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Ingrassia racconta il terribile incidente in Finlandia: «Ho pensato che potessimo morire»

L’ex copilota di Sébastien Ogier è tornato sull’incidente che ha messo fine al loro Rally Finland 2026 mentre erano al comando. La paura dell’impatto, poi quella telefonata alle sei del mattino: la voglia di tornare subito in macchina era già più forte di tutto

A distanza di qualche settimana dal Rally Finland 2026, Julien Ingrassia ha raccontato per la prima volta nel dettaglio le sensazioni vissute durante il violentissimo incidente che ha costretto lui e Sébastien Ogier al ritiro mentre stavano comandando la gara.

Un episodio che aveva immediatamente fatto temere per le condizioni dell’equipaggio Toyota. La GR Yaris Rally1 era infatti uscita di strada ad altissima velocità sulla prova di Västilä, terminando la propria corsa contro gli alberi. Ogier era stato successivamente trasportato in elicottero all’ospedale di Tampere, mentre Ingrassia era stato accompagnato in quello di Jyväskylä.

Ospite del podcast SPIN, The Rally Pod di DirtFish, il francese ha ammesso che, nei pochi istanti che hanno preceduto l’impatto, il pensiero è andato inevitabilmente alle possibili conseguenze.

Ingrassia: «A quelle velocità pensi anche al peggio»

Ogier e Ingrassia erano tornati insieme eccezionalmente per l’appuntamento finlandese e, nonostante gli anni trascorsi dall’ultima stagione completa disputata fianco a fianco, avevano immediatamente ritrovato ritmo e automatismi.

Prima della Västilä avevano costruito un vantaggio di circa 20 secondi su Sami Pajari e stavano gestendo la leadership quando, a sole tre curve dalla conclusione della speciale, è arrivato l’incidente.

Ingrassia non ha nascosto quanto quei secondi siano stati difficili.

«Quando finisci contro gli alberi a quelle velocità, pensi che potresti morire o farti davvero molto male».

Una paura concreta, considerando che la Toyota viaggiava a velocità vicine ai 160 km/h, ma che fortunatamente non si è trasformata nelle conseguenze peggiori.

Passato lo spavento, però, è emerso immediatamente qualcosa che chi ha seguito per anni Ogier e Ingrassia conosce bene: la loro incredibile mentalità agonistica.

La telefonata alle sei del mattino

Il particolare forse più significativo del racconto arriva dalla mattina successiva all’incidente.

Alle sei, Ogier e Ingrassia si sono sentiti telefonicamente. Nessuno dei due sembrava concentrato esclusivamente su quanto fosse successo poche ore prima. A dominare era soprattutto la rabbia per non essere riusciti a completare una gara che stavano conducendo.

Ingrassia ha raccontato di aver percepito immediatamente nella voce di Ogier lo stesso sentimento che provava lui: quello di aver lasciato un lavoro incompiuto.

La reazione, quasi istintiva, è stata quella di voler contattare gli ingegneri Toyota per capire se esistesse una possibilità di rimettere in strada la vettura e ripartire.

Naturalmente non era possibile, ma per Ingrassia proprio quel pensiero ha rappresentato un segnale importante: la voglia di correre aveva già preso il posto della paura.

Un ritorno che sembrava non essere mai finito

Al di là dell’incidente, la parentesi finlandese ha dimostrato ancora una volta quanto sia particolare il rapporto sportivo costruito negli anni da Ogier e Ingrassia.

Il copilota francese aveva lasciato il WRC a tempo pieno al termine del 2021, dopo aver conquistato insieme a Ogier otto titoli mondiali in nove stagioni. Tornare improvvisamente sul sedile di destra di una Rally1, e farlo proprio sulle velocissime strade finlandesi, non rappresentava certo una sfida banale.

Eppure i due sono riusciti praticamente da subito a ritrovare quella sintonia che li aveva trasformati in uno degli equipaggi più vincenti della storia del mondiale.

Il risultato finale non racconta quanto fossero stati competitivi.

Fino all’incidente, infatti, Ogier e Ingrassia stavano comandando il Rally Finland, davanti alle altre Toyota e con un margine significativo su Pajari. Una prestazione che avrebbe potuto trasformare il loro ritorno insieme in qualcosa di ancora più speciale.

Alla fine resta inevitabilmente il rammarico, ma soprattutto la consapevolezza di essere usciti senza conseguenze gravi da un incidente che avrebbe potuto avere un epilogo molto diverso.

E forse il modo migliore per capire cosa rappresenti ancora oggi il loro rapporto con i rally è proprio quella telefonata delle sei del mattino: poche ore dopo essere finiti contro gli alberi in Finlandia, Ogier e Ingrassia stavano già pensando a come tornare in macchina.

Foto: Luca Barsali
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