Rallye Sanremo 1998: Tommi Makinen vince su Liatti e consegna il primo sigillo alla Mitsubishi nella Riviera dei Fiori

Impressionante la gara del finnico, che sbaraglia la folta concorrenza e recupera terreno su Sainz per la rincorsa all'iride

La stagione 1998 del World Rally Championship é stata senza dubbio tra le più avvincenti e combattute dello scorso secolo, con tanti piloti e altrettante auto a ritagliarsi un ruolo da assoluti protagonisti nei tredici eventi andati in scena.

La corposa carovana della serie iridata si ritrova dunque a presenziare anche alla tappa italiana, che faceva ancora capolino nell’elegante Riviera dei Fiori della Liguria. Dal 12 al 14 ottobre é andato in scena infatti il 40° Rallye Sanremo – Rallye d’Italia, con gli asfalti dell’entroterra e del basso Piemonte adornati a festa per ospitare la battaglia a colpi di cronometro. Un’edizione tra le piú incerte e seguite dei gloriosi Anni Novanta, con un elenco iscritti stratosferico e un incalcolabile numero di pubblico assiepato in qualunque centimetro di asfalto, muretto o collina disponibile a bordo strada.

Credits: Petr Fitz – EWRC.CZ

Un’edizione disegnata sugli asfalti dell’entroterra sanremese e del basso Piemonte e che ha sancito la vittoria di Tommi Makinen, esponente di quella scuola dei “Flying Finns” capace di mettere tutti in riga con l’ingombrante ma velocissima Mitsubishi Lancer Evo V by Ralliart. Il nordico la spunta sulle Subaru Impreza Wrc di Colin Mcrae e del nostro Piero Liatti, eroe tricolore di un’era in cui un popolo intera poteva ancora letteralmente spingere ad ogni curva un pilota della stessa bandiera. Una Gruppo A dunque che annienta le più evolute ma ancora acerbe Wrc e le mine vaganti Kit Car, con Gilles Panizzi che piazza nella Top Five la sua bestiale Peugeot 306 Maxi.

Andiamo ora a rispolverare, con calma e nostalgia, quando successo in quel mitico weekend.

TAPPA 1: Makinen vince il primo duello con Liatti, convincenti le Corolla di Auriol e Sainz

Si parte alle 8,40 con la ps1 Coldirodi dove a siglare il miglior tempo nei 10,12km sono Piero Liatti e Fabrizia Pons. L’equipaggio della Prodrive si trova subito a proprio agio con la Impreza Wrc e precedono Makinen e Sainz. Partenza in salita invece per il compagno di tendone Colin Mcrae: lo scozzese sigla soltanto l’undicesimo tempo assoluto con un gap di quasi nove secondi dalla vetta. Da segnalare il tempo monstre di Andrea Dallavilla, quarto assoluto con la Impreza Wrc ’97 della A.R.T. Engineering. Primo di due ruote motrici Francois Delecour con la Peugeot 306 Maxi ufficiale. Si passa alla ps.2 Baiardo e con lo scratch vincente Tommi Makinen si prende la testa a discapito di Piero Liatti, terzo tempo preceduto da un monumentale Franco Cunico (Ford Escort Wrc). Saldamento sul terzo gradino del podio virtuale la Toyota Corolla Wrc di Carlos Sainz e Luis Moya. Recupera tre posizioni Mcrare, sebbene rimanga ancora lontano dalle prime posizioni. Tanta fatica invece per il quattro campione del mondo Juha Kankkunen, fuori dalla Top Ten con la Ford Escort Wrc. Meglio di lui Bruno Thiry, sesto assoluto.

Credits: Petr Fitz – EWRC.CZ

Si giunge sul Langan, con il duello Liatti-Makinen che persiste a favore del finnico, mentre Dallavilla scalza dal terzo posto Sainz. Un inizio fenomenale quello del bresciano! In difficoltà invece Colin Mcrae: lo scozzese aggredisce le curve con troppa irruenza e danneggia l’anteriore sinistro, scivolando al diciasettesimo posto. Out causa incidente Harri Rovanpera. Il finlandese stropiccia in un crash la sua Cordoba Wrc e getta alle ortiche un’ottima occasione per sviluppare e testare le potenzialità della nuova arma di casa Seat. Il costruttore iberico infatti, dopo aver già vinto matematicamente il campionato F2 con la Ibiza kit Car, decide di far debuttare in Finlandia il suo nuovo prodotto in Finlandia e di portarlo anche qui a Sanremo per ottenere più valori possibili in vista del prossimo campionato. Un vero peccato insomma questa uscita di strada. La ps4 Pantasina è terra di conquista di Citroen grazie a Jesus Puras. Il driver iberico disegna traiettorie perfette e mostra al mondo intero l’enorme potenziale delle Kit Car, con la sua Xsara che inizia probabilmente a gettare le basi per una vittoria in un rally iridato (che avverrà qualche mese più tardi in Catalunya con Bugalski, ndr). Si rifà intanto sotto Liatti, distante ora appena 2″ da Makinen, mentre Dallavilla rimane terzo. Ingoittito dalle retrovie Richard Burns con la seconda Lancer ufficiale, sopraffatta da pesanti problemi elettrici. Gli equipaggi proseguono sullo storico Colle d’Oggia, dove il più rapido è ancora Liatti. Il biellese recupera tutto lo svantaggio e si ritrova in testa con pari tempo con Makinen, qui soltanto quarto preceduto anche da Cunico e Auriol. Quinto, sesto e settimo posto parziale rispettivamente per Panizzi, Bugalski e Delecour. Che auto le tuttoavanti francesi!

