Katsuta promette battaglia in Giappone: “Sarà full attack”
La gara di casa per continuare una stagione da grande
Takamoto Katsuta non vuole nascondersi. Davanti al pubblico di casa, nel prossimo FORUM8 Rally Japan, il pilota Toyota ha un solo obiettivo in testa: attaccare. Senza calcoli, senza mezze misure, con la voglia di trasformare finalmente il sogno della vittoria casalinga in realtà.
Il giapponese arriverà all’ultimo appuntamento su asfalto della stagione 2026 in uno dei momenti migliori della sua carriera. Dopo essersi sbloccato con i successi al Safari Rally Kenya e al Croatia Rally, Katsuta sembra aver tolto quel peso dalle spalle che spesso, negli anni scorsi, lo aveva accompagnato nei momenti decisivi. Il primo successo nel Mondiale è arrivato, la fiducia è cresciuta e con essa anche la costanza di rendimento, tanto da portarlo per un tratto della stagione anche in testa alla classifica iridata.
Ora, però, arriva l’appuntamento più emotivo. Il Rally Japan, quello che per Katsuta non potrà mai essere una gara come le altre.
Lo scorso anno il pilota Toyota era pienamente in lotta per il successo, prima che un errore sulla SS11 innescasse un problema al servosterzo e compromettesse le sue ambizioni. Una delusione pesante, soprattutto davanti al pubblico di casa, ma anche una lezione che Katsuta sembra intenzionato a trasformare in benzina.
“Non ci sono dubbi, sarà full attack. È molto semplice. L’anno scorso ho avuto delle difficoltà e quest’anno proverò a fare meglio”, ha dichiarato Katsuta.
Il giapponese arriverà in Giappone con un dettaglio non secondario dalla sua parte: sarà secondo sulla strada, alle spalle del compagno di squadra Elfyn Evans, dal quale è separato da 12 punti in classifica. Su prove tecniche e insidiose come quelle giapponesi, la posizione di partenza può avere il suo peso, anche se Katsuta mantiene un certo equilibrio nell’analisi.
“Certo, la posizione su strada è buona. Sarebbe stato meglio essere davanti, ma Elfyn ha fatto un ottimo lavoro in Portogallo da prima vettura sulla strada, quindi se lo merita. Io devo solo sistemare le piccole cose e migliorare dove serve”.
La sfida, però, sarà tutt’altro che semplice. Anche restando soltanto dentro al box Toyota, Katsuta si troverà davanti una concorrenza di altissimo livello. Il team giapponese schiererà infatti cinque vetture e, realisticamente, tutti i piloti potranno ambire al risultato pieno.
Sébastien Ogier ha vinto l’edizione dello scorso anno battendo Evans e in Giappone, dal ritorno della gara nel calendario WRC nel 2022, non è mai sceso oltre il quarto posto. Elfyn Evans, dal canto suo, ha un feeling ancora più evidente con queste strade, avendo vinto il Rally Japan nel 2023 e nel 2024.
Poi ci sono i giovani, ma ormai non più semplici outsider. Sami Pajari proprio in Giappone ha conquistato il suo primo podio assoluto nel WRC e in questa stagione ha confermato una crescita impressionante, con altri quattro podi nelle ultime sei gare. Oliver Solberg, invece, ha già dimostrato di poter essere velocissimo sull’asfalto, vincendo a Monte-Carlo a gennaio e lottando per il successo al Rally Islas Canarias.
Katsuta sa benissimo che per vincere in casa dovrà battere prima di tutto i suoi compagni di squadra. E lo fa con una metafora decisamente efficace, prendendo in prestito il linguaggio della Formula 1.
“Elfyn sarà fortissimo, come sempre, e ci sarà anche Seb. Sami ora è molto veloce e Oliver è rapidissimo, quindi non è mai facile. Io proverò a fare del mio meglio”.
“È una cosa folle, ma bella, avere un gruppo di compagni così forte. Qualcuno mi ha detto che è come essere in un team di Formula 1 con Lewis Hamilton, Fernando Alonso e Max Verstappen come compagni, più Oliver Bearman. In pratica sono in una squadra così. Non è facile batterli, ma è per questo che si chiama Mondiale Rally. Io proverò a farlo”.
Per Katsuta il Rally Japan 2026 rappresenta quindi molto più di una semplice occasione di vittoria. È la gara di casa, certo, ma anche un possibile passaggio chiave nella sua stagione e nella sua crescita definitiva da pilota vincente del WRC.
La pressione ci sarà, inevitabilmente. Il pubblico spingerà, Toyota correrà davanti ai propri tifosi e il livello della concorrenza interna sarà altissimo. Ma questa volta Katsuta sembra arrivare all’appuntamento con una consapevolezza diversa.
Il messaggio, in fondo, è già chiaro: in Giappone non si correrà per gestire. Si correrà per attaccare.