Rally del Lazio, un minuto di silenzio per Alex Fiorio e Stefano Sappracone
Prima dei motori, il silenzio. A Cassino piloti, navigatori e pubblico si sono fermati per ricordare due uomini che il mondo dei rally ha perso nelle ultime settimane.
Ci sono momenti in cui anche il rumore di un rally deve lasciare spazio al silenzio. È successo giovedì sera a Cassino, durante la cerimonia di partenza del Rally del Lazio Cassino 2026, quando prima che i 77 equipaggi verificati lasciassero la pedana di Corso della Repubblica tutto il mondo della gara si è fermato per sessanta secondi.
Un minuto di raccoglimento dedicato ad Alex Fiorio e Stefano Sappracone, due figure profondamente diverse per storia e percorso sportivo, ma unite da quella stessa passione capace di creare legami fortissimi all’interno dell’ambiente rallistico.
Il primo nome non ha bisogno di molte presentazioni. Alessandro “Alex” Fiorio, scomparso lo scorso 17 agosto all’età di 61 anni dopo una grave malattia, è stato uno dei protagonisti italiani del Mondiale negli anni d’oro della Lancia. Campione del mondo Gruppo N nel 1987, nel 1989 concluse il WRC al secondo posto assoluto alle spalle di Miki Biasion, costruendo una carriera che lo aveva portato per nove volte sul podio iridato. Negli ultimi anni aveva continuato a vivere e raccontare il rally, mantenendo un rapporto diretto con gli appassionati e con un ambiente che non aveva mai realmente abbandonato.
Molto più recente e dolorosamente legata alle corse è invece la scomparsa di Stefano Sappracone, navigatore sanremese di 43 anni morto il 6 settembre durante il Rally della Val d’Aveto. Sappracone era al fianco di Stefano Scapellato su una Skoda Fabia Rally2 quando l’equipaggio è uscito di strada nel corso della prima prova speciale “Due Valli”. Dopo il tragico incidente la competizione era stata annullata.
A Cassino non sono servite molte parole. Sul palco di partenza, insieme al vice sindaco Gaetano Ranaldi, piloti e navigatori si sono raccolti in silenzio prima di dare ufficialmente il via a un Rally del Lazio che rappresenta uno degli appuntamenti più importanti della stagione italiana e che quest’anno è valido anche per il FIA European Rally Trophy.
È stata una di quelle immagini che ricordano quanto il rally sia qualcosa di più di tempi, classifiche e prove speciali. Un ambiente enorme e allo stesso tempo sorprendentemente piccolo, nel quale le strade percorse finiscono spesso per incrociarsi e nel quale, quando viene a mancare qualcuno, la sensazione è quella di aver perso una persona appartenente alla stessa grande famiglia.
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Poi i motori sono tornati ad accendersi.
Ma per un minuto, nel cuore di Cassino, il rally ha scelto di non fare rumore. Per Alex. Per Stefano.