La FIA afferma: “vogliamo costruttori cinesi e una tappa del WRC in Cina”
La FIA punta a sei costruttori entro il 2029 e guarda alla Cina per ampliare il futuro del WRC
Il World Rally Championship guarda sempre più a Oriente. Tra gli obiettivi fissati dalla FIA per i prossimi anni c’è infatti l’ingresso di almeno un costruttore cinese nel Mondiale Rally, accompagnato dal ritorno della Cina tra i paesi ospitanti una tappa del WRC.
La ricerca di nuovi marchi rappresenta uno dei temi centrali della fase che sta portando il campionato verso il prossimo ciclo regolamentare. La situazione attuale, infatti, non offre ancora le garanzie necessarie sul numero di costruttori che saranno presenti nella classe regina.
Tra i team attualmente coinvolti, Toyota ha già confermato il proprio impegno, mentre Hyundai sembra orientata ad un programma con la Rally2. M-Sport, invece, ha deciso di sviluppare una Fiesta Rally2-Kit.
È proprio in questo contesto che la FIA considera particolarmente importante il mercato cinese. Il Paese asiatico occupa una posizione dominante nel settore automobilistico mondiale e può contare su un numero enorme di aziende attive nella produzione di automobili. Per il campionato, riuscire a coinvolgere uno di questi marchi significherebbe quindi ottenere una presenza industriale e commerciale di grande peso.
Malcolm Wilson, vice presidente FIA per lo Sport, ha confermato senza mezzi termini che la Cina rientra nei programmi dell’organizzazione:
“È chiaramente un obiettivo, devo dirlo. Il promotore ne è pienamente consapevole e lo siamo anche noi. Vogliamo un costruttore cinese e una gara in Cina.”
L’obiettivo dei sei costruttori
L’idea non è però solamente teorica. Secondo quanto spiegato dal dirigente, ci sarebbero già due realtà cinesi interessate alla possibilità di organizzare un appuntamento del Mondiale. Il numero potrebbe inoltre aumentare, considerando che anche altre nazioni stanno mostrando interesse verso il WRC.
L’ambizione della FIA va comunque oltre il semplice coinvolgimento della Cina. L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare sensibilmente il numero di marchi presenti nel campionato entro la fine del decennio. Wilson ha indicato nel 2029 una possibile scadenza per arrivare a sei costruttori:
“Se riuscissimo ad avere sei costruttori nel 2029, sarei molto felice. Per me sarebbe un grande passo avanti.”
A confermare la crescente attenzione dell’industria cinese verso le competizioni internazionali è anche Xavier Mestelan Pinon, direttore tecnico della FIA. All’interno del Manufacturers’ Committee sono già rappresentati tre costruttori cinesi, mentre altri due starebbero valutando la possibilità di unirsi al gruppo:
“Abbiamo già tre costruttori cinesi, una presenza che si è concretizzata molto recentemente, e altri due costruttori stanno discutendo con noi della possibilità di entrare a far parte di questo comitato”, ha affermato Pinon.
Il coinvolgimento di queste aziende potrebbe quindi diventare particolarmente significativo nei prossimi anni. Per la FIA, attirare nuovi marchi è infatti fondamentale per costruire una griglia più competitiva e solida, soprattutto considerando i cambiamenti regolamentari all’orizzonte.
La Cina potrebbe dunque assumere un ruolo sempre più importante nel WRC: da una parte come possibile nuova destinazione del calendario, dall’altra come bacino dal quale potrebbe arrivare uno dei futuri protagonisti della classe regina. Un doppio obiettivo che la FIA considera concreto e che potrebbe contribuire a ridisegnare il volto del Mondiale Rally nei prossimi anni.