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Esclusiva con Nicola Berutti: “Ritornare a navigare è stato emozionante, specialmente in una gara del terra”

A tu per tu con il navigatore cuneese che ci racconta il Valtiberina concluso al quinto posto a fianco di Matteo Gamba

Un gradito ritorno. Stiamo parlando di Nicola Berutti, navigatore cuneese che ha da poco terminato la trasferta aretina per il Valtiberina. Ritorno perché i suoi impegni nel mondiale turismo come direttore sportivo, lo avevano allontanato a tratti dal mondo dei rally tantoché nel 2019 non aveva preso parte a nessuna gara. Poi la pandemia, mesi chiusi in casa che gli hanno permesso di scrivere di un’autobiografia di cui parleremo sicuramente nelle prossime settimane. Intanto con la ripresa delle corse, anche lui è ritornato a fare quello che faceva fino a qualche tempo fa, navigare. La prima apparizione a Salsomaggiore Terme a fianco di Bevacqua e poi il ritorno sulla terra, lo scorso weekend ad Arezzo. E proprio da qui che parte la nostra intervista esclusiva.

Ciao Nicola, grazie di essere qui a nostra disposizione. Hai da poco terminato il Valtiberina a fianco di Matteo Gamba, gara in cui avete ottenuto la quinta piazza assoluta. Raccontaci come è andata.

Ciao a voi di Rallyssimo. La gara è andata benissimo. Matteo nonostante la ruggine è andato molto forte ed il risultato all’interno della top five è stato la ciliegina sulla torta di un weekend ottimo. Peccato per la foratura sulla ps6 che ci ha fatto perdere qualcosa, ma siamo comunque molto soddisfatti. Naturalmente un grande grazie va ai ragazzi di Balbosca che ci hanno messo tra le mani una Skoda Fabia R5 perfetta.

Per te quindi un grande ritorno sulla terra e soprattutto in una gara di una serie così importante quale è il CIRT.

Sia io che Matteo erano otto anni (dal 2012) che non correvamo sulla terra. Rientrare su prove speciali che hanno fatto la storia del Rally di Sanremo come il Monte Sante Marie o Alpe di Poti, è stato molto emozionante. Sono prove stupende e per chi come me è appassionato di tutto ciò che riguarda i rally degli anni 80 e 90, transitare in certi luoghi è bellissimo.

Venendo al prosieguo di questa stagione, hai già dei programmi?

Al momento nessuno. Dopo aver vinto nel 2018 il WTCR con Gabriele Tarquini e la BRC Racing Team come direttore sportivo, avevo bisogno di un periodo di pausa dal motorsport. Ho deciso di cambiare totalmente stile di vita e sono passato nel giro di pochi giorni da essere un DS a fare il professore in una scuola secondaria. Nel 2019, non ho nemmeno rinnovato la licenza, anche se sinceramente già nel periodo 2014 – 2018 avevo notevolmente ridotto la partecipazione ai rally per mancanza di tempo. Quest’anno ho deciso di tornare a fare qualche gara spot ma vivo molto alla giornata senza fare programmi a lungo termine.

Le sensazioni nel passare da direttore sportivo a nuovamente navigatore, dopo un periodo di assenza?

È una sensazione stranissima perché durante l’ultima assistenza, i meccanici di Balbosca, perfettamente coordinati da Luigi Balbo lavoravano a ritmi serrati per riparare i danni causati dalla foratura e da un “atterraggio” di muso dopo il salto nella ps Alpe di Poti ed io ero tranquillamente seduto al tavolo a mangiare qualcosa. Nei cinque anni in cui ho fatto il DS nel mondiale turismo (prima WTCC e poi WTCR), ero sempre l’ultimo ad andare a mangiare ed ero sempre lì nel vivo dell’azione, aiutando nel limite del possibile i miei meccanici. È stata quindi un po’ particolare come situazione, ma lo sport è anche questo.

Grazie Nicola per la disponibilità, a presto.

Grazie a voi.

 

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