Intervista esclusiva al giovane Matteo Fontana, 18 anni e tanta passione per i rally

Figlio d'arte del noto pilota Corrado e nipote di Luigi, ha già fatto parlare di se

Nella speranza di trovare e di scoprire sempre più nuovi talenti, la settimana scorsa eravamo presenti ai test preparativi del Rally Città di Pistoia, in compagnia della nuova leva del rallysmo italiano, che porta il nome di Matteo Fontana ed al suo migliore amico Alessandro Arnaboldi, presente ai test perché non può ancora correre al suo fianco per la sua giovane età.

Giovane, simpatico e alla mano. Tutti ingredienti promettenti per iniziare bene la carriera da pilota, che è sbocciata al Rally Golfo dei poeti all’età di appena 18 anni al fianco di Giovanni Agnese, già navigatore del padre Corrado, gara nella quale ha centrato subito un ottimo piazzamento giungendo 2° di classe R2B e 1° per quanto concerne gli Under 25.

Lo scorso weekend è stato affiancato dall’esperto Nicola Arena per disputare il Rally Città di Pistoia, gara valevole per la classifica Nazionale Zona 6 nella quale è giunto 21esimo assoluto e 3° di classe.

Di seguito l’intervista a Matteo. Buona lettura:

Buongiorno Matteo e benvenuto su Rallyssimo.it. La prima domanda è, quando e come ti sei appassionato al mondo dei rally?

Mi sono appassionato sin da bambino seguendo le orme di papà Corrado e di nonno Luigi, che tutt’ora corrono in macchina. Fin da quando avevo 3 mesi seguivo già sul campo i loro successi. All’età di 4 anni ho iniziato a correre nei Kart, dove però non ho mai fatto gare, ma ho maturato esperienza in pista che mi ha poi portato a salire su un sedile da rally.

Dai Kart spesso e volentieri si passa alle monoposto (fino magari alla Formula 1). La scelta dei Rally si può dire sia stata quasi scontata.

Il rally è lo sport di famiglia, tuttavia per quanto mi riguarda ritengo che i rally siano migliori della pista. La pista è bella ti permette di raggiungere velocità importanti in curva, però ogni curva nei rally è differente dall’altra, quindi sì, la scelta dei rally sta proprio in tutto questo.

Cosa ne pensa la tua famiglia di questa tua passione? 

La passione, come dicevo, è condivisa. I miei genitori sono molto contenti per quello che faccio, anche mamma mi segue nelle gare.

Quanto influiscono in te le figure di tuo padre Corrado e di tuo nonno Luigi?

Influiscono molto dal punto di vista dei risultati. Come è noto, mio padre ha vinto numerosi campionati e questo mi porta ad alzare sempre di più l’asticella come hanno fatto loro in passato. Di conseguenza hanno un’influenza notevole sulla mia preparazione, lavoro ogni giorno per poter di raggiungere il loro livello.

Qual è stata la prima vettura sulla quale sei salito? Raccontaci la tua esperienza!

La prima macchina da rally con la quale ho corso è la Peugeot 208 R2B al Rally Golfo dei Poeti a La Spezia al fianco di Giovanni Agnese, la quale mi ha aiutato a condurre la vettura in trasferimento per via dell’età. Il rally è andato molto bene ho portato a casa un buon secondo posto di classe, quindi sono molto soddisfatto. Con la macchina mi trovo molto bene, è molto bella da guidare e nonostante sia “piccola” come classe spinge molto.

Quali sono le emozioni e i pensieri che provi prima di salire sulla vettura?

La felicità di stare al volante. E’ la cosa che più desidero fare.

Quali saranno i tuoi progetti futuri?

In primis poter finalmente stare al fianco del mio migliore amico Alessandro Arnaboldi, il quale purtroppo, per via dell’età, non può navigarmi in Italia. E’ stato al mio fianco al Rally Bianco Azzurro a San Marino e nei test pre Città di Pistoia. Spero un giorno di riuscire ad arrivare nel mondiale rally, ma voglio restare coi piedi per terra, cercando di migliorare gara dopo gara e cercando di capire il livello in cui sono man mano che vado avanti nel mio percorso. (ndr, con la conferma di Alessandro presente al suo fianco durante l’intervista)

Domanda rivolta ad entrambi, chi sono i vostri idoli?

Matteo: il mio idolo in assoluto è mio nonno Luigi, fin da quando ero piccolo, assieme a Sebastien Loeb, papà e Paolo Andreucci.

Alessandro: Nicola Arena! Diventare un mito come lui è la mia massima aspirazione, mi aiuta tantissimo nel lavoro che svolge, è un navigatore completo, ha grandissima esperienza e quello che riesce a fare non è da tutti. Quelli del mondiale non li conosco quindi non posso basarmi su di loro, ma conosco Nicola e mia basta lui (ride).

Consigli per chi vuole intraprendere questo sport?

Determinazione. La prima cosa che ci è stata insegnata è essere determinati a raggiungere gli obiettivi e solo con la determinazione si raggiunge qualcosa che si vuole davvero. Non devi mai salire in macchina senza metterci il 100%, solo così si arriva in fondo contenti e ci si è divertiti.

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