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CIR – Intervista esclusiva con Patrizia Perosino

Bella chiacchierata con la vincitrice della Coppa ACI Overr 55

Continuano le nostre interviste in esclusiva con i protagonisti del rallysmo tricolore, oggi è il turno di Patrizia Perosino, fresca vincitrice della Coppa ACI Over 55.

Sentiamo cosa ci ha raccontato in esclusiva:

Ciao Patrizia, benvenuta su Rallyssimo. Ci racconti un po’ di te e soprattutto come è nato l’amore per i Rally?

Ciao Matteo. Sono nata a Caorso in provincia di Piacenza ma ho vissuto in Valle d’Aosta, per poi trasferirmi a Biella dopo il matrimonio da cui sono nati Veronica che ha 21 anni e Federico che ne ha 19 ed è proprio durante il mio debutto al volante che ho conosciuto mio marito Stefano, il quale era mio “rivale” nell’allora classe N4. L’amore per le auto è nato dalla passione che aveva mio padre, ricordo proprio tanti gran premi di formula 1 anche all’estero a cui ho assistito in sua compagnia e durante uno di questi, avevo 6 anni, nel circuito di Le Castelet mi sono persa, rapita già allora dai bolidi fermi nei box al termine della gara, finché ai microfoni della direzione gara non si è sentito pronunciare in francese “i signori Perosino sono pregati di venire a ritirare la propria figlia all’ufficio stampa” era evidente che qualcosa nel DNA si stava già delineando. Le mie prime e poche gare le ho vissute sul sedile di destra accanto ad alcuni piloti valdostani sulle strade della Valle d’Aosta e poi accanto al piacentino Costantino Bertuzzi durante due edizioni del rally di Monza ma dentro di me l’istinto era già quello di provare a prendere i comandi, finché un giorno è arrivata un’occasione offerta da un amico proprietario di una Clio N4 e da li il volante non l’ho mai più abbandonato, salvo qualche occasione dove ho navigato cari amici. Il mio debutto a sinistra è avvenuto durante il rally del Grignolino con alle note anche lei per la prima volta Cristina Droz mia collega di lavoro, nessuna delle due sapeva cosa fare ma ci siamo divertite molto e non abbiamo neppure sfigurato tanto che alcuni maschietti visto che siamo sbucate dal nulla ci chiedevano quante gare avevamo al nostro attivo e alla nostra risposta “nessuna” ci guardavano con aria molto dubbiosa, sicuramente ad agevolarci è stata l’incoscienza della prima volta. Da li abbiamo deciso di iscriverci al Campionato Piemonte e Valle d’Aosta portando a casa anche qualche buon risultato. Sicuramente quando si è giovani e spensierati ci si concentra meglio su quello che si fa e si riesce ad ottenere risultati migliori rispetto a quando nella vita si incominciano ad avere delle responsabilità importanti e si ha la mente impegnata su tutti altri fronti.

Andiamo indietro alla stagione 2015, IRC Cup con la Clio R3 che esperienza è stata?

Dopo un lungo pit stop dedicato al mestiere di mamma e a far crescere i miei due figli, nel 2014 ho deciso di riprendere il volante tra le mani con la convinzione di non essere più in grado di guidare un auto da corsa ma dopo qualche gara di riscaldamento sempre nei paraggi di casa, navigata prima da Simona Mantovani e poi da Erica Gallo, ho preso la decisione nel 2015 di provare a mettere il naso fuori dall’uscio per cimentarmi in un campionato più impegnativo, quello dell’IRC Cup con una macchina più veloce, la Clio R3 di Luca Tosini con al mio fianco Milva Manganone e proseguendo poi il campionato con la veronese e cara amica, Martina Scamperle, reduce da poco dalla vittoria nel Rally Italia Talent, ma con pochissime gare alle spalle. E’ stata una bellissima esperienza di gare mai affrontate prima, impegnative e molto belle, Elba, Taro, Casentino e Valli Cuneesi dove con Martina si è instaurato un bellissimo feeling.

Il 2016 e 2017 ti vedono ancora nel IRC Cup, debuttando tra l’altro con la S2000 nel 2017. Quanto è stato difficile passare dalle 2 alle 4 ruote motrici?

Nel 2016 supportate dalle sponsor 958 di Gianfranco Santero a bordo di una Clio Super 1600 targata Balbosca, replichiamo il campionato IRC Cup e concludiamo l’anno al Rally di Monza con la Clio R3 sempre di Luigi Balbo e Roberto Bosca.
Le uniche gare spot disputate in quell’anno sono state il rally del Moscato con a fianco Roberta Passone e il debutto nel Rally di casa con mia figlia Veronica con la Peugeot 208 R2. E’ stata una stagione molto divertente a bordo della Clio Super 1600 e devo dire che è la macchina con cui mi sono sentita più a mio agio e con cui mi sono divertita di più. Nel 2017 gareggio ancora nell’ IRC Cup, debuttando su una Peugeot 207 Super 2000 di Autotecnica con Sofia Peruzzi e poi con Giancarla Guzzi e Roberta Passone. Abbiano gareggiato al Lirenas, Taro, Casentino e Valtellina dove con Roberta abbiamo provato l’ebrezza di vedere andare a fuoco la nostra Peugeot ma per fortuna senza nessuna conseguenza ne per noi ne per l’auto. Passare da una 2wd a una 4 ruote motrici non è stato semplice perché non mi sono adattata alla guida e ho sempre guidato non sfruttando le potenzialità di un motore più potente e di una tenuta di strada maggiore ma mi sono divertita molto e devo dire che ora conche guido la Peugeot 208 R2, soprattutto nelle ripartenze rimpiango molto i cavalli di una super 2000. Concludo il 2017 con la gara di casa sempre con mia figlia Veronica e con il Rally di Monza con una Peugeot 207 Super 2000 di Marco Colombi con al fianco Monica Cicognini.

Il 2018 ti porta due novità. Il CIR e avere tua figlia Veronica alle note, come è stato l’impatto nel CIR?

Nel 2018 decidiamo insieme a mia figlia Veronica di provare a debuttare in qualche gara del CIR, gare nuove per me e ancora di più per lei con al suo attivo solo due gare di casa ma ci proviamo. Iniziamo con Sanremo con la Clio Super 1600 di Twister ma poi scendiamo di categoria per correre con una Peugeot 208 R2 del team Chiavenuto affrontando Elba, Roma dove ci siamo ritirate purtroppo per la perdita del mio caro papa’ e infine Verona.
E’ stato un bell’impatto affrontare le gare del CIR con non molta esperienza in gare con chilometraggio così lungo e così tecniche e ancor più affrontarle con mia figlia a fianco dove per lei era tutto nuovo.Devo dire che se l’è cavata egregiamente e ha subito imparato ad affrontare situazioni a lei sconosciute e con l’aiuto di qualche amico navigatore è cresciuta gara dopo gara.
Con lei nell’abitacolo c’è un feeling speciale ed è bellissimo per me vederla districarsi in questo ambiente e condividere con lei questa grande passione e soprattutto sentirla scandire con la sua “erre” moscia le note al mio fianco.
Sovente è lei che mi sprona ad aumentare il passo in gara e mi sostiene quando mi vede un po’ deconcentrata ma è anche lei la più critica della famiglia e se deve rimproverarmi qualcosa lo fa senza problemi. Mi rendo conto che da quando c’è lei è in macchina con me, la mia guida è diventata molto più accorta ma credo che questo sia del tutto normale vista la responsabilità di una mamma nel dover tutelare i propri figli e diciamo a tal proposito che il nostro sport non è proprio uno dei più tranquilli ma sicuramente tutto questo è servito anche a far crescere in noi un legame ancora più forte e molta più consapevolezza. Il nostro 2018 si è poi concluso con un altro debutto per Veronica al rally di Monza.

Nel 2019 trionfi nella coppa Aci Over55 e sei attualmente in piena lotta per la coppa Aci femminile. Prossime due gare saranno il Due Valli e l’inedito, per te, Tuscan. Come affronterai le gare?

Nel 2019 decidiamo di provare a gareggiare nell’intero campionato CIR , iscrivendoci al 2 ruote motrici e al Trofeo Peugeot con la Peugeot 208 R2 preparata molto professionalmente del Team Bianchi, supportate dalla scuderia Winners Rally Team, e con Davide Nicelli come compagno di squadra.
Siamo partite dal Ciocco, poi Sanremo, Targa Florio dove al mio fianco c’è stata Masina Palitta in quanto Veronica era impegnata con gli esami alla facoltà di giurisprudenza, proseguendo poi con Roma Capitale e ora siamo reduci dal Friuli. Tutte gare fantastiche e molto impegnative e ci stiamo divertendo molto.
Siamo riuscite a portare a casa una vittoria nella coppa Aci over 55 e ne siamo molto felici, anche se Veronica è ancora molto “under” ma è grazie a lei e alla squadra del Team Bianchi che sono riuscita a mettere un sigillo su questo titolo. Nel femminile abbiamo condotto con un po’ di fortuna e costanza la classifica fino a dopo Roma ed ora siamo dietro alla capolista Somaschini, molto veloce ma anche dotata di un auto più performante della nostra. Purtroppo la classifica femminile è molto condizionata oltre che dal piede anche dal divario di performance delle auto. Un equipaggio che gareggia con una R5 combatte in classifica magari con un equipaggio che gareggia con una R2 come è successo a Roma con gli equipaggi femminili stranieri e inoltre nel CIR per quanto riguarda la classifica femminile chi arriva entro il 30mo posto assoluto acquisisce il punteggio pieno e chi arriva dopo il 30mo ottiene il punteggio dimezzato cosa che non succede per le altre categorie, per cui per noi donne vale sempre la regola che chi ha la fortuna e il portafoglio per poter aver a disposizione una mezzo con prestazioni più elevate, ha anche maggiori possibilità di vincere il campionato.
Questo è un po’ il lato oscuro della classifica femminile ma capisco anche che essendo pochi gli equipaggi presenti nei rally, non si possono costituire classi differenti però forse si potrebbe pensare ad ovviare al problema in qualche altro modo, altrimenti gli equipaggi femminili soprattutto nel CIR, sono destinati a scomparire visti i budget che bisogna investire in campionati come questo. In pista per stabilire un’equa competitività su macchine con caratteristiche molto differenti hanno adottato il sistema del BOP cosa che nei rally non è fattibile per ovvi motivi, ma forse per quanto riguarda la classifica femminile si potrebbe provare a pensare a qualche soluzione differente per penalizzare un po’ meno chi corre con auto di cilindrata inferiore e soprattutto in primis, per dare un po’ di equità, si dovrebbe togliere la regola del punteggio dimezzato dopo il 30 posto assoluto, essendo alquanto penalizzante.
Il 2019 è stato per me anche portatore di un’altra nuova esperienza, quella di avere al mio fianco un navigatore uomo, Nicolò Gonella, in una gara prestigiosa come il rally di Alba, con i colori della Peletto Racing Team.
Purtroppo la nostra gara è stata condizionata da un’uscita di strada dovuta al fango, per cui l’esperienza è stata breve ma molto positiva. Le prossime gare del Campionato saranno il Due Valli e l’inedito Tuscan. Per quanto riguarda il Due Valli il nostro obiettivo è sempre quello di terminare la gara nel migliore dei modi cercando di racimolare ancora qualche punticino per il campionato, Verona è una gara molto bella e molto ben organizzata per cui ci fa piacere partecipare e invece per quanto riguarda il Tuscan se decidiamo di essere presenti dovrò almeno provare a fare un test visto che per me la terra rimane questa grande sconosciuta.

Rally e beneficenza vanno spesso di pari passo, parliamo della FONDO ECO TEMPIA. Ci spieghi di cosa si occupa e che iniziative sostiene?

Rally e beneficienza per noi vanno di pari passo, una cosa non è prioritaria sull’altra, anzi per noi è fondamentale portare avanti un messaggio di solidarietà verso una problematica così importante e che ormai riguarda e tocca purtroppo la maggior parte delle famiglie.
Era da molto tempo che cercavo di trovare un modo per poter sostenere le persone che purtroppo si trovano ad affrontare malattie così importanti e non appena mi è capitata l’occasione di poter divenire testimonial del Fondo Edo Tempia lo accolta con molta felicità, coinvolgendo anche Veronica, in quanto lei essendo giovane, simboleggia sicuramente la prevenzione e soprattutto perché ci tengo ad insegnare ai miei figli che nella vita è molto importante la generosità.
Penso che sia molto importante anche attraverso lo sport, riuscire a sensibilizzare le persone verso la solidarietà. Portiamo sulla nostra livrea per le strade d’Italia il simbolo dell’albero verde della Fondazione, simbolo di speranza per i malati di tumore, ogni ramo dell’albero rappresenta un’attività praticata del Fondo a sostegno dei pazienti, il quale può contare su molti volontari e su tanti medici specialisti.
Le attività della Fondazione Tempia vanno dalla prevenzione, agli ambulatori di diagnosi precoce, agli screening, al supporto alla sanità pubblica, alla psiconcologia, alle cure palliative, al laboratorio di farmacogenomica, al laboratorio di oncologia molecolare, al registro tumori, alla formazione e divulgazione, al progetto bambini, al volontariato e ancora tanto altro. Noi in particolare sosteniamo il progetto 3TX3N che riguarda tre team di ricercatrici che lavorano per migliorare diagnosi e cura dei tumori al seno, i tripli negativi per cui è molto più complicato poter trovare una cura.
Il nostro aiuto consiste nel cercare di trovare degli sponsor che devolvano la cifra pattuita, invece che a noi come sponsorizzazione, direttamente alla Fondazione, ed è il caso di un’azienda di Varese, la Terno Scorrevoli che con grande sensibilità ha devoluto il corrispettivo dello sponsor a noi destinato, direttamente al Fondo Edo Tempia in cambio del loro marchio sulla nostra livrea.
Questo ci consente nel nostro piccolo, di poter sostenere anche economicamente la Fondazione e, tutto ciò ci rende felici e orgogliose di poter essere d’aiuto a persone meno fortunate di noi. Inoltre durante i parchi assistenza allestiamo un piccolo stand dove divulghiamo informazioni sulle attività del Fondo, con brochure e materiