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Seb, zio Malcolm e le cinque dimostrazioni che il mondo voleva

5 luoghi comuni, 1 stagione e la consapevolezza di averli sfatati tutti in un colpo solo

Che il nostro sia uno sport legato a tante leggende e troppi luoghi comuni è arcinoto da tempo e ci possiamo fare poco. Che il bello di questo sport stia proprio in quel sistematico e costante sfatare luoghi comuni e leggende è la parte che ci tiene legati agli eventi stagione dopo stagione, cambiamento dopo cambiamento. E da questo punto di vista la stagione 2017 del wrc sarà ricordata proprio come una delle stagioni più combattute degli ultimi 20 anni che si è presa la briga di zittire almeno un paio di dicerie rilevanti. Vediamole in questo editoriale.

“Vince solo perché guida la macchina più forte e costruita attorno a lui”

Ad ogni mondiale vinto dall’equipaggio Ogier – Ingrassia rimbalzava immediata la voce che fosse la Polo a vincere. Certo, Volkswagen era un team perfetto che ha saputo costruire il proprio successo con pazienza ma gli equipaggi erano tre e solo in uno c’era l’impressione di essere di fronte a qualcosa di perfetto. Ogier c’ha creduto prima di altri e ne ha beneficiato per lungo tempo ma il mondiale portato a casa ieri dimostra qualcosa di completamente diverso. La Ford Fiesta non è la miglior macchina del lotto, anzi, ed il pilota di Gap non ha certamente nascosto la situazione. Durante la stagione la macchina ha mostrato pecche importanti sotto diversi punti di vista, pur avendo portato praticamente tutti i piloti di punta a vincere almeno una gara. Ma per vincere un mondiale ci vuole qualcosa in più, ci vuole capacità di abbinare strategia e velocità, lavorando tanto su stessi che sulle debolezze dei proprio avversari.  Oggi Ogier – Ingrassia sono la massima rappresentazione di questo concetto ed è innegabile che questa dote valga almeno 10-15 punti a stagione.

“Un privato resta un privato e non può competere con le case ufficiali”

Che un privato resti un privato è una verità assoluta e incontrovertibile. Tuttavia c’è chi ha fatto necessità virtù di questa condizione e ha saputo, anno dopo anno, capire cosa mancasse per arrivare al top. Certo, il cambio di vetture (e l’uscita di VW) ha rimesso in discussione tutti i valori ma il grande merito di Wilson è stato quello di sapersi far trovare nella condizione giusta nel momento giusto, facendo uno sforzo economico importante. Considerate le lacrime di fine gara non era così sicuro neanche lui che fosse la ricetta perfetta ma i risultati gli hanno dato ragione con entrambi i mondiali portati a casa. Era il momento di provarci, c’ha provato ed ha avuto ragione.

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“Il regolamento è una scusa.”

Quando Ogier si arrabbiava con il regolamento che lo costringeva agli straordinari partendo davanti per più giorni, molti lo consideravano un lamentone. In realtà stava dicendo qualcosa di effettivamente giusto. Il cambio regolamentare non ha inciso in modo così netto rispetto a quanto lo danneggiasse la scorsa stagione ma, ha comunque giocato un ruolo importante soprattutto nel consentire a tanti piloti di giocarsi almeno una gara e portare via punti pesanti ai rivali diretti per il mondiale. Per conferma citofonare Lappi, Evans e Tanak.

“Senza Ford è impossibile”

Wilson ha preso atto che potesse essere difficile ma ha lavorato per mettere Ford nella peggiore condizione possibile: rapportarsi con il team campione del mondo. Certo non si è fatto sfuggire l’occasione di fare pressione, pretendendo comunque tanto dalla casa madre ma, ora ha completamente preso il coltello dalla parte del manico. Ford sa di poter avere il miglior manager e il miglior team che c’è sulla piazza e deve decidere se appropriarsene definitivamente o lasciare che questi facciano nuovamente quadrato attorno alla loro straordinaria capacità di pensare oltre per raggiungere i propri obiettivi. Un’occasione grande che parte dal risultato grosso come base che, piano piano, potrebbe finire nell’interesse di qualche costruttore ben disposto a investire per eccellere (e ce ne sono sempre di più a quanto pare).

“Vince solo per culo!”

Questa è forse l’unica dichiarazione che non verrà del tutto smentita. Del Galles girano foto di un cerchio rotto che non causa in ritiro a sostegno di questa tesi ma che non sottolinea il resto della stagione. Sicuramente una componente di fortuna c’è ed è normale ma quello che non viene detto è il fatto che, anche quest’anno, gli errori gratuiti da parte di Ogier sono esattamente zero. Nessuno dei suoi avversari può dire lo stesso ed ecco fatto che allora i discorsi si azzerano anche in questo caso.

Insomma, per farla breve, Ogier ed M-Sport hanno portato a casa nel modo migliore la loro grande scommessa per il 2017 e consegnano alla storia una vittoria bellissima che, oltre al significato in valore assoluto, ne nasconde almeno altri cinque che ho racchiuso in questo editoriale.

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1 Commento

  • Paolo Ziletti
    Posted 31 Ottobre 2017 14:42 0Likes

    Comunque sicuramente ogier è un fuoriclasse. Ma il mo fiale wrc non si fa amare anche xchè non c’è lotta tra case automobilistiche e quantomeno interessa alle case .

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