mancato per arrivare a vincere?

Non credo sia mancato qualcosa per vincere. Con le gare così corte e le prove così brevi, o vincevi con 20 secondi almeno o rischiavi di vanificare lo sforzo per il giorno seguente. Quindi in ottica campionato e punteggio la tattica era quella di accontentarsi del secondo il primo giorno e attaccare al massimo cercando di vincere il secondo per prendere i 3 punti della vittoria del rally. Era una strategia azzeccata, visto che dopo la prima prova avevamo colmato tutto il gap, ma non siamo riusciti ad arrivare alla fine. Abbiamo cercato di usurare poco le gomme ed eravamo messi meglio rispetto ai competitor e non mancava la velocità. Era solo un po’ di tattica.

Ora un po’ di pausa e poi si va a Roma. Con quale spirito affrontate un finale rovente di stagione? vi sentite ancora in ballo per il titolo?

A Roma andiamo con la stessa convinzione con cui abbiamo affrontato tutte le gare quest’anno. Cercando di essere ancora più concentrati e di fare il massimo. Il campionato ci vede in un momento difficile ma è anche vero che la matematica non ci taglia fuori. Ci sono ancora due gare, una con punteggio a 1,5 e quindi ce la giochiamo.

Rally, social e visibilità. Avrai saputo delle polemiche nate per le dirette dalle speciali su Facebook. Qual è il tuo punto di vista sulla questione? 

La mia posizione in questo senso è molto marcata. In un momento storico come questo, dove anche la massima espressione del motorsport che è la F1, con l’arrivo degli americani sta andando incontro alla gente e ai fans, cercando di creare una connettività con il pubblico e gli addetti ai lavori, credo che andare nella direzione opposta sia assolutamente fallimentare. A volte gli interessi economici non fanno il bene del nostro sport. Soprattutto credo che l’agire in modo del tutto ottuso porti verso queste chiusure invece che a possibili interazioni col pubblico che sono assolutamente fondamentali per promuovere i rally. Da parte mia io sarò sempre dalla parte dei fans, dalla parte del pubblico che ama questo sport e si alza alle 4 del mattino per venire a vederci a bordo strada con il caldo e con il freddo.

Grazie Simone!

Grazie a voi!




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