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ERC, caso Kolčák al Royal Rally: squalifica per comportamento inaccettabile durante un controllo

Episodio vergognoso e sanzione ineccepibile

Il BAUHAUS Royal Rally of Scandinavia 2026 si chiude con una notizia che poco ha a che fare con i tempi in prova speciale e molto, purtroppo, con il comportamento fuori dall’abitacolo. Róbert Kolčák, pilota slovacco impegnato nell’appuntamento svedese del Campionato Europeo Rally, è stato squalificato dalla gara dopo un episodio avvenuto durante un controllo dell’equipaggiamento di sicurezza.

Secondo quanto riportato nella decisione dei commissari sportivi circolata online e ripresa anche da diversi profili social, Kolčák avrebbe rivolto a una commissaria impegnata nel controllo del materiale di sicurezza una frase a sfondo sessuale, chiedendole se volesse vedere i suoi genitali, per poi compiere anche un gesto esplicito. Un comportamento giudicato evidentemente incompatibile con il contesto sportivo e con il rispetto dovuto agli ufficiali di gara.

Una decisione pesante ma inevitabile

La risposta dei commissari è stata netta: squalifica dalla competizione. Una misura pesante, certo, ma proporzionata alla gravità dell’episodio descritto. Nel motorsport si discute spesso di regolamenti tecnici, penalità, gomme, tagli di curva e interpretazioni più o meno severe. Qui, però, il piano è completamente diverso: non siamo davanti a un episodio sportivo controverso, ma a una questione di comportamento, rispetto e sicurezza dell’ambiente di lavoro.

Gli ufficiali di gara, i commissari e tutto il personale coinvolto in un rally operano in condizioni spesso complesse, con ritmi serrati e responsabilità importanti. Un controllo sull’equipaggiamento non è una formalità fastidiosa, ma una procedura necessaria per garantire che piloti e navigatori possano affrontare la gara nelle condizioni previste dai regolamenti.

Kolčák era al via con una Hyundai i20 N Rally2

Kolčák, classe 1989, figura nell’elenco dei piloti ERC come portacolori slovacco del Chooligan Racing Team/Kowax DST Racing, con Július Lapdavský alle note e una Hyundai i20 N Rally2. Il Royal Rally of Scandinavia, secondo round del FIA European Rally Championship 2026, si è disputato in Svezia dal 22 al 24 maggio su fondo sterrato, con base a Karlstad.

Proprio per questo il caso ha avuto una certa eco tra gli appassionati: non si tratta di una gara locale passata sotto traccia, ma di un appuntamento internazionale del calendario europeo, seguito da team, media e pubblico.

Un episodio che il rally non può permettersi di minimizzare

La vicenda, per quanto scomoda da raccontare, merita attenzione perché tocca un tema più ampio: il motorsport non vive solo di cronometri, traversi e classifiche. Vive anche di persone. E se si vuole continuare a rendere l’ambiente dei rally più professionale, accessibile e rispettoso, episodi di questo tipo non possono essere derubricati a “goliardia” o a semplice caduta di stile.

La squalifica di Kolčák manda quindi un messaggio chiaro: certi comportamenti non hanno spazio in una competizione FIA. Punto. Senza bisogno di troppi tornanti interpretativi.

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