Millener guarda oltre il rally tradizionale: “Le opportunità sono enormi”
Il manager di M-Sport spinge nuovamente a guardare oltre gli orizzonti e le prove speciali
Richard Millener ha una visione piuttosto chiara: il rally deve imparare a vendersi meglio. Non solo come disciplina tecnica, fatta di prove speciali, tempi e intertempi, ma come vero spettacolo capace di coinvolgere famiglie, bambini e pubblico occasionale.
Il team principal di M-Sport Ford ne ha parlato durante il Rally del Portogallo, raccontando un episodio curioso nato quasi per caso. Dopo il Rally Islas Canarias, Millener è volato ad Aberdeen per visitare strutture e location in vista del futuro Rally Scotland, previsto per il prossimo anno. Ma il viaggio si è trasformato anche in una fonte d’ispirazione inattesa.
L’hotel scelto dall’associazione motoristica locale si trovava infatti proprio di fronte a una grande arena dove si stava svolgendo una tappa della Premier League Darts. Millener, che si è definito “un fan segreto delle freccette”, ha deciso di comprare un biglietto e assistere all’evento.
“Sono rimasto seduto in fondo all’arena per tre ore e mezza, completamente sobrio. La cosa interessante era vedere la gente sempre più coinvolta durante la serata. Tutti aspettavano le canzoni d’ingresso dei giocatori, con il pubblico che cantava insieme”.
Quello che lo ha colpito non è stato tanto l’aspetto sportivo in sé, quanto il modo in cui l’evento veniva costruito. Per Millener, molte persone non erano lì solo per vedere le freccette, ma per vivere l’atmosfera: musica, ingresso dei protagonisti, birra, cori, spettacolo. Insomma, un pacchetto completo.
“Se riesci a vendere così le freccette, uno sport in cui fai fatica persino a vedere cosa sta succedendo, e farlo per 16 weekend di fila generando mezzo milione di sterline in biglietti, allora puoi vendere qualsiasi cosa”.
Da qui l’idea: perché non applicare lo stesso approccio anche al rally? Secondo Millener, il Rally Scotland potrebbe sfruttare il P&J Live di Aberdeen, la più grande arena indoor della Scozia e la quinta del Regno Unito, per creare uno show pensato non solo per gli appassionati puri, ma anche per chi magari non ha mai seguito una prova speciale in vita sua.
Il riferimento è anche alla prova spettacolo vista al Rally Islas Canarias, con un tracciato allestito in arena tramite barriere in cemento. Un format che, a suo dire, ha funzionato meglio del previsto.
“All’inizio ero scettico, ma in realtà ha funzionato molto bene. Alcuni fan più tradizionali mi hanno detto che era una cosa nella media, ma i loro amici che non seguono il rally l’hanno adorata”.
Per Millener, il punto non è sostituire il rally vero, quello delle strade, della velocità e della navigazione. Il punto è aggiungere un contenitore più spettacolare, capace di attirare persone nuove e trasformare un appuntamento del WRC in un weekend di intrattenimento.
La sua proposta è semplice, quasi brutale nella sua efficacia: auto da rally che si sfidano tra barriere, arena piena, tempi morti ridotti al minimo e, subito dopo, altri elementi di richiamo come monster truck o motocross freestyle.
“Non servono nemmeno i salti, perché sono troppo complicati da realizzare. Basta far inseguire le auto intorno alle barriere di cemento. Poi liberi rapidamente l’arena e puoi far entrare monster truck o moto da cross con grandi salti”.
L’idea, quindi, è vendere il rally come parte di un’esperienza più ampia. Non solo prove speciali per chi conosce già ogni pilota, ma un evento che possa funzionare anche per chi vuole semplicemente passare una serata diversa.
“Auto da rally, moto, monster truck: trasformiamolo in uno spettacolo per tutto il weekend. Venerdì sera, sabato sera, tante cose da vedere. È così che coinvolgi famiglie e bambini”.
Secondo Millener, se il pubblico torna a casa con la sensazione di aver vissuto un grande weekend, sarà molto più facile rivederlo anche l’anno successivo. Ed è qui che, per il numero uno di M-Sport, il WRC deve iniziare a guardare con più coraggio.
“Le opportunità sono enormi”.
Una visione che farà discutere, soprattutto tra i puristi. Ma in un Mondiale che continua a interrogarsi su come allargare il proprio pubblico, la provocazione di Millener ha un merito: mette il dito su un punto che il rally non può più ignorare. Oggi non basta essere spettacolari. Bisogna anche saperlo raccontare, confezionare e vendere.