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Dakar day 3 | Tappa accorciata per maltempo; Sainz rompe e vince Chicherit

Loeb e Sainz sono già praticamente fuori dai giochi. Perde 20’ anche Al-Attiyah ma rimane in testa alla generale

La pioggia e il maltempo colpiscono anche nel deserto. Sembra uno strano scherzo ma non è la prima volta che accade alla Dakar. In situazioni di questo genere le condizioni diventano sempre più difficili. I piloti sono abbastanza abituati a guidare anche con il meteo avverso. Non ci si fa certo spaventare da qualche goccia d’acqua. La gara solitamente procede comunque fino a quando gli elicotteri, soprattutto quello del soccorso, possono volare e finché la sicurezza non viene meno. Nel caso specifico di oggi, purtroppo, non si è potuto continuare proprio perché la tempesta che si è abbattuta sui concorrenti non permetteva più agli elicotteri di stare in volo. La giusta decisione della direzione gara è stata quella di interrompere la prova dopo 378 chilometri. Una speciale che nonostante i 447 chilometri in programma si può comunque ritenere una prova a tutti gli effetti. Basti pensare che seppur accorciata rimane la sesta prova più lunga di questa edizione della Dakar. Sotto vi lasciamo un video di cosa hanno dovuto affrontare soprattutto i camion e le categorie T3 e T4 che chiudevano la gara e l’incidente del ceco Zapletal.

https://twitter.com/dakar/status/1610210663955062789?cxt=HHwWioCz6amEz9gsAAAA

Giornata partita con il piede giusto per Carlos Sainz che sembra incrementare il suo vantaggio sul più diretto degli inseguitori, Nasser Al-Attiyah. Purtroppo per El Matador al 213esimo chilometro si rompe qualcosa della sua Audi. Dalle foto aeree si vede Sainz con il co-pilota Cruz lavorare sulla ruota posteriore sinistra. Non si tratta ovviamente di una foratura ma di qualcosa di più grosso. Potrebbe essere una sospensione danneggiata come l’anno scorso, oppure problemi al differenziale ma aspettiamo notizie ufficiali dall’Audi. Sainz perde oltre mezz’ora per questo problema e dai tempi sembra essersi dovuto fermare di nuovo perché all’ultimo waypoint si è presentato con quasi un’ora di ritardo. Nonostante tutto per il campione spagnolo le speranze non sono finite perché si trova in ottava posizione nella generale a 33’11” da Al-Attiyah. Un distacco che in una gara come la Dakar che è appena iniziata può essere colmato.

Chi invece difficilmente può colmare il distacco dalla vetta della classifica è Sébastien Loeb. Altra giornata nera per il nove volte campione del mondo rally che dopo appena 26 km perde oltre venti minuti per riparare il suo Prodrive Hunter. La speranza per lottare per le posizioni che contano sembra essere svanita già al terzo giorno. Al traguardo odierno Loeb arriverà con 35 minuti di ritardo e nella classifica generale è a oltre un’ora e mezza dal leader. Come già detto siamo all’inizio della Dakar e tutto può succedere ma riuscire in un’impresa simile potrebbe essere impossibile anche per un campione come Loeb.

I due grandi protagonisti di oggi sono stati Henk Lategan e Guerlain Chicherit. Partenza forte per entrambi che se la devono vedere anche con Yazeed Al-Rajhi. Il saudita però cede la posizione di testa già dopo il secondo waypoint. Da lì in avanti è una lotta continua tra il sudafricano e il francese con continui sorpassi e controsorpassi in vetta alla classifica. Il punto di svolta avviene al 240esimo chilometro quando Chicherit prende il comando della corsa e non lo molla fino a che la prova non viene fermata. Il francese chiude con un vantaggio di 3’26” su Lategan. Al terzo posto un buonissimo Orlando Terranova che mette un altro BRX Prodrive Hunter sul podio oltre a quello di Chicherit. Solo quarta la prima Audi guidata da Stéphane Peterhansel seguita dalla seconda Toyota di Al-Rajhi.  Nuovamente una buona prova di un buggy a due ruote motrici, questa volta in sesta posizione si issa Brian Baragwanath con il Century motorizzato dal V6 biturbo 2.9 litri dell’Audi RS4. A dimostrazione della bontà, con il giusto set-up, del progetto Bahrain Raid Xtreme (BRX) in settima piazza un brillante Vaidotas Žala seguito dalla Mini di Jakub “Kuba” Przygoński. A chiudere la top-ten il brasiliano Lucas Moraes e Mattias Ekström.

Giornata sottotono invece per Nasser Al-Attiyah. Il qatariota perde oltre venti minuti, per probabili forature, da Chicherit pur mantenendo la testa della generale. Il vantaggio del pilota Toyota sul più immediato degli inseguitori, ossia il compagno di team Yazeed Al-Rajhi, rimane comunque consistente, ben 13’19”. Dietro di loro al terzo posto virtuale sua maestà Stéphane Peterhansel a 20’45”. La costanza del campione francese sembra premiare e al minimo errore degli altri è pronto ad approfittarne. A sorpresa ai piedi del podio i tre buggy di Simon Vitse, Brian Baragwanath e Mathieu Serradori. Ancora una volta a dimostrazione che la costanza premia più della velocità in questi casi. Nei primi dieci anche De Villiers, Sainz, Moraes e Prokop. Solo 16° il primo BRX Prodrive Hunter di Terranova che, come gli altri piloti, Prodrive è costretto a una gara di rimonta dopo le mille forature per errato set-up delle sospensioni di ieri.

Domani sono previsti ben 425 km di speciale e soli 148 km di trasferimento. Un loop con partenza e ritorno ad Ha’il che promette spettacolo meteo permettendo. Sotto la classifica dopo la giornata odierna,

Media credit: Dakar twitter
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