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WRC 2017: la formula è vincente. Lo dicono i numeri

L'uscita di VW, le nuove auto...erano tanti i dubbi ma il cambio ha giovato eccome.

All’inizio di questa stagione c’erano tantissimi dubbi sulla nuova formula del World Rally Championship. Il timore che troppi cambiamenti potessero incidere sullo spettacolo e sulla buona riuscita della stagione era tanti ma ora, a poche gare dal termine, si può iniziare a complimentarsi con l’organizzazione che ha avuto ragione.

Nessuna falla sulla sicurezza

Era l’aspetto più temuto con l’inserimento delle macchine di nuova generazione. Accostamenti (sconsiderati) alle Gruppo B sono stati il pane quotidiano nel pre-stagione ed invece il “via libera” ai vari team ha offerto macchine spettacolari da vedere e con livelli di sicurezza inediti per la serie. Non sono mancati incidenti anche di una certa rilevanza ma nessun problema per la sicurezza degli equipaggi che hanno più volte ribadito la bontà delle nuove auto anche dal punto di vista della sicurezza. Non sono mancati momenti spiacevoli, in particolar modo ad inizio stagione, ma niente è dipeso dall’inserimento di nuove vetture più potenti, più larghe e più spettacolari.

Un mondiale riequilibrato nei valori e nei protagonisti

La rivoluzione tecnica, unita all’uscita del costruttore che ha dominato il campionato nelle ultime stagioni, ha avuto il merito di ridonare imprevedibilità al campionato, rendendolo più equilibrato. Dieci gare per sei piloti diversi sul gradino più alto del podio e tutti i costruttori ad aggiudicarsi almeno una gara. Roba da primi anni 2000, anche quello periodo di grande rinnovamento tecnologico e regolamentare. Limato anche il gap del primo in ordine di partenza su terra, si è riusciti a riportare ogni gara ad un azzeramento dei valori, dando la possibilità a tutti i piloti di giocarsi le proprie carte. Non a casa si sono visti nei piani alti anche piloti esordienti come Lappi e Suninen, oltre ad Elfyn Evans.

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Un impatto mediatico importante

Seppur non troppo gradito dai puristi, la formula delle prove spettacolo e della sovraesposizione televisiva sta dando i suoi frutti. Secondo i dati forniti da wrc.com il pubblico totale per i primi sette round è salito a 463,45 milioni, un aumento del 17 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016, secondo la ricerca dell’analista indipendente Nielsen Sports. La copertura di ogni gara è di circa 90 minuti di dirette a cui vanno aggiunti tantissimi flash da fine speciale e dai parchi assistenza. Tutto materiale che il pubblico dimostra di gradire e che si impegna a diffondere tramite i social network anche verso pubblico non interessato ai rally. Momenti indimenticabili come la vittoria thriller di Meeke in Messico è stata goduta in diretta dai tifosi ed ha generato un ritorno incredibile su ogni media. Anche nel piccolo del nostro sito abbiamo potuto registrare un interesse crescente con picchi di 18 mila visite in occasione del rally di Montecarlo e un numero di utenti costantemente sopra i 3 mila giornalieri durante i weekend del WRC.

Il gradimento da parte della gente

Ed è proprio questo l’aspetto più importante. Lo smarrimento iniziale si è progressivamente assopito e il pubblico è attaccato al campionato con grande enfasi e passione, in attesa di sapere se Ogier riuscirà a mantenere il suo titolo o dovrà abdicare davanti al talento di Thierry Neuville o alla “controllata” esuberanza del fenomeno Ott Tanak. Sempre più pubblico sceglie di spostarsi anche in trasferta per stare vicino al WRC e questo trend crescente aumenterà ancora di più anche in Italia. Fino al mitico RallyLegend dove si potrà abbracciare un bel pezzo di storia del campionato del mondo di rally del passato, presente e futuro.

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