Dkr 2016, Sebastien Loeb:”Un salto nel buio, speriamo di essere all’altezza!”
La partenza della Dakar Ăš sempre piĂč vicina e il Cannibale Loeb Ăš pronto e carico ad affrontare questa nuova avventura. Il 9 volte campione del mondo, in un’intervista del CDS, racconta cosa sta vivendo in questa fase della sua carriera. Leggete un po’:
Loeb, perché ha accettato di fare la Dakar con Peugeot dopo 15 anni di Citroën?
«Semplicemente perchĂ© da tempo avevo voglia di farla. Mi attirava una nuova esperienza, lâavventura, scoprire qualcosa di diverso. Ho avuto i primi contatti con Peugeot lâanno scorso, ma era presto, avevo altri impegni in WTCC. Questâanno ci siamo parlati prima decidendo di fare delle prove per vedere cosa poteva venir fuori. Ho avuto la possibilitĂ di guidare piĂč volte la macchina, mi Ăš piaciuta. E alla fine ha vinto lâidea di partecipare ad unâavventura».Rally, WTCC, 24 Ore di LeMans: dove si sente veramente a casa?
«Fondamentalmente sono un pilota di rally, dove ho fatto la maggior parte della mia carriera e dove mi sento piĂč a mio agio. Le qualitĂ di un pilota da rally sono un poâ diverse da quelle di un pilota da circuito, in cui si Ăš sempre alla ricerca della perfezione, del minimo dettaglio. Bisogna ottimizzare tutto, bisogna lavorare molto sul set-up, sui dati acquisiti… Per me invece il rally Ăš un poâ piĂč naturale, Ăš un pilotaggio piĂč istintivo, penso di essere fatto piĂč per questo. E spero di ritrovare queste sensazioni nella Dakar».Cosa le rimane dei 9 Mondiali conquistati nei rally con CitroĂ«n e dellâesperienza nel WTCC?
«I titoli sono un ricordo meraviglioso, come tutto quello che abbiamo fatto con CitroĂ«n, comprese le 2 stagioni nel WTCC. Mi Ăš sempre piaciuto cambiare e scoprire altre cose e, a partire dal momento in cui ho deciso di smettere di correre nei rally, mi sono interessato ai circuiti. Nel WTCC ho fatto unâesperienza che mi ha completato come pilota. Mi dispiace non aver vinto il Mondiale ma sono contento di aver lottato sempre con i primi, Ăš stata una tappa importante per me. Ora penso a nuove sfide. Non ho alcun rimpianto, solo bei ricordi».Â
Cosa si aspetta da questa esperienza alla Dakar, ha un obiettivo preciso?
«Intanto spero di divertirmi. Eâ una corsa che non conosco. Penso possa essere qualcosa a metĂ strada tra i rally e la pista. Preparazione, certo ma anche tanta improvvisazione, molto lavoro con il copilota per la navigazione. E lâavventura. Non posso dire di essermi prefisso un obiettivo preciso per via delle troppe variabili che entrano in gioco. Di certo la nostra vettura Ăš competitiva e spero di riuscire a tenere il ritmo dei migliori».Qual Ăš lâaspetto che teme di piĂč della Dakar?
«Il fatto di partire davanti allâignoto: si puĂČ rimanere intrappolati per un tratto di strada percorso male e perdere facilmente molto tempo in una situazione del genere. Immagino che 5.500 km di speciali siano pieni di trappole di questo tipo. DovrĂČ sapere leggere tutto questo e mettermi sulla difensiva quando necessario. Il percorso? Eâ la prima volta, non ho termini di paragone. So che in Argentina ci saranno delle strade che in teoria assomigliano un poâ a dei percorsi che ho affrontato nel WRC. Poi lunghi tratti sabbiosi, ma siamo piloti e dobbiamo essere pronti ad adattarci al percorso che ci viene proposto e a fare del nostro meglio in gara».Quindici giorni di competizione consecutiva, quasi 9.000 km da percorrere: come si Ăš preparato per questa avventura?
«Effettivamente 9.000 km non sono uno scherzo, dunque a livello di preparazione ho cercato di praticare un poâ piĂč di sport di prima, ho dormito qualche volta in tenda ad alta quota per allenarmi allâaltitudine. Ma non câĂš una preparazione precisa da seguire, ognuno fa come crede per arrivre in forma. Lâalimentazione Ăš la solita. Si mangia normalmente, poi dopo la corsa si reintegra con barrette e bevande energetiche, pasta, zuccheri a lento assorbimento».Quanto ha testato la Peugeot 2008 DKR?
«Ho cominciato con una prova della 2008 DKR 2015+, a metĂ anno, poi il Rally del Marocco. Infine Ăš toccato alla versione 2016: ho partecipato a 2 o 3 sessioni di prove di preparazione della Dakar. Ma con la vettura con cui correremo, ho fatto solo un test di pochi chilometri il 16 dicembre per la ricerca e lâeliminazione degli errori …».Come ha trovato e cosa pensa della Peugeot che le hanno messo a disposizione?Â
«Ho trovato una vettura meno agile di quella del WRC perchĂ© sono necessarie caratteristiche diverse. Ci sono guadi e superamenti che permettono di anticipare, passare sopra alcune trappole senza necessariamente uscire di strada. Di fatto Ăš una vettura capace di assorbire tantissime cose. Tra la versione 2015 e quella 2016 câĂš stata unâenorme evoluzione, a livello di agilitĂ , potenza, peso, grip generale e stabilitĂ . La vettura Ăš molto migliorata, il che ci fa pensare, almeno sperare, che sia davvero competitiva rispetto alla concorrenza. Le sensazioni sono davvero positive».Quali sono i punti di forza e quelli deboli della Peugeot 2008 DKR?
«Corriamo nella categoria 2 ruote motrici quindi ha un assorbimento delle sospensioni davvero enorme che permette di superare grosse gibbositĂ . Abbiamo un peso inferiore a quello delle nostre dirette concorrenti che sono le 4×4. CâĂš d migliorare nel compromesso tra la capacitĂ di assorbimento e il rollio, il movimento della macchina che richiede un certo adattamento di guida».Pensa che le distanze dalla concorrenza, rispetto al debutto del 2015, si siano ridotte?
«Tra 2 e 4 ruote motrici vantaggi e svantaggi si bilanciano, lo scarto Ú ridotto. Sappiamo che su certi terreni andiamo meglio della concorrenza, altri invece sono favorevoli ai rivali. Spero che il lavoro fatto sulla vettura abbia permesso di colmare una parte di questo divario. Noi speriamo di lottare per le prime posizioni».
In bocca al lupo al campione. Siamo proprio curiosi di vedere come se la potrĂ cavare Sebastien Loeb in questa nuova, affascinante e difficile sfida. Gli avversari non mancano, le qualitĂ pure. A questo punto non vediamo l’ora che si accendano i motori!