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Rally di Limone Piemonte : un decennio di sfide sulle strade cuneesi

Si svolse dal 1984 al 1993 con partenza dalla famosa località sciistica

Ve lo ricordate il Rally di Limone? Be, probabilmente gli appassionati con qualche anno in più lo ricorderanno sicuramente, mentre i più giovani ne avranno comunque sentito parlare. E proprio a proposito di questo, oggi vogliamo andare a ripercorrere la storia di questa classica cuneese che divenne tappa fissa nella massima serie nazionale.

Gli inizi

Siamo nel 1983 e dalle parti di Cuneo c’è un gran fermento. Si lavora per far rivivere nella Granda, un Rally che portasse nel cuore le annate d’oro del “100000 Trabucchi” e della “Ruota d’Oro“. E così che alla fine di quella annata, l’attesa è tanta per un evento che vedrà come quartier generale Limone Piemonte. Una località quest’ultima che vedeva nella manifestazione a cui dava il nome, un incentivo per promuovere il turismo nelle Alpi Marittime. Con queste premesse si esaltò il grande lavoro compiuto dalla Saluzzo Rally Club di Amedeo Olivero e dell’Aci di Cuneo che stavano preparando per il Luglio 1984, il 1°Rally di Limone Piemonte.

Le prime edizioni, dalla vittoria di Tabaton a quella di Beltrandi

Si parte. Quella prima edizione targata 1984, valevole per il campionato italiano, vedeva al via il meglio del rallismo locale e nazionale. Ricordiamo al via Fabrizio Tabaton, Massimo Boretti, Nicola Busseni, Josy Barbero, Piero Beltrandi e molti altri ancora. Nemmeno da dire, la macchina regina di quell’epoca era la Lancia 037 che proprio Tabaton portò alla vittoria in quella prima edizione. Un percorso selettivo tra le strade del basso Piemonte e l’entroterra Ligure che metteva a dura prova sia le vetture che gli equipaggi. Questi ultimi che furono ben 162 nella prima edizione, rendevano l’idea di come pronti via l’evento fu subito apprezzato. Questo sicuramente ripagava un anno di sforzi per mettere in piedi una struttura organizzativa che come anticipavamo, aveva il compito di rilanciare il rallismo cuneese. Ma era solo l’inizio per una kermesse che nel corso delle annate regalò alla Provincia Granda immense soddisfazioni.

Ma scorrendo il palmarès delle prime edizioni, vediamo la vittoria di Nicola Busseni nel 1985 sempre su Lancia 037 fino ad arrivare al 1986. Di quest’ultimo anno tutti ricorderanno la sfida per il tricolore tra Dario Cerrato ed Andrea Zanussi. Ebbene il round cuneese andò al pordenonese che la spuntò proprio sul locale Cerrato.

E poi il 1987. È un annata particolare, il Gruppo B è stato abolito e si iniziano ad intravedere le prime Gruppo A. Tra gli iscritti, con le prime Lancia Delta 4WD, Tabaton e Cunico ma tuttavia c’era ancora un ampio parco di Lancia 037. All’epoca si sa, era una macchina comunque ancora molto competitiva, se non fosse che con la sola trazione posteriore faticava contro le “nuove”, per l’epoca, quattro ruote motrici. Ma nonostante questo, nella mani del forte pilota locale Piero Beltrandi, ha voluto lasciare un ultimo sigillo, prima di dare spazio all’epopea targata Lancia Delta. Secondo fu un giovane Piero Liatti che muoveva i suoi primi passi.

 

Qui Zanussi nel Limone ’86 alla guida della Peugeot 205 Turbo 16

 

Le vittorie di Cerrato e l’esordio di Gilles Panizzi sulle strade italiane

Passano gli anni ma le facce rimangono le stesse. È così che alla vigilia della gara cuneese targata 1988, si vedono nuovamente schierati uno contro l’altro Dario Cerrato ed Andrea Zanussi. Il cuneese al via della fidata Lancia Delta Integrale, mentre il friulano sulla posteriore BMW M3. Con il numero tre sulle portiere un altro pilota che da li a qualche anno avrebbe lasciato il segno nel campionato italiano, Gianfranco Cunico. Tuttavia dopo la bellezza di ventotto prove speciali, l’equipaggio Cerrato-Cerri la spunterà su Zanussi-Amati.

Discorso simile vale per il 1989, dove la lotta era sempre tra i piloti citati poco fa. L’unica sostanziale differenza fu derivante dalla presenza di Zanussi sulla nuova arma di casa Peugeot, la 405 Mi16. Sempre sulla stessa macchina si presentava al via anche un giovane Andrea Aghini in coppia con Sauro Farnocchia. Da segnalare che in questi anni si stavano affacciando al panorama rallistico, anche i fratelli P.G. e Romeo Deila. Nell’annata in oggetto, Romeo si presentò al via di una Lancia Delta Integrale preparata dal Team Astra mentre il fratello fu apripista. Tuttavia Romeo si esibì in una bellissima prestazione, posizionandosi alle spalle dell’irraggiungibile leader Cerrato, fino a quando purtroppo fu costretto al ritiro. Da segnalare che nel 1990 invece, il fratello P.G., corse il Limone posizionandosi proprio alle spalle del pilota di Corneliano d’Alba che si impose per la terza ed ultima volta nella kermesse cuneese.

Prima di continuare il racconto delle varie edizioni, c’è però un aneddoto che è bene riportare. Riguarda uno dei migliori interpreti della disciplina a livello mondiale, specialmente sull’asfalto, si tratta di Gilles Panizzi. Ebbene, il pilota che è cresciuto a pochi chilometri dal confine italiano, ha avuto tra le sue prime esperienze, il Rally di Limone alla guida dell’Opel Manta GT/E, precisamente nel 1988 e nel 1989.

Ma andiamo a rivivere le sensazioni di quei anni, ripescando un video dell’epoca dove venivano presentati i vari equipaggi in gara.

 

Le ultime annate del Limone e i principali “luoghi” in cui è transitato

Continuando a sfogliare nell’album dei ricordi si arriva alla stagione 1991. Un Limone sempre ad alti livelli. Si scriveva all’epoca di una vigilia molto attesa per la lotta al vertice tra Piero Longhi, P.G. Deila, Romeo Deila e Andrea Aghini. Purtroppo il prematuro stop di P.G. Deila diede via libera a Piero Longhi che vinse quell’edizione.

E poi il 1992. Un’edizione molto combattuta dove dopo diciotto tratti cronometrati, la spuntano Cunico – Evangelisti su Ford Sierra RS Cosworth 4×4. Una vittoria che alimentava il sogno tricolore del pilota veneto. Dietro di lui finì il leader del campionato, P.G. Deila, davanti a Dario Cerrato terzo. Nonostante il risultato, il pilota di Bene Vagienna, manteneva la leadership della serie di una manciata di punti che si riveleranno poi fondamentali nella vittoria nel tricolore.

Ahimè ci stiamo involando verso la fine di questa appassionante storia dedicata al Limone. Una gara che ha visto la sua ultima vera battuta nel 1993, quando un percorso a tratti inedito ha accompagnato la manifestazione in quell’inizio di Luglio. Lo sconfinamento francese con la speciale “Bragard – Colle di Tenda” e le prove affrontate in alta Valle Maira (“Paglieres” e “Bivio Castellaro – Macra“), le succose novità di quella edizione. In quella annata Limone ospitò anche una tappa del Trofeo monomarca riservato alle Fiat Cinquecento che proprio in quei mesi iniziava il suo percorso. Per la cronaca, la vittoria finale andò al compianto Romeo Deila che in coppia con Claudio Giachino portarono la loro Delta sul primo gradino del podio.

Insomma tanti spunti in quella che purtroppo sarà l’ultima edizione del Rally di Limone. Verrà poi sì richiamato il nome del Rally di Limone in occasione della rinascita del “100000 Trabucchi” versione campionato due litri, ma quella fu un’altra storia.

Un racconto quindi che ci ha portato dentro la storia e dentro l’albo d’oro delle dieci edizioni della kermesse cuneese. Una manifestazione che in tutte le sue annate ha toccato tante zone e località della Granda. Da Festiona a Garessio, da Ceva a Murazzano, da Cuneo a Pamparato, da Viola a Macra. Tutto questo senza dimenticare gli sconfinamenti in Liguria, con la mitica speciale dei “Giovetti“. Insomma un’estensione territoriale di questa gara che ha dell’impressionante ma chiunque abbia vissuto il Limone sa benissimo di cosa si stia parlando.

Concludiamo con un video di quelle bellissime annate.

La redazione tiene a ringraziare per il supporto nell’articolo le seguenti persone: Andrea Beltrandi, Marco e Michelangelo Garneri, Barbara Garulla.

 

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