Carlberg, dal terribile crash in Cile al futuro incerto: «Ora non ho nulla per il prossimo anno»
Lo svedese racconta il violentissimo incidente avvenuto al Rally del Cile. Lui e Jørgen Eriksen sono tornati a casa, ma il ritiro è costato il titolo Junior WRC e soprattutto il premio che avrebbe finanziato il suo 2027 in WRC2.
Essere usciti da una vettura che ha cappottato sette o otto volte a circa 180 km/h è già una vittoria. Ma passata la paura per quanto accaduto sulle strade del Rally del Cile, per Calle Carlberg è arrivato il momento di fare i conti con un’altra conseguenza, decisamente meno immediata ma potenzialmente pesantissima per la sua carriera.
Il terribile incidente della SS11 Lota 2 non gli ha infatti tolto soltanto la possibilità di conquistare il titolo Junior WRC. Con quel titolo Carlberg avrebbe ottenuto anche quattro gare completamente finanziate nel WRC2 nel 2027, compresi i test, al volante di una Ford Fiesta Rally2 gestita da M-Sport. Un premio fondamentale per un pilota che già prima della trasferta sudamericana aveva ammesso quanto fosse complicato trovare il budget necessario per proseguire nel Mondiale.
Un Rally del Cile che valeva una stagione
Carlberg si era presentato a Concepción da leader del Junior WRC con 95 punti, tre in più di Ali Türkkan, e con una missione molto chiara. Il Cile rappresentava l’ultima gara della stagione e assegnava punteggio doppio, mentre cinque piloti erano ancora matematicamente in corsa per il campionato.
Lo svedese era partito bene. Aveva raccolto punti aggiuntivi grazie alle vittorie di prova e sabato mattina aveva vinto anche il primo passaggio sulla María las Cruces. Poi, nel pomeriggio, tutto è cambiato.
Sulla SS11 Lota 2, all’altezza del chilometro 8,2, la Ford Fiesta Rally3 di Carlberg ed Eriksen è uscita violentemente di strada. La speciale è stata interrotta con bandiera rossa e l’equipaggio è stato evacuato in elicottero verso l’ospedale.
Raccontando successivamente l’incidente al quotidiano svedese Aftonbladet, Carlberg ha spiegato che la vettura viaggiava a circa 180 km/h e avrebbe compiuto sette o otto capottamenti.
Le conseguenze fisiche sono state importanti, anche se fortunatamente non più gravi. Carlberg ha riportato un problema al polmone conseguente al fortissimo impatto, mentre Eriksen ha subito una seria commozione cerebrale accompagnata da una temporanea perdita di memoria. Entrambi hanno successivamente potuto lasciare l’ospedale.
«Dopo un incidente così non ho paura di tornare in macchina»
Paradossalmente, quanto accaduto non sembra aver intaccato la voglia di Carlberg di tornare al volante.
Secondo il pilota svedese, essere riusciti a sopravvivere a un incidente di quella violenza rappresenta anche una dimostrazione del livello di sicurezza raggiunto dalle moderne vetture da rally.
Carlberg ha infatti spiegato ad Aftonbladet che proprio il fatto di essere uscito da un incidente a quella velocità senza conseguenze ancora peggiori gli permette di guardare senza paura al momento in cui tornerà su una macchina da corsa.
Il problema, adesso, è capire su quale macchina e con quale programma.
Il titolo sfuma e con lui anche il programma WRC2
Il ritiro di Carlberg ha spalancato la strada verso il titolo ad Ali Türkkan, che domenica ha concluso il Rally del Cile al secondo posto conquistando definitivamente il Junior WRC 2026 e diventando il primo pilota turco a riuscirci. Carlberg ha comunque conservato i punti ottenuti grazie alle vittorie di speciale in Cile, chiudendo il campionato con 98 punti.
Ma più della posizione finale in classifica pesa ciò che quel titolo avrebbe rappresentato.
«Il titolo Junior WRC è andato all’aria. Sono sempre riuscito a finanziare la mia carriera vincendo campionati e trovando sostegno grazie ai risultati. Ora non ho nulla per la prossima stagione».
Una situazione particolarmente delicata perché Carlberg aveva già lanciato l’allarme prima ancora del via del Rally del Cile. Alla vigilia aveva ammesso che quella gara avrebbe potuto rappresentare uno spartiacque per la sua carriera e che, senza il risultato necessario, non era scontata una sua prosecuzione nel Mondiale.
«Il rally è la mia vita»
Il paradosso è che il 2026 ha dato a Carlberg anche diverse conferme dal punto di vista sportivo. Alla sua prima stagione completa nel Junior WRC, affrontando gare per lui completamente nuove, lo svedese ha ottenuto una vittoria, un secondo posto, un terzo posto e ben 41 successi di speciale. Numeri che raccontano una velocità difficilmente discutibile.
Adesso, però, bisognerà trasformare quelle prestazioni in un nuovo programma.
«Naturalmente è durissimo perdere il Junior WRC in questo modo quando eravamo così vicini», ha ammesso Carlberg. «Ma in questo momento la cosa più importante è che io e Jørgen siamo vivi, stiamo recuperando e possiamo tornare a casa».
Poi lo sguardo torna inevitabilmente al futuro.
«Al momento non abbiamo nulla di confermato per il prossimo anno. È difficile, ma il rally è la mia vita. Adesso dobbiamo tornare a casa e iniziare a lavorare per il futuro».
Il Rally del Cile avrebbe dovuto consegnargli il passaporto per il WRC2. Gli ha invece lasciato un’auto distrutta, un titolo sfumato e un programma tutto da ricostruire. Ma anche la consapevolezza, forse ancora più importante, di essere uscito vivo da un incidente spaventoso e di avere già dimostrato di possedere la velocità per restare sulla scena mondiale.