Il WRC 2018 e il suo riassunto nell'ultima magica notte

Sarebbe bastato vedere solo l'ultima Power Stage per capire che abbiamo visto una delle stagioni più belle di sempre

In Australia sono le 13, in Italia le 3 del mattino. Scambio qualche messaggio con uno dei miei ragazzi ed aspetto l’ultima prova speciale della stagione. Gli errori di Neuville e Tanak gli hanno tolto quel pizzico di sale che avrebbe potuto avere ma continuo ad aspettarla con la stessa bramosia con cui un bambino aspetta Babbo Natale.

Più che di vedere tempi e split, sono curioso di vedere gli uomini che ci hanno regalato un anno indimenticabile raccontare per l’ultima volta le loro emozioni, sicuro che mi aspetti qualcosa di speciale.

Mikkelsen parla di quel che sarebbe potuto essere ma non è stato. Un potenziale campione alle prese più con se stesso che con i rivali. Breen conferma di avere un cuore tutt’altro che british. Si è appena girato di nuovo, ha provato a dare tutto fino all’ultimo metro e ora la sua voce si strozza per amore dei rally e per il bisogno di un’altra occasione per continuare una crescita evidente. Evans “recita” il suo ruolo di gregario consapevole: ha lavorato per quel che sta per arrivare e non rimpiange di averlo fatto (anche se avrebbe sicuramente preferito poter correre per se stesso).

E poi arriva Seb Ogier. La Power Stage l’ha letteralmente volata, divertendosi insieme ad Ingrassia a dimostrare al mondo che “sì, di velocità ce n’era ancora nel barile ma per vincere questo mondiale serviva altro”. Gli si legge un emozione particolare in faccia. Accarezza il volante della sua Ford Fiesta e gli racconta che è stato bello toccarsi per un un’ultima volta. Gli mancherà, si mancheranno. Vincere insieme era per la storia, confermarsi per la leggenda ed ora è il momento migliore per lasciarsi.

Lappi parla già di futuro che sicuramente è dalla sua parte mentre Paddon ha il viso di chi ritorna finalmente dove pensa di poter stare. Tra i migliori. Una liberazione e una serenità di chi (forse) ha fatto pace con se stesso e con un periodo buio decisamente troppo lungo. E poi arriva Latvala: sorride e basta questo per raccontare tutto quanto.

Le immagini virano su Neuville in chiusura. Saluta tutti i membri del suo team. Indossa un sorriso vero ma di circostanza. La consapevolezza di aver gettato l’occasione delle occasioni è palese e forte ma lo sconforto non prende il sopravvento. Le congratulazioni ad Ogier sono sincere, così come la voglia di riprovarci per l’ennesima volta l’anno prossimo. C’è spazio per qualche parola di Tanak e la serenità di chi sa di aver dato veramente tutto e di aver solo bisogno di andare a Montecarlo per riprendere un tema già iniziato.

E poi c’è la festa: Wilson abbraccia Ogier ed Ingrassia con la felicità vera di chi sa di aver avuto ragione due anni fa. Gli mancheranno e non fa niente per nasconderlo. Makinen mette in scena un siparietto coi partner giapponesi, consapevole di aver fatto qualcosa di grande e con tutta la voglia di non prendersi troppo sul serio nonostante il ruolo.

C’è tutto in questa notte, veramente. Non riesco a spegnere perché mai vorrei che si spegnesse una stagione così bella e carica di significati. Mi sento come se quel tasto off fosse l’interruttore di emozione ed adrenalina e io ne vorrei ancora e ancora. Ma poi il collegamento finisce e la luce si spegne.

Mi sento come quando tornavo dall’ultimo giorno di scuola: un po’ sereno perché ora ci sarà modo di riposarsi un po’ durante il weekend e un po’ triste perché i giochi con quei compagni mi piacevano un sacco e qualche altro giorno insieme non mi sarebbe di certo dispiaciuto.

Commenti

  • Mirco Tomasi

    Complimenti per l’articolo, rende veramente l’idea della stagione che e’ stata.
    Questo campionato deve avere la visibilita’ che merita.

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