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WRC 2027, i costruttori frenano sul Rally2 Kit. La FIA dimezza la tassa d’iscrizione

Continua la strada verso la prossima stagione, tra dubbi e incentivi per stuzzicare l'appetito di qualcuno

La FIA continua a lavorare per allargare il numero di costruttori presenti nella massima categoria del Mondiale Rally dal 2027. Il nuovo regolamento consentirà infatti alle attuali Rally2, opportunamente equipaggiate con uno specifico WRC Kit, di confrontarsi con le vetture sviluppate secondo le nuove norme WRC27.

Una soluzione pensata per abbassare la soglia d’ingresso e aumentare il numero di marchi coinvolti. Almeno sulla carta. Perché, a pochi mesi dall’entrata in vigore del nuovo regolamento, l’interesse dei costruttori resta piuttosto tiepido.

Al momento Ford è l’unico marchio ad aver confermato lo sviluppo di un Rally2 WRC Kit, mentre Hyundai non avrebbe mostrato particolare interesse. Situazione analoga tra i protagonisti attuali del WRC2, dove sia Skoda sia Lancia sembrerebbero poco propense a investire sul pacchetto.

Malcolm Wilson, vicepresidente FIA per lo Sport, non ha però nascosto l’obiettivo della Federazione.

“Possono continuare con le loro Rally2 se vogliono. Ma stiamo ancora cercando di incoraggiarli. Il mio obiettivo è vedere almeno cinque costruttori coinvolti”.

Wilson ha ribadito come la FIA stia continuando a dialogare con i marchi per convincerli a sviluppare il kit.

Il vero ostacolo è il budget

Dietro alla prudenza dei costruttori c’è soprattutto una questione economica.

Per poter utilizzare una vettura Rally2 equipaggiata con il WRC Kit nella categoria principale, infatti, un marchio dovrà iscriversi al Campionato Costruttori e schierare almeno due vetture in ogni appuntamento della stagione.

Una condizione che cambia completamente la dimensione dell’investimento rispetto a una normale partecipazione nel WRC2.

A sottolinearlo è stata Emilia Abel, direttrice FIA Road Sport.

“C’è sicuramente una questione di budget. Impegnarsi in 14 o 15 rally del WRC con due vetture richiede risorse importanti, e solo allora è possibile omologare il kit”.

Un costruttore potrebbe comunque sviluppare il pacchetto senza utilizzarlo direttamente, mettendolo successivamente a disposizione di clienti privati. Anche in questo caso, però, sarebbe necessario registrarsi ufficialmente come costruttore.

La FIA dimezza la tassa d’iscrizione

Ed è proprio su questo punto che la Federazione ha deciso di intervenire.

Per rendere più appetibile l’operazione, la FIA ha infatti scelto di ridurre del 50% la quota d’iscrizione al Campionato Costruttori.

“Abbiamo ridotto la tassa d’iscrizione del 50% per incoraggiare i costruttori a sviluppare il kit”, ha spiegato Wilson. “La riduzione copre ampiamente il costo necessario per progettare e sviluppare il pacchetto”.

Dopo il taglio, la quota prevista per il 2027 dovrebbe aggirarsi attorno ai 250.000 euro.

Una cifra non trascurabile, ma sensibilmente inferiore rispetto a quella inizialmente prevista.

Abel ha inoltre precisato che le tariffe sportive erano già state approvate dal World Motor Sport Council lo scorso giugno, ma che i costi relativi al WRC sono rimasti momentaneamente congelati in attesa della firma del nuovo contratto con il promotore.

La FIA punta ad almeno cinque marchi

L’obiettivo resta quindi piuttosto chiaro: aumentare sensibilmente il numero di costruttori presenti nella categoria principale, sfruttando le Rally2 come possibile ponte verso il nuovo regolamento WRC27.

Resta però da capire se lo sconto introdotto dalla FIA sarà sufficiente.

Perché il costo di sviluppo del kit potrebbe anche essere relativamente contenuto, ma il vero salto economico riguarda l’obbligo di affrontare l’intero Mondiale con due vetture. Ed è proprio su questo terreno che, per ora, Skoda, Lancia e Hyundai sembrano mantenere una posizione prudente.

La FIA vuole almeno cinque costruttori al via. La strada per arrivarci, però, appare ancora tutta da costruire.

Foto: Luca Barsali

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