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WRC, Barbosa anticipa novità pesanti: “Nel 2027 arriverà un nuovo costruttore ufficiale europeo”

Rivelazione da parte del boss della gara lusitana che apre a scenari sempre più interessanti

Il Mondiale Rally si prepara a una fase di cambiamento profondo. A confermarlo, con dichiarazioni tutt’altro che banali, è stato Carlos Barbosa, presidente dell’Automobile Club de Portugal e figura centrale nell’organizzazione del Rally del Portogallo, intervenuto ai microfoni dell’emittente portoghese RTP.

Barbosa ha parlato del futuro del WRC, delle nuove regole attese dal 2027, dell’arrivo di nuovi progetti privati e, soprattutto, di un possibile nuovo costruttore ufficiale pronto a entrare nella serie.

Un nuovo costruttore europeo in arrivo

Il passaggio più interessante dell’intervista riguarda proprio l’ingresso di un nuovo marchio nel Mondiale. Al momento, per il regolamento WRC27, sono già stati annunciati due progetti privati: il belga Project Rally One e WRT Rally1 Spain, struttura legata alla spagnola RMC Motorsport.

Secondo Barbosa, però, non sarà tutto qui.

“Il prossimo anno avremo un altro costruttore ufficiale, che non posso ancora rivelare perché ho promesso di non farlo. Ma è europeo. Verrà annunciato a giugno”, ha dichiarato Barbosa.

Una frase che inevitabilmente accende la curiosità. Dopo anni in cui il WRC ha vissuto con un numero molto ristretto di Case impegnate al vertice, l’arrivo di un nuovo costruttore rappresenterebbe una notizia di grande peso per il campionato. Non solo per la griglia di partenza, ma anche per la credibilità tecnica e commerciale della nuova era regolamentare.

Il nuovo WRC prende forma verso il 2029

Barbosa ha poi spiegato come il percorso non si limiterà al 2027, ma guarderà soprattutto al medio periodo. L’obiettivo sarebbe quello di costruire un Mondiale più ampio e sostenibile entro il 2029, quando le nuove vetture e i nuovi kit dovrebbero essere ormai pienamente integrati nel campionato.

“Stanno puntando a un nuovo Mondiale dal 2029 in poi, quando tutte le vetture saranno già presenti e i team privati entreranno con nuove macchine. Yves Matton, per esempio, entrerà il prossimo anno con una vettura completamente nuova, Project Rally One”.

Il concetto è chiaro: meno dipendenza dalle attuali vetture Rally1 e più spazio a una piattaforma tecnica capace di coinvolgere Case, strutture private e nuovi investitori. Barbosa ha parlato anche della scomparsa delle attuali vetture Priority 1, con il mantenimento delle P2 equipaggiate con nuovi kit.

In pratica, l’intento sarebbe quello di abbassare il livello dei costi e della complessità tecnica, senza però ridurre lo spettacolo. Una sfida non semplice, perché il WRC deve riuscire a restare il vertice della disciplina senza diventare economicamente irraggiungibile.

Il ruolo del nuovo promoter

Un altro elemento centrale riguarda il futuro commerciale del campionato. Il WRC dovrebbe infatti presto avere un nuovo promoter, anche se la conferma ufficiale è ancora attesa. Secondo le indiscrezioni, i diritti commerciali sarebbero destinati al gruppo francese Cosmobilis, sostenuto anche dall’ex dirigente di Formula 1 Eric Boullier.

La questione non è secondaria. Il promoter avrà un ruolo fondamentale nel definire la direzione futura del Mondiale, dalla valorizzazione del prodotto televisivo alla capacità di attrarre nuovi marchi, sponsor e mercati.

In un momento in cui il WRC sta cercando di ripensare la propria identità, la parte tecnica e quella commerciale dovranno necessariamente camminare insieme. Altrimenti si rischia il solito grande classico del motorsport moderno: belle idee sulla carta, portafogli che fanno retromarcia più veloci di una Rally2 in inversione.

Il confronto con Malcolm Wilson

Barbosa ha raccontato anche un colloquio avuto con Malcolm Wilson, fondatore di M-Sport e attuale vicepresidente FIA per lo sport. Un confronto che aiuta a capire bene perché la riduzione dei costi sia diventata una priorità assoluta.

“Mi ha detto: Carlos, la quantità di denaro che spendo nei rally non ha assolutamente senso, perché non ho il supporto di Ford, non ho un ritorno sull’investimento ed è molto complicato, perché queste vetture costano una fortuna”.

Da qui la necessità di abbassare il livello economico della categoria, senza snaturare la competitività.

“Abbasseremo un po’ il livello, ma non la competitività. Abbasseremo anche i costi, in modo che più costruttori possano entrare”.

È probabilmente questo il punto chiave del futuro WRC: trovare un equilibrio tra prestigio, accessibilità e spettacolo. Le attuali Rally1 hanno garantito prestazioni elevate, ma il loro costo ha limitato fortemente il numero di marchi e vetture al via. Il nuovo regolamento dovrà dimostrare di poter aprire davvero il campionato, senza trasformarlo in una categoria meno attrattiva per piloti, Case e pubblico.

Per ora, la frase di Barbosa sul nuovo costruttore europeo resta il passaggio più forte. L’annuncio è atteso per giugno e potrebbe rappresentare uno dei primi veri segnali della nuova direzione del Mondiale Rally.

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