Big in Japan: i piloti giapponesi nella storia dei rally e del WRC

Nomi che hanno sempre strappato sorrisi e qualche buon risultato

Il nome Takamoto Katsuta circola ormai da diverse stagioni nel campionato del mondo rally e riscuote sempre grande simpatia tra gli appassionati.

Sempre disponibile e sorridente, al Rally di Monza 2020 si è tolto la soddisfazione di vincere la sua prima prova nel WRC (la Power Stage Serraglio 2) ed ha replicato la soddisfazione con due vittorie di stage anche al recente rally di Croazia. E poi il Safari 2021 con il primo podio nel campionato del mondo rally a portare un prestigioso risultato in terra nipponica che ne consolida ancora di più il ruolo nel team Toyota Gazoo Racing Team che lo ha sempre coinvolto anche nei testi di sviluppo delle vetture e nei vari asset promozionali del team sul mercato asiatico.

Ed entriamoci sulla Yaris con Takamoto sulle spettacolari strade di Finlandia:

Già, il mercato asiatico. Una zona di marchi automobilistici sempre più importanti e dal grande potenziale che hanno sempre desiderato avere un proprio pilota di spicco nel WRC, senza mai riuscirci fino infondo. Una storia che parte da lontano e che, ad oggi, arriva a Takamoto.

Nomi che hanno strappato sempre molti sorrisi, qualche sporadico risultato e tanto tanto marketing. Rivediamoli insieme.

Toshi Arai

Il vero simbolo del rallysmo nipponico dell’era moderna prima dell’avvento di Taka. Esordio nel mondiale con Subaru al Rally d’Australia 1997. 86 gare nel WRC con 11 punti totali ed il quarto posto all’Acropoli Rally 2000.

Nel 2004 ha fondato la sua squadra, il Subaru Team Arai, e ha vinto il FIA Production Car World Rally Championship per piloti nel 2005 e nel 2007 alla guida di una Subaru Impreza WRX STI , che lo ha reso il primo campione del mondo FIA giapponese.

Oggi è ancora in attività nel campionato giapponese che affronta sulla sua Subaru WRX STI.

Hiroshi Masuoka

Il più prestigioso nome nipponico nei raid e alla Dakar e vero uomo Mitsubishi. Dopo aver mancato clamorosamente la vittoria nel 2001 (il racconto nel video) ha vinto la Dakar nel 2002 e nel 2003, diventando il quarto pilota nella storia dell’evento a vincere in più edizioni consecutive. Durante la sua carriera alla Dakar, ha vinto 25 tappe, posizionandosi al quinto posto nella classifica di tutti i tempi per la categoria auto.

Ha vinto anche la Baja Italy del 2003 e la UAE Desert Challenge del 2004.

Il suo nome è da sempre associato al Pajero Mitsubishi con cui ha disputato fino all’ultima sua Dakar, nel 2009. Ritiro coinciso con il ritiro ufficiale della casa automobilistica dal prestigioso evento. Nonostante questo Masuoka collabora ancora con il marchio nelle pubbliche relazioni.

Kenjiro Shinozuka

Ad oggi il nome più importante, grazie alle due vittorie nel WRC al Costa D’Avorio sulla  Mitsubishi Galant VR-4. Con la stessa vettura ha vinto anche il Campionato Asia-Pacifico Rally nel 1988. Venti gare nel mondiale rally con 88 punti totalizzati, i primi al  Rallye de Portugal – Vinho do Porto 1981.

Quasi naturale il passaggio alla Dakar dove è diventato il primo giapponese a vincere il rally di resistenza più famoso del mondo nel 1997 alla guida di una Mitsubishi Pajero. Mai dimenticato il bruttissimo incidente all’edizione 2003: un durissimo impatto contro una duna gli aveva provocato un pesante trauma facciale che lo portò in coma mentre il suo navigatore  Thierry Delli-Zotti aveva riportato la frattura di entrambe le gambe.

La sua carriera è proseguita fino all’edizione 2007 disputata a bordo di una Nissan dopo aver “salutato” Mitsubishi nel 2002.

Fumio Nutahara

Nutahara ha fatto il suo debutto WRC nel 1999 al Rally di Nuova Zelanda ed il Rally di Cina a bordo di una Mitsubishi Lancer Evo V. Nel 2004 ha gareggiato nel Campionato Mondiale Rally Produzione su una Mitsubishi Lancer Evo VIII , chiudendo l’anno al nono posto in classifica, prestazione migliorata la stagione successiva con il quarto posto. Nel 2006, alla guida di una Mitsubishi Lancer Evo IX , Nutahara ha ottenuto la sua prima vittoria PWRC al Rally di Monte Carlo.

Vince poi ancora in Giappone, finendo anche lui ottavo assoluto, e a Cipro. Il suo navigatore più fedele è stato Daniel Barritt, attuale navigatore di Takamoto Katsuta. Concluse la stagione PWRC come secondo classificato. Nel 2007 e nel 2008 è arrivato settimo nello stesso campionato dedicato alle vetture Produzione.

Dopo una pausa dal WRC, Nutahara è tornato a partecipare al Rally Japan 2010 su una Ford Fiesta , finendo 23°.

Katsuhiko Taguchi

19 gare nel mondiale rally, con un 11 ritiri ed un solo punto al Rally Japan 2007. Ha costruito la sua carriera principalmente nei campionati asiatici, tra Australia e Nuova Zelanda.  Nel 1999 ha vinto l’ Asia-Pacific Rally Championship (APRC). Nel 2001 ha partecipato al Rally di Cipro come parte del team ufficiale Mitsubishi Ralliart . Ha concluso ottavo assoluto al Rally del Giappone 2007 , vincendo la categoria Gruppo N e segnando un punto WRC. Nel 2010 ha vinto di nuovo il titolo APRC .

Nobuhiro Tajima

Il re nipponico delle cronoscalate con una buona carriera come rallysta. Venti gare nel mondiale rally con 8 punti totalizzati e il settimo posto assoluto all’Olympus Rally 1988 come miglior risultato in carriera a bordo della Cultus GTI.

Proprietario di un’officina per l’elaborazione di auto da corsa inizia una collaborazione con Suzuki Sports nel 1986. Nel 1987 ha preso parte al FIA Asia Pacific Rally Championship e nell’Olympus Rally dello stesso anno è arrivato quindicesimo assoluto vincendo la sua classe e nell’anno successivo ha bissato il successo di classe arrivando settimo assoluto.

Quando nel 2001 è partito il progetto del Junior World Rally Championship, Tajima ha deciso di ritirarsi dalle competizioni l’anno seguente per diventarne il manager. Da quel momento in poi si è dedicato principalmente alle cronoscalate, ciò per cui è conosciuto in tutto il mondo.

Sicuramente avremo dimenticato qualcuno e continueranno ad essercene altri capaci di emozionarci e contagiarci con un sorriso che li accomuna tutti.
Fonte: RedBull Content Pool

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