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Tempo

4 MIN

Dakar 2020 – Una prima giornata piena di sorprese

Un rallysta al comando della gara, ma non è quello che ti aspetti!

La prima giornata della Dakar 2020 è ancora in svolgimento mentre stiamo scrivendo l’articolo ma ci sono già verdetti importanti e grandi sorprese.

Partiamo dalla fine, dalla tripletta Mini, al vertice della quale ti aspetteresti sicuramente un nome noto della gara come Sainz o Peterhansel, e invece a staccare tutti ci ha pensato Vaidotas Žala, a bordo della Mini John Cooper Works All4 e navigato dal fido Saulius Jurgelenas. Si tratta della prima speciale vinta alla Dakar per il forte lituano, alla sua quinta partecipazione, la prima con la Mini e all’arrivo è stato il primo ad essere incredulo del suo risultato.

Per chi è appassionato di numerologia, Žala, che partiva con il numero 319, ha percorso i 319km di gara in 3 ore 19 minuti e 4 secondi, precedendo Peterhansel di 2 minuti e 14 secondi. Terzo posto per il matador Sainz a 2 e 50 dal primo. A seguire il campione uscente Nasser Al-Attiyah, attardato da problemi meccanici nella seconda parte di gara e l’olandese Ten BrinkePiu’ attardato Fernando Alonso, che ha concluso la sua prima giornata alla Dakar all’undicesimo posto, staccato già di 15 minuti e 37 secondi.

La caratteristica principale di questa prima tappa è stato il terreno, per ampi tratti duro e veloce e che ben si è adattato alla guida funambolica del rallysta Žala (che è campione nazionale rally in carica, per cui non si tratta di un “ex”) oltre che alla Mini, in versione All4, sicuramente l’auto, tra quelle partenti, che più si avvicina ad un’auto da rally. Terreno veloce si diceva, ma altamente insidioso in quanto ricco di grandi pietre dal profilo tagliente che durante la giornata hanno fatto strage di pneumatici, come dichiarato all’arrivo anche dal vincitore di tappa:

Siamo arrivati al fine tappa anche noi con una ruota forata, per fortuna si trattava di una foratura lenta e siamo arrivati con solo 1.2bar di pressione. Il percorso è pieno di pietre, ho visto tantissime macchine ferme per cambiare una ruota. E’ necessaria molta cautela: ho visto molti che ci sorpassavano, ma poi li abbiamo trovati fermi con una ruota a terra e anche io tutta la giornata mi sono sentito sul limite di forare! Sono molto stanco: come prima prova è stata molto impegnativa, c’erano tratti dove eri a 180km/h e poi improvvisamente ti trovavi sul percorso delle pietre enormi o delle dune. La macchina è fantastica, durante i test non ci avevo fatto caso, ma in pratica è come passare dalla mia vecchia Lancer (Evo8 gr.a NDR) a una WRC! E’ molto precisa, bilanciata e in più con il condizionatore è anche confortevole.

Se da un lato abbiamo un nuovo vincitore, dobbiamo registrare anche due ritiri importanti: quello di Romain Dumas, il cui buggy ha preso fuoco 65km circa dalla partenza e di uno dei favoriti per il podio, il polacco dal cognome impronunciabile Jakub Przygonski, la cui Mini ha ceduto mentre era saldo al terzo posto di tappa. Molti problemi anche per l’amico di Rallyssimo Antanas Juknevicius, attardato prima dalla rottura di una ventola del sistema di raffreddamento e poi da almeno 2 forature.

Al momento non abbiamo molte notizie da parte degli italiani, in quanto il sistema di monitoraggio via GPS oggi ha fatto un po’ di capricci, ma possiamo dirvi che Andrea Schiumarini è passato al WP4, mentre di Carrara-Dominella non abbiamo alcuna informazione.

Qui sotto trovate la classifica del primi 13 e a questo LINK il resto dei concorrenti, mano a mano che arrivano.

Domani si riparte, da Al-Wajh a Neom, per altri 317km cronometrati che, stando alle anticipazioni, dovrebbero ricalcare il percorso odierno e quindi ci aspettiamo ancora una volta i rallysti sugli scudi e molte forature.

 

Foto Credit:

15min.lt

Agrorodeo-dakar team

ASO – F. Flamand

ASO – F.LeFloch

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