WRC - A rischio la posizione di Corsica e Germania per il 2020?

Il calendario 2020 offrirà grandi novità per team e appassionati

Il quasi certo arrivo di Giappone e Kenya rischia di far esplodere ulteriormente il problema calendari in ottica 2020. Detto dei rumors sui possibili cambi di sede di Galles per Irlanda del Nord (fondo catramato) e Australia per Nuova Zelanda, c’è il serissimo rischio che una tra Corsica e Germania possa salutare il Mondiale rally.

Da un lato il rally teutonico, entrato nel Mondiale nella stagione 2002 che si corre tra le campagne della Mosella con un’alternanza di saliscendi sulle strade dei vigneti per passare alle mitica prova Panzarplatte che si svolge in un’aerea militare, prova che ogni anno richiama migliaia di spettatori. La Germania è un rally atipico, per via della sua configurazione di strade, ed arriva in calendario nel mese di agosto dopo una lunga serie di gare su fondo sterrato.

Dall’altra parte la Corsica, rientrata nel circus mondiale nel 2015, dopo cinque anni di assenza, in cui era stata sostituita dal Rally di Alsazia.  Dopo una prima edizione (2015) disputata ad ottobre, la gara è tornata nella sua normale collocazione di inizio primavera (fine marzo/inizio aprile), con base Bastia, e coinvolge tutta l’Isola. Ma al momento la situazione economica della gara non è tra le più rosee, quindi il rischio, che sia proprio la gara francese l’anello debole della serie è veramente elevato.

D’altro canto, l’ingresso del Japan WRC pare ormai una pura formalità: la gara nipponica sarà su fondo asfaltato e dalla sua può contare su un budget importante, oltre che sulla pesante spinta del team Toyota che farebbe carte false per avere la gara di casa nel calendario iridato.

Buone possibilità di ingresso nel circus iridato anche per il Safari Kenya WRC. La FIA vorrebbe fortemente la gara nel Mondiale 2020, mentre i team non sembrano così tanto conviti di questa dispendiosa trasferta nel continente africano.

A giorni si avrà una situazione più chiara sia sui singoli casi sia per quel riguarda il calendario 2020. E si potrebbe tornare a parlare prepotentemente anche di Italia.

 

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