Esclusiva con Damiano De Tommaso: "Titolo IrCup soddisfazione immensa. Futuro? Vorrei andare all'estero"

Il varesino si gode la grande impresa, senza perdere di vista gli obiettivi per il 2020

“Non so ancora cosa farò quest’anno. Purtroppo non ho trovato il budget per soddisfare le mie esigenze e le mie aspettative”.

Queste sono le parole pronunciate più volte da Damiano De Tommaso tra gennaio e febbraio agli addetti ai lavori, dopo una vittoria nel CIRJ come pilota ufficiale di Peugeot Sport Italia. Poi la chiamata di Munaretto, con la Skoda Fabia R5 ad attenderlo per i Laghi e successivamente per il campionato IrCup ed in mezzo il Città di Torino. Com’è finita la stagione, poi, lo sappiamo tutti quanti.

Il varesino alla prima vera opportunità di confrontarsi per davvero con i grandi non delude le aspettative di chi ha creduto (per fortuna) in lui, svolgendo un 2019 da incorniciare e che ci auguriamo possa aiutarlo a spiccare definitivamente il volo.

Buona lettura dunque!

Damiano, dal non avere la minima certezza di correre a vincere un titolo quotato come quello nella IrCup. Una stagione magica?

Proprio così. Ad inizio anno non avevo ancora un programma che mi consentisse di continuare il mio percorso di crescita iniziato da tempo, e non nascondo che questo mi faceva stare male. Purtroppo questo è uno sport che richiede ingenti somme di denaro e con gli sponsor che si faticano a stanare, mi stavo mettendo in testa di rassegnarmi. Per fortuna mia la Munaretto, che ringrazio, ha deciso di investire su di me affidandomi la su Fabia R5 per l’intero campionato più due gare spot per incrementare il feeling con la vettura. Inizialmente, devo essere onesto, non mi aspettavo questo passo di gara così importante, poi dopo le due vittorie all’Appennino Reggiano e al Piancavallo abbiamo iniziato a crederci per davvero. Cosa posso dire? E’ tutto quanto bellissimo, una soddisfazione immensa per un ragazzo giovane come me!

Quale credi possa essere stato il momento chiave del campionato?

Sicuramente la prima parte. L’Appennino Reggiano e Piancavallo erano due gare inedite, dunque nuove per tutti quanti i partecipanti. Vincere ci ha permesso di prendere fiducia e di mettere in saccoccia punti cruciali. Il Taro e il Casentino invece i rivali li conoscevano molto bene essendo nella serie da molto tempo, per cui avevo messo in preventivo di faticare per stare al passo con loro. Vedere la macchina bruciare al Taro è stato davvero brutto, ma allo stesso tempo ci ha dato la forza per non vanificare tutti gli sforzi nostri e di coloro che ci ha permesso di partecipare. E poi il Bassano, meglio conosciuto come mundialito, è stata la gara perfetta.

Ti vedremo ancora in strada quest’anno?

Non so rispondere a questa domanda. Stiamo valutando se fare ancora una gara spot, ma al momento nulla è in programma. Ovviamente la nostra volontà sarebbe quella di correre ogni weekend, ma ci tocca fare i conti con il bilancio.

Per il 2020 sembrerebbe invece tu abbia le idee ben chiare.

Questa stagione è stata molto importante per me perchè mi ha permesso di crescere e di capire ulteriori dinamiche di questo mondo. Non nascondo che il mio sogno nel cassetto è diventare un pilota professionista, e per esaudirlo ho capito che in Italia non è fattibile. Ma è altrettanto vero che per affacciarsi in ERC o in un WRC2 da semi-professionista serve un pacchetto che richiede cifre esose di denaro, quindi la pista al momento difficilmente è percorribile al momento. Certo è che nel 2020 vorrei correre all’estero per fare esperienza su tipologie di fondo e prove speciali che qui non abbiamo. Non chiederei di stare in macchina a tempo pieno come un Gryazin, ma una possibilità di misurarmi in tali realtà si.

Due parole su Giorgia Ascalone, giovane navigatrice ma che ha già dimostrato tenacia e capacità importanti.

Abbiamo iniziato la nostra collaborazione lo scorso anno, quasi per caso e non era andata così male. Affrontare un campionato del genere, sono sincero, con una ragazza a fianco praticamente inesperta non mi faceva dormire sonni tranquilli. Ma prova dopo prova Giorgia è stata bravissima e mi ha davvero fatto ricredere. E’ cresciuta molto e sono certo che lo farà ancora.

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