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Ogier: Se il campionato non riprenderà c’è la possibilità di rimanere un altro anno. L’intervista integrale

Nella Instagram live di ieri il francese ha ammesso che il 2020 potrebbe non essere la sua ultima stagione nel WRC

E’ durata quasi ’50 minuti la live chat andata in scena sul canale Instagram di Red Bull Motorsports tra Mike Chen e Sebastien Ogier. Tanti gli argomenti trattati, dalle origini della passione al futuro della disciplina dopo questo stop forzato di molti mesi.

Gli inizi: “Rally Jeunes mi ha dato l’opportunità di correre”

Sebastien Ogier e Julien Ingrassia davanti alla Peugeot 206 Cup nel 2006. Copyright: Rallye-Sport.fr

Nella mia famiglia non c’erano molti legami con il Motorsport: avevo solo uno zio che faceva autocross, ma era un amatore; da bambino alcuni fine settimana lo seguivo sui circuiti, ma questo era tutto. L’unico rally che ho potuto vedere era Montecarlo, essendo vicino a casa mia: all’epoca sognavo di diventare un pilota da corsa, ma mi sembrava solo un sogno, non sapevo come avrei potuto farlo. Ho studiato per diventare meccanico per imparare come funziona l’auto, specializzandomi nella preparazione di auto da rally. Il Rally Jeunes mi ha dato l’opportunità di correre perché i miei genitori non se lo sarebbero mai potuto permettere: sono riuscito a vincerlo al mio secondo tentativo e questo è il modo in cui sono riuscito a partireLa pressione era lì fin dall’inizio: sapevo che c’erano molti ragazzi che si stavano facendo strada verso la vetta dello sport, quindi volevo mostrare quello che ero in grado di fare molto velocemente. E’ iniziato già in Francia, nella Peugeot Cup: al primo rally eravamo 51 iscritti al trofeo, tutti con la stessa macchina. Sono arrivato undicesimo ed è stato già un passo positivo verso la vittoria del campionato che offriva il JWRC come premio.

JWRC e l’entrata in Citroen: “Sapevo di dover vincere al primo tentativo”

Ogier nel 2009 in Sardegna: nel 2011 ci saranno ‘tensioni’. Copyright: eWRC.cz/Grzegorz Roslon

Sapevo di dover vincere al primo tentativo: non ci sarebbe stata un’altra occasione. Poi ricordo ancora il mio primo test con la C4 WRC a Sweet Lamb, con le tipiche condizioni meteo del Galles: mi è sembrato che la macchina fosse molto facile da guidare, molto meglio di qualsiasi cosa avessi avuto prima! Ma non avevo idea della velocità o se sarei stato 1 secondo al chilometro più lento. Dopo la prima PS eravamo in testa: spesso la chiamo la fortuna del principiante; non mi rendevo conto dei rischi che correvo, le condizioni erano estremamente dure, un misto di ghiaccio e fango. Poi è successo l’inevitabile, visto che siamo usciti un paio di prove dopo: la stagione successiva è stata più o meno la stessa, alcuni alti e alcuni bassi. Avevo la certezza di fare solo 6 rally, quindi c’è stata molta pressione: solo 6 eventi per dimostrare che ti meriti di esserci. Oggi la possibilità di competere in WRC2 ti dà la possibilità di avere materiale molto più vicino rispetto al salto da S1600 a WRC che ho avuto. Per fortuna la gente si è fidata di me e io ho potuto fare anche il resto della stagione: da quel momento c’è stato un ‘click’, è arrivato il primo podio e … il resto è storia!

Portogallo 2010: la prima vittoria

La vittoria al Portogallo 2010. Copyright: eWRC.cz/Petr Elias

È uno dei passi necessari in una carriera. Nel 2010 eravamo molto vicini ad ottenere la prima vittoria all’inizio, in Nuova Zelanda, che è stata anche una bella lotta: ricordo ancora 4 auto che lottavano per la vittoria nell’ultima PS, Solberg, Loeb, io e Latvala. L’abbiamo persa facendo un testacoda un paio di curve prima del traguardo. Poi è successo in Portogallo: è stato un weekend fantastico, il modo in cui è successo è stato molto gratificante, dopo una serie di grandi lotte con il riferimento dell’epoca, Sebastien Loeb sulla stessa vettura. Il regolamento prevedeva che il leader del rally partisse per primo: nel primo giorno Seb partiva per primo, così abbiamo potuto approfittarne; ma gli altri due giorni siamo stati i primi sulla strada e siamo stati inseguiti da Loeb: tutt’altro che facile! Ce l’abbiamo fatta per 10-12 secondi. Da quel momento in poi abbiamo capito che avevamo definitivamente dimostrato quello che potevamo fare.

La difficile convivenza con Loeb nel 2011

2011, una convivenza difficile con il ‘Cannibale’. Copyright: eWRC.cz/Petr Elias

È una lunga storia. Sicuramente il primo anno con Citroen, quando ero nella Junior Team, avrei sostenuto la squadra principale, Seb e Dani, se necessario: è successo un paio di volte; nel 2010 per gran parte della stagione siamo stati secondi in campionato, ma senza possibilità di lottare per questo. Il 2011 è stata una storia diversa: ho firmato il primo contratto con la squadra principale e non c’era nulla che dicesse che dovevamo essere i numeri 2. Ci mancava ancora l’esperienza, il modo di gestire le situazioni e la costanza. C’è stata un po’ di tensione ma è stata una bella esperienza, abbiamo imparato molto da quei momenti e sarò sempre grato per le opportunità che ho avuto, come essere compagno di squadra di Seb. Mi ha aiutato a crescere come pilota molto velocemente. Alla fine abbiamo fatto solo un anno dei tre che avevamo firmato.

Gli anni della Volkswagen: “Era una famiglia”

Il team VW al completo festeggia la vittoria in Sardegna nel 2015. Copyright: Volkswagen Motorsport/Red Bull Content Pool

Entrare in Volkswagen è stata una grande scommessa. Le due persone che mi hanno convinto del potenziale della squadra sono stati Carlos Sainz e François-Xavier Demaison. Abbiamo davvero creato l’auto da rally perfetta. Era sicuramente una famiglia: qualche giorno fa un membro della squadra mi ha mandato un bel filmato di 20 minuti sulla squadra ed è stato così bello rivedere tutte quelle facce. Ho passato cinque anni della mia vita e anche di più: nel 2012 non avevamo limiti di test e non so dirvi quanti giorni ho passato a testare oltre alle gare con la S2000. Ho conosciuto anche mia moglie in Germania. Quest’anno ho avuto la possibilità di portare alcuni di loro nel team Toyota. Jost Capito è riuscito ad ottenere le migliori persone per ogni posizione ed a creare un’atmosfera amichevole.

Il ritiro di VW all’ultimo momento: “Sarebbe stata competitiva”

Non sapremo mai quale fosse il vero valore della VW Polo in versione Plus

Non lo sapremo mai. Non c’è dubbio che quell’auto sarebbe stata competitiva: sarebbe stato interessante combattere contro Toyota e Hyundai, che dal 2017 si stanno rafforzando ogni anno. Il giorno in cui abbiamo deciso di fermare il programma è stato un momento difficile: sembrava la fine del mondo, mi sono chiesto “Cosa farò adesso?” È stata una decisione così improvvisa che è stata molto difficile da accettare. Ma come ogni volta nella vita, lo spettacolo deve continuare e dovevamo guardare avanti: mi ha offerto una nuova opportunità che mi è piaciuta molto.

Alla corte di Wilson: “Malcolm voleva il titolo”

Sebastien Ogier alla conferenza stampa di fine 2017. Copyright: Chris Freer / Red Bull Content Pool

È stato molto molto speciale. Credo che non dimenticheremo mai l’emozione che quei successi hanno portato alla squadra: Malcolm è nel giro da tanti anni e non era un segreto che un giorno avrebbe voluto ottenere il titolo. Mi ha reso molto orgoglioso di raggiungerlo e di condividerlo con loro. Credo che abbiano acquisito fiducia quando siamo entrati in squadra: la capacità c’era già prima.

Il ritorno in Citroen: “Ero stato avvertito che la squadra non era la stessa”

Il ritorno in Citroen non ha avuto i risultati sperati. Copyright: Jaanus Ree/Red Bull Content Pool

Alla fine del 2018 ci siamo trovati in una situazione in cui dovevamo fare una mossa: sarebbe stato sempre più difficile per un team privato lottare contro produttori come Toyota e Hyundai. A questo punto è arrivata l’opportunità di tornare con Citroen: ero stato avvertito da molte persone che la squadra non era la stessa che avevo lasciato anni prima, soprattutto con meno budget. Volevo fare un tentativo, volevo provare a vincere con un’altra vettura: aveva potenziale fin dal primo test. Non ho rimpianti: per alcuni motivi non ha funzionato, soprattutto per i forti avversari che abbiamo avuto e forse non abbiamo sviluppato la macchina con la velocità che volevo.

Capitolo Toyota: “Fin’ora non ho preso rischi”

Un ottimo inizio con Toyota. Copyright: Aurelien Vialatte / Red Bull Content Pool

A dire il vero non ho mai sentito una macchina instabile nemmeno con la C3: non ero abbastanza veloce. La seconda volta che ho provato la Yaris (la prima nel 2016, quando il progetto era all’inizio e non c’era paragone con la Fiesta) prima di Montecarlo quest’anno è stata la giornata di test più divertente che abbia mai avuto: è stato molto piacevole guidare la macchina e questo è un buon segno, per sentirsi subito bene. Non è facile dare sempre il 100%: non mi sembra di aver preso tutti i rischi all’inizio dell’anno. Ma siamo stati molto costanti e siamo in testa.

Ritiro a 2021? “Se il campionato non riprenderà c’è la possibilità di fare un altro anno”

Nessuno si aspettava la situazione in cui ci troviamo ora, è molto incerto cosa succederà. Se il campionato non riprenderà o non sarà un vero e proprio campionato, credo che ci sia la possibilità di fare un altro anno.

Copyright: Leo Francis/Red Bull Content Pool

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