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3 MIN

L’incidente di Tanak al Monte Carlo 2020 è brutto ma piano con gli allarmismi

Riflessione su un crash violento in cui tutto ha funzionato

È quasi una regola non scritta degli incidenti dei rally, amplificata dall’avvento delle Plus: ad ogni grave crash, si alzi un polverone polemico e una lunga sequela di riflessioni se non si stia varcando la soglia. Ancora peggio se il crash riguarda il campione del mondo in carica, alla sua prima su una nuova vettura e con gli occhi del mondo puntati addosso. È chiaro, le immagini sono brutte e devono far riflettere ma, prima di iniziare con gli allarmi e con le similitudini (sì, anche stavolta si è parlato di Gruppo B), secondo me occorre analizzare bene alcuni aspetti.

Sulla velocità

Tanak in quel tratto era in sesta piena e il camercar segnava 179 km/h. Tantissimo, è chiaro ma non è certo la prima volta che si raggiungono queste velocità nei rally. Non stiamo parlando di qualcosa di inedito, di una decisione nuova. Abbiamo davanti un tratto dritto di strada, relativamente largo tra l’altro, che presenta tutte le condizioni per puntare al “flat out”. Insomma, niente di anomalo o azzardato ma una normale dinamica di gara che fa parte dei rally dalla notte dei tempi e che, in questo caso, si trova di fronte ad una sfortunata sequenza di azioni e reazioni che fanno finire l’equipaggio fuori strada.

Sulla sicurezza delle vetture

Discorso toccato e ritoccato ma è bene tornarci: queste macchine non sono pensate per andare fortissimo ma anche per garantire livelli di sicurezza elevatissimi agli equipaggi. La vettura esce dritta e l’impatto è frontale. Se guardiamo le immagini della vettura incidentata si nota in modo chiaro come ogni parte della vettura abbia assorbito correttamente ogni fase dell’urto, soprattutto dalla parte del navigatore Martin Jarveoja. E allora è giusto spaventarsi, è giusto farsi delle domande ma è anche giusto apprezzare il lavoro egregio di chi (forse) aveva previsto tutto questo e messo in campo ogni tipo di azione per poter “gestire” senza gravi conseguenze un evento che fa parte dei rally. Inutile soffermarsi sui: “se ci fosse stato un albero…” perché si entra nel campo delle ipotesi davanti all’oggettività del tutto che ha funzionato come doveva funzionare.

Sul pubblico

Non esiste una correlazione tra tipologia di vettura e livello di pericolosità per il pubblico. Le macchine sono tutte pericolose e dire che solo con queste macchine non si riesce ad avere reazione è pura fantasia. Con qualunque macchina fuori controllo non si riesce a fare granché, che sia una R2 o una WRC poco conta. Ci sono delle regole chiare, precise, a cui va aggiunta una buona dose di buon senso ed è l’unico modo per mantenere alto il livello di guardia sulla sicurezza del pubblico. Nel caso di Tanak e di questo incidente, si vede chiaro come quella sia una “NO-GO Area” perfettamente segnalata e senza nessuno spettatore presente. È sotto strada e all’esterno di un tratto velocissimo e, in queste condizioni, anche una bicicletta è pericolosa per gli spettatori.

Quindi va benissimo osservare con attenzione certi avvenimenti, domandandosi una volta in più ognuna di quelle domande che escono in questo tipo di dinamiche. Ma facciamo attenzione coi proclami sulla troppa pericolosità e coi richiami agli esempi estremi che ci ha dimostrato la storia. Il rischio è di demonizzare l’ambiente ancora di più di quanto venga demonizzato, anche a partire da chi lo mastica parecchio e ne dovrebbe conoscere sfaccettature, caratteristi e professionalità che lavorano per offrire uno spettacolo conoscendo il valore di una vita umana. Probabilmente più di noi che guardiamo da bordo strada o da uno schermo di uno smartphone.

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4 Comments

  • MARCO
    Posted 24 Gennaio 2020 16:59 0Likes

    Sono totalmente d’accordo con il tuo articolo,mi sembra totalmente insensato fare paragoni con i “famigerati” gruppi B,ne parlavo dopo aver visto l’incidente, con un amico, siamo concordi che se una botta del genere fosse avvenuta con quel tipo di vetture saremmo qui a piangere come per gli incidenti in Corsica…

  • Nicola
    Posted 25 Gennaio 2020 20:22 0Likes

    Sinceramente nn vedo il tratto dritto, vedo anzi un’ auto che grazie alla percorrenza in curva che hanno raggiunto queste plus, prende una “s” (nn secca naturalmente) in pieno come se fosse nel dritto. Auto piú sicure sotto certi aspetti, indubbiamente, ma allo stesso tempo anche piú pericolose sotto altri. A mio avviso, naturalmente..

  • Andrea
    Posted 26 Gennaio 2020 19:44 0Likes

    Saluti a tutti, e anni che con passione seguo i Rally oggi un po’ meno tv ma più social, sull’ uscita di strada di Tannak, il livello di sicurezza delle vetture è cresciuto tantissimo tenendo conto che non c’è stato neanche principio di incendio, significa molto, sicuramente a quelle velocità un errore lo si paga caro, il ragazzo va forte non a caso è campione del mondo, un plauso agli investimenti fatti per arrivare a questi livelli di sicurezza, grazie e buon Mondiale a tutti

  • Andrea
    Posted 26 Gennaio 2020 19:48 0Likes

    L’incidente di Tanak mi ha riportato subito a Bettega e Toivonen .

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