Credits: Petr Fitz – EWRC.CZ

Ultima assistenza di giornata e via verso la ripetizione di Codirodi, dove Makinen batte di un soffio Liatti: nove decimi il distacco, un battito di ciglia. Seguono le Corolla Wrc di Sainz e Auriol, sebbene Delecour e Bugalski mettano molta pressione. Lenta ma efficacie la rimonta di Mcrae, ora decimo assoluto e con nel mirino Kankkunen. Buonissima dodicesima piazza nell’assoluta per Andrea Aghini a bordo della Toyota Corolla Wrc della Grifone. Il vincitore del Sanremo 1992 sta imparando a conoscere la vettura giapponese e pare possa essere in procinto di sferrare qualche zampata qua e là. La ps7 Baiardo2 è ancora monopolio di Makinen, che precede di tre decimi Auriol e di un secondo Liatti. Il francese scalza il compagno Sainz al terzo posto e infiamma la lotta per il podio, come se non lo fosse già abbastanza. Ottima ancora la prestazione di Bruno Thiry, primo tra le Ford di Malcolm Wilson. C’è pazio per un’ultima prova speciale prima del meritato riposo: la Langan2 infatti chiuderà questa avvincente prima tappa. Il sigillo lo mette proprio Didier Auriol che regola Makinen e Liatti. quasi come per avvisarli che per la lotta alla vittoria finale ci sarà pure lui con la Toyota Corolla Wrc. Ancora impressionanti le terribili Kit Car di Delecour, Bugalski e Panizzi, seminatrici di panico in mezzo alle 4×4.

Tappa 2: Mcrae e Burns sugli scudi, Makinen resiste in vetta. Applausi per Dallavilla

Si dice che la notte porti consiglio, e certamente Richard Burns prende alla lettera questo antico detto. I problemi elettrici sembrano alle spalle e il britannico fa siglare subito il miglior tempo nella ps9 Loazzolo, allestita tra i vigneti dell’astigiano.

La sua Lancer precede Piero Liatti che nel mentre annulla praticamente il ritardo su Tommi Makinen, al comando ora di appena sette decimi sul biellese. Ottimo terzo parziale per Bruno Thiry, sempre più a suo agio sulla Ford Escort Wrc e che ora può mettere nel mirino la quinta posizione nella generale presieduta dalla 306 Maxi di Delecour. Ancora balbettante Colin Mcrae, con l’undicesimo tempo. Lo scozzese pare non digerire proprio quest’edizione del Sanremo, con la sua Impreza per il momento sempre al di fuori dal gruppetto dei migliori. Ma guai a darlo per per vinto. Perchè infatti nella stage successiva, la Madonna della Neve di 14 km, dà segnali di ripresa e sancisce il secondo tempo assoluto in parità con Richard Burns, mentre lo scratch è ancora di Tommi Makinen che riprende un po’ di respiro su Liatti. Da segnalare il settimo tempo del belga Renaud Verreydt con una Subaru Impreza Wrc 97 privata. E come già detto prima, Thiry scavalca Delecour.

Le vetture si dirigono dunque alla ps11 Torre del Vengore e qui il pubblico italiano può assitere ad un autentico capolavoro firmato da Andrea Dallavilla. Il bresciano della A.R.T. Engineering è imprendibile e sigla il miglior tempo assoulto, confermando quanto fatto di buono nella giornata precedente. I tifosi sono in visibilio e, appostati in ogni dove, danno un carica pazzesca ai nostri portacolori. Perchè il rally è anche questo! Con un’altro secondo parziale in parità con Burns, Mcrae risale la china e inizia a fiutare l’odore del podio grazie anche al ritiro di Didier Auriol. Il francese, fino a quel momento impeccabile, forza probabilmente il passo ed esce di strada mettendo definitivamente KO la sua Corolla Wrc. Un vero peccato per la Toyota, che ora deve riporre tutte le proprie forze sul “Matador” Carlos Sainz.

Sulla temibile ps12 Turpino a fare la voce grossa è ancora una vettura aspirata a trazione anteriore: i fratelli Panizzi schiantano la concorrenza e precedono Burns e Mcrae, con i britannici che sembrano definitivamente aver lasciato alle spalle una prima tappa con molte ombre e pochisime luci. Continua intanto la lotta per il vertice tra Liatti e Makinen, con il secondo ancora in vetta seppur con un vantaggio alquanto striminzito. Passiamo alla ps13 Ponzone da oltre 22 km. Ad aggiudicarsi il crono è Makinen, ma dietro di lui succedono parecchi colpi di scena. Bruno Thiry fa segnare soltanto il ventunesimo tempo e scivola all’ottavo posto, lasciando strada a Mcrae e Burns. Respira momentaneamente Carlos Sainz, che vede barcollare il suo vantaggio sugli inseguitori per il terzo gradino del podio. A salutare invece anzitempo la compagnia è Juha Kankkunen. La prima guida della Ford è autore di un brutto incidente da cui la sua Escort Wrc ne esce malconcia. Fortunatamente l’equipaggio rimane illeso ma lo spavento è stato importante.

Credits: Petr Fitz – EWRC.CZ

Siamo giunti a metà giornata, e sulla ripetizione della Loazzolo è  Colin Mcrae a dare la zampata. Makinen arrotonda il vantaggio su Liatti mentre Dallavilla è nuovamente a ridosso dei migliori con ancora un quarto tempo assoluto. Thiry intanto non molla e a testa bassa riprende il sesto posto ai danni di Delecour e Panizzi. Stazionario al nono posto Philippe Bugalski. Sulla Madonna della Neve2 Mcrae e Liatti siglano una fantastica doppietta. Lo scozzese si avvicina ormai minaccioso a Sainz mentre l’italiano riapre i giochi per la vittoria. Makinen riduce il suo largo a soltanto 4.6″. Nel frattempo si infiamma sempre di più la lotta tra le due ruote motrici: Delecour sorpassa il compagno Panizzi al settimo posto, mentre la Citroen Xsara di Bugalski occupa la nona posizione con un gap di appena 4.3″. Una goduria per gli occhi, ma soprattutto per le orecchie sentire passare quei famigerati motori aspirati da quasi 300 cavalli!

La ripetizione della Torre del Vengore attesta un secondo grande capolavoro di Andrea Dallavilla, capace di strappare un altro scratch (questa volta a pari merito con Makinen) e far sognare tutto il pubblico. Ad essere onesti, come poteva essere altrimenti? Seguono quindi Mcrae, Burns, Liatti e Sainz. Delecour sigla invece il terzultimo tempo assoluto a causa di noie elettriche accusate dalla sua 306 Maxi, lasciando la scena a Panizzi e Bugalski. Da segnalare inoltre l’ottimo percorso fin qui disputato da Andrea Navarra: il romagnolo entra nella Top Ten con la “vecchia” Subaru Impreza 555 in coppia con il ligurissimo Renzo Casazza. Poco distanti Andrea Aghini e Loris Roggia con la Corolla Wrc. Ultima sessione di assistenza e immediatamente gli equipaggi si dirigono verso la ps17 Turpino2 dove ad avere la meglio è ancora un perfetto Tommi Makinen. La sua Lancer Evo 5 danza tra le mille curve piemontesi e porta il vantaggio a 13.2″ su Piero Liatti. Mcrae invece continua con la sua furiosa rimonta e scalza dal podio virtuale Carlos Sainz, che nulla può contro il fulmine blu della Prodrive. Amarissimo ritiro per Delecour: il guasto elettrico non dà scampo al Leone Rampante e mette il povero Francois fuori dai giochi quando poteva ancora dare tanto alla Peugeot Sport.

Ultima fatica di giornata con la ps18 Ponzone2. Acuto di Tommi Makinen, che pare possa congelare una vittoria quasi assicurata, seguono le Impreza di Mcrae e Liatti, la Corolla di Sainz e i tricolori Dallavilla e Navarra. Il bresciano supera Panizzi e va a letto con la provvisoria ottava posizione assoluta in pugno. Tappa superlativa!

Credits: Petr Fitz – EWRC.CZ

Tappa 3: Panizzi si scatena, Makinen vince il rally su Liatti e Mcrae

Gli equipaggi rientrano sul lungomare ponentino dopo la parentesi del basso Piemonte e sono pronti per l’ultima massacrante giornata nuovamente nell’entroterra imperiese. Il 40° rally di Sanremo è alle ultime battute e i riflettori sono tutti puntati sul leader attuale Tommi Makinen, in procinto di regalare alla casa dei Tre Diamanti il primo urrà nella classicissima ligure.

La ps19 Bignone è però terra di conquista delle sempre più competitive Kit Car: Panizzi precede di un soffio Bugalski, con i due galletti transalpini che dimostrano quanto possono essere fastidiose sull’asfalto asciutto queste tuttoavanti del Gruppo PSA. Seguono Liatti, Makinen e Sainz. L’iberico vede riaprirsi dinanzi a sè uno spiraglio che porta al podio, con un ritardo su Mcrae di 5.3″. Una lotta bellissima e che lascia tutti gli addetti ai lavori col fiato sospeso! non si può dire lo stesso per Richard Burns che scivola al decimo posto a causa di nuovi problemi tecnici, vanificando quanto fatto di buono per tutto il sabato di gara. La ps20 Monte Ceppo vede ancora un acuto di un velocissimo Makinen che precede un Panizzi scatenato, il compagno Burns, Liatti e un mai domo Thiry. Davvero monumentale il belga, che dimostra una volta tanto di essere un’eccellente seconda guida. Si avvicina ancora Sainz a Mcrae, con il vantaggio dello scozzese ormai ridotto a sette miseri decimi. Dramma sportivo invece in casa Citroen: Philippe Bugalski, fino a questo momento vicino alla perfezione, esce di strada e spiana la strada al “fratello coltello” Panizzi per la vittoria nelle due ruote motrici. Una sana guerra tra due asfaltisti purissimi che hanno saputo dare del filo da torcere a tutti quanti, a bordo di due vetture che rimarrano di diritto tra le pagine più belle di questo sport.

Credits: Petr Fitz – EWRC.CZ

La ps21 vede ripetersi il tratto di Pantasina, già percorso venerdì mattina. Panizzi è ancora il più veloce di tutti, seguono Liatti e il trentino Renato Travaglia con la Peugeot 306 Maxi. Makinen alza saggiamente il piede per amministrare e segna il sesto tempo, mentre Mcrae tiene a distanza Sainz. Si ritorna anche sul mitico Colle d’Oggia e, indovinate chi è ancora il più veloce… the wizard of tarmac Gilles Panizzi. La sua terribile 306 maxi aggredisce l’asfalto con delle urla mostruose e si mette dietro ancora Piero Liatti, Mcrae e Sainz. La lotta per il gradino più basso del podio non vuole proprio sbrogliarsi!

L’ultima assistenza della gara fa percepire tensione: mancano due prove speciali al termine e l’aria nei paddock delle squadre ufficiali si fa d’un tratto pesante.

Nella ps23 Bignone2 continua la marcia innarestabile di Gilles Panizzi, che segna ancora il tempo più veloce e mette nel mirino la quinta posizione assoluta presieduta da Thiry. Secondo parziale per Liatti che, almeno in cuor suo, non ha ancora smesso di credere in una rimonta beffarda nei confronti di Makinen. Il gap tra i due è di venti secondi: abbondanti e rassicurativi per l’asso finlandese. Prodrive e TTE invece col fiato sospeso per quanto concerne la terza posizione. I propri alfieri Mcrae e Sainz si giocheranno la medaglia di bronzo sull’ultima speciale, per una lotta al cardiopalma e da gustarsi tutta d’un fiato. Ottimo intanto il terzo tempo assoluto di Andrea Aghini.

Si giunge all’altimissimo atto di questo estenuante ma avvincente weekend. La ps24 Monte Ceppo2 incorona Tommi Makinen, freddo nell’evitare errori deleteri e soprattutto nel raccogliere un primo posto meritato e mai quasi messo in discussione. Una vittoria dal sapore particolarmente dolce per il finlandese, grazie alla quale recupera terreno su Carlos Sainz, giunto quarto,  in classifica piloti e si rilancia per la rincorsa al titolo (che vincerà grazie anche al disgraziato ritiro del Matador al RAC con il motore della Corolla che si ammutolisce improvvisamente ad una manciata di metri dall’arrivo, ndr). Ciliegina sulla torta: Tommi consegna la prima vittoria assoluta al Sanremo a Mitsubishi e Ralliart. Niente male insomma per un nordico nato e cresciuto sulla ghiaia scandinava!

Credits: Petr Fitz – EWRC.CZ

Onore al merito per gli idoli di casa Piero Liatti e Fabrizia Pons per non aver mai smesso di sognare il tanto agognato trionfo nel Rally d’Italia e al suo compagno Colin Mcrae, che si aggiudica la roulette del terzo gradino del podio. Rimonta completata anche per Gilles Panizzi, con il quinto posto assoluto strappato al fotofinish proprio a Bruno Thiry a bordo della Ford Escort Wrc.

Edizione d’oro insomma quella del 1998, con tanto spettacolo offerto lungo le prove speciali e con un pubblico d’altri tempi capace di trasmettere tanta passione e attaccamento ad uno sport che da lì in poi correrà verso un processo di mutamento innovativo inarrestabile (e non è detto sia stato un bene, ndr).

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