Alex Lorenzato, dalla passione nata a Bassano al sogno CIRT: “Voglio vincere il campionato, ma resto realista”
Intervista con la giovane promessa che sta ben figurando nel campionato italiano rally terra
Un percorso costruito passo dopo passo, senza bruciare le tappe, passando dalle prime esperienze con vetture piccole fino all’attuale impegno nel Campionato Italiano Rally Terra al volante della Ford Fiesta Rally3. Alex Lorenzato sta vivendo una stagione importante, forte di un adattamento rapido allo sterrato e di risultati che lo hanno già proiettato tra i protagonisti della categoria.
Dalle origini della sua passione al rapporto con Franco Cunico, passando per il ruolo del team PR2, gli obiettivi stagionali e il sogno di disputare un giorno una gara mondiale su terra: abbiamo fatto una lunga chiacchierata con il pilota veneto, cercando di ripercorrere le tappe più significative della sua crescita sportiva.
Partiamo dalle origini: come è nata la tua passione per i rally?
La mia passione è nata da bambino. Con la mia famiglia e altri amici andavamo a vedere il Rally di Bassano, perché abito praticamente vicino a Bassano, a circa sette chilometri. Sono sempre stato portato a vederlo fin da piccolo. In più mio papà aveva la cassetta di un suo cliente che correva: l’ho consumata a forza di riguardarla. Da lì hanno capito che c’era passione.
C’è un ricordo in particolare che ti ha fatto capire che volevi iniziare a correre?
Sì. Mio papà correva con i go-kart e io, a quattro anni e mezzo, sono andato dal titolare della pista dove correva, a sua insaputa, e gli ho chiesto se aveva un go-kart da farmi provare. Ero entusiasta all’idea di guidare.
Nel corso delle gare e delle stagioni affrontate finora, c’è un momento o un rally che consideri un punto di svolta della tua carriera?
Direi il campionato IRC 2024, quando siamo arrivati secondi con la Rally5. Quello è stato un vero punto di svolta. Però c’è stata anche una gara dell’anno prima, nel 2023, sempre con la Rally5: l’Isola d’Elba, dove abbiamo chiuso secondi di classe. Da lì è iniziato un cambiamento, poi la stagione successiva è stata il trampolino.

Quindi, dopo quei primi risultati positivi, hai iniziato a pensare che potesse nascere qualcosa di importante.
Sì. E se vogliamo individuare un altro momento importante, direi il Brunello del 2024, dove ho corso con la 208 e siamo arrivati secondi di classe dietro a Pesavento.
Un risultato tutt’altro che banale.
No, infatti. Il primo giorno avevo già guidato sulla terra, ma mai con una macchina da corsa seria come la Rally4. All’inizio ero un po’ più distante, poi la domenica sono arrivato praticamente a fare i suoi stessi tempi. È stata una bella soddisfazione.
Il tuo debutto competitivo su terra in Italia è stato proprio il Brunello 2024?
Sì, in Italia sì. Prima avevo già fatto il Due Castelli in Croazia e qualche esperienza in pista su terra, ma niente di particolarmente significativo. Quindi sì, il debutto competitivo in Italia è stato il Brunello 2024.
Hai seguito un percorso molto lineare, passando da Saxo N2, Peugeot 208 R2, Clio Rally5, 208 Rally4 fino alla Fiesta Rally3. Nei vari passaggi da una vettura all’altra, quale ti ha richiesto il maggiore adattamento?
La Clio Rally5, nonostante sia una macchina che si potrebbe considerare semplice, mi ha richiesto un po’ più di adattamento. Non è una vettura super professionale, però per arrivare ai livelli di vertice, soprattutto nell’IRC, ci è voluto del tempo. Anche con la 208 sull’asfalto la svolta è arrivata da metà stagione in poi, quando abbiamo iniziato a raccogliere risultati molto positivi.

Quindi sono vetture magari facili da guidare, ma difficili da portare davvero al limite.
Esatto, hai centrato il punto. Sono classi molto combattute, con piloti forti. Anche l’IRC è un campionato dove ci sono premi in palio, quindi la competitività è molto alta.
In questa fase della tua carriera c’è un aspetto della guida su cui stai lavorando maggiormente, oppure ti stai adattando rapidamente alla Fiesta Rally3?
Mi sto adattando molto velocemente. L’anno scorso abbiamo fatto la prima gara del Campionato Italiano a Foligno: sono salito in macchina senza fare nemmeno un chilometro di test e abbiamo centrato subito la vittoria di classe. Lì abbiamo capito che forse era una macchina che non mi dava particolari problemi per riuscire a spingere. E sicuramente la terra è un fondo che mi viene più semplice.
Ti aspettavi un adattamento così rapido allo sterrato, considerando che avevi corso prevalentemente su asfalto?
Quando avevo corso su sterrato, anche al Due Castelli o nelle esperienze più amatoriali in pista, avevo sempre visto che riuscivo a guidare con una certa semplicità. Non mi aspettavo di ottenere subito determinati risultati, però pensavo di poter essere abbastanza competitivo.
Attualmente hai qualcuno che ti affianca a livello di coaching?
Sì, Franco Cunico.
Come è nato il rapporto con Franco Cunico?
È nato tramite la PR2, il team con cui corro praticamente da sempre. Ho sempre trovato splendide persone al loro interno, corrette e disponibili ad aiutarmi. Paolo, il titolare della PR2, ha conosciuto Franco e me lo ha fatto conoscere. Tra me e lui è nato subito feeling: ci siamo trovati d’accordo su tante cose, ha visto che lo ascoltavo e pian piano abbiamo instaurato il rapporto che abbiamo oggi. Franco è sempre presente a ogni gara: dove sono io, c’è anche lui.

Questa collaborazione è iniziata quest’anno o prosegue già da più tempo?
È iniziata quando ho fatto il primo anno di IRC con la Rally5, quindi nel 2024. In realtà ci eravamo conosciuti già nel 2023 e avevamo iniziato a lavorare un po’, ma il rapporto è diventato davvero serio nel 2024.
Quanto è importante avere al tuo fianco una figura come Franco Cunico, che ha vissuto i rally ad altissimo livello?
Tantissimo. Oltre alle nozioni tecniche, sia di guida sia sulla macchina, una persona con la sua esperienza ti aiuta anche nella crescita professionale e personale.
Quindi senti che il suo supporto è importante anche nell’approccio alla gara, non solo nella guida.
Assolutamente sì.
C’è un insegnamento che ritieni particolarmente importante tra quelli che ti ha trasmesso finora?
Ce ne sono talmente tanti che faccio fatica a sceglierne uno. Però mi ha sempre spronato a dare il meglio di me, sia nei momenti più semplici sia soprattutto in quelli difficili. Questo è stato un grande insegnamento.
Mi viene in mente il Valtiberina di quest’anno. Nella prova notturna siamo stati sfortunati: abbiamo impattato contro una roccia che era dietro una curva ed era praticamente impossibile da schivare. La domenica era difficile, perché sia io che Nicolò, il mio navigatore, eravamo demoralizzati. I ragazzi della PR2 in mezz’ora di assistenza hanno sistemato la macchina e siamo ripartiti con una vettura perfetta, e con Franco abbiamo trovato la forza di dire: “Ci proviamo lo stesso, anche se non possiamo lottare per vincere”.

Quest’anno come è nata l’opportunità di affrontare il Campionato Italiano Rally Terra?
Vedendo i risultati ottenuti a Foligno e al Brunello dell’anno scorso, dove siamo riusciti anche a entrare nei primi dieci assoluti, ne abbiamo parlato insieme: io, Franco e Paolo della PR2. Abbiamo deciso di provare a inseguire il CIRT e, con l’aiuto degli sponsor che mi supportano, siamo riusciti a prendere il via.
Visti i risultati ottenuti finora, quali obiettivi ti poni per il resto della stagione?
L’obiettivo principale è vincere il campionato. Siamo in testa e quindi è quello il traguardo. Poi mi piacerebbe riuscire ad andare oltre il decimo posto assoluto in qualche gara. All’Adriatico non ci siamo riusciti per pochi secondi, però sarebbe una bella soddisfazione con una macchina più piccola.
Un po’ sulle orme di quanto fatto da Fontana lo scorso anno con la Rally3?
Sì, esatto. È difficile, però ci proviamo. Ci sono tantissimi piloti di alto livello, soprattutto sulle Rally2. Non dico di entrare nei primi cinque, però riuscire a superare il decimo posto, magari con un nono o un ottavo assoluto, sarebbe molto bello. Sono realista.
Nel resto della stagione ti vedremo sempre impegnato nel CIRT o anche in gare fuori campionato?
Sicuramente faremo tutto il CIRT. Poi, se riusciremo, mi piacerebbe fare la gara di casa, il Rally di Bassano, ma è ancora tutto in alto mare. Per ora sono concentrato al 100% sul campionato.
Come prepari un weekend di gara quando non sei ancora al volante?
Sicuramente faccio attività fisica, ma quella la faccio sempre, a prescindere dalla gara. Poi mi sento con il navigatore per preparare al meglio il piano delle ricognizioni, perché è una cosa fondamentale: sapere gli orari, capire quanto siano sbrigative o se si possa lavorare con più calma. Inoltre guardo i video caricati dall’organizzazione, anche perché sono quasi tutte gare nuove per me, a parte il Brunello, che affronterò a fine anno, e Foligno, che ho già disputato a inizio stagione.
Oggi i video possono essere un grande aiuto prima delle ricognizioni.
Sì, sono un grande aiuto. Arrivare il giovedì delle ricognizioni senza aver mai visto le strade è diverso rispetto ad arrivare avendo già un’idea della tipologia di percorso. Poi i video sono realistici fino a un certo punto: magari una curva sembra in un modo, poi arrivi lì e scopri che è diversa. Però ti fai comunque un’idea, capisci se una strada è veloce o lenta.
C’è un rally che sogni di disputare almeno una volta nella vita?
Sicuramente mi piacerebbe affrontare una gara del Mondiale. È il sogno che hanno tanti bambini e io ce l’ho da quando ero piccolo. Mi è sempre piaciuto il Monte Carlo, per quella situazione in cui non sai mai se nevica o non nevica. Però oggi ti direi che mi piacerebbe disputare una gara mondiale su terra. Non ne ho una in particolare: se mai avessi l’opportunità, sarebbe bellissimo, qualunque essa sia.
Se potessi dare un consiglio all’Alex degli inizi, quale sarebbe?
Gli direi di crederci sempre. Se hai un sogno e ci metti tanto impegno, magari qualcosa riesci a raccogliere. E soprattutto gli direi di fare un percorso intelligente. Passare da macchina a macchina, come ho fatto io, è stato molto istruttivo a livello di guida.
Quindi fare un po’ di sana gavetta.
Esatto. Secondo me è importante. Ci sono piloti che saltano subito su macchine importanti, e non credo sia sempre l’approccio ideale. Poi non giudico gli altri, chiaramente, però prendo quello che secondo me è giusto.
Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per il prosieguo della stagione.
Lunga vita al lupo, grazie mille a voi per l’opportunità. E grazie anche per il video fatto all’Adriatico: è stato davvero bellissimo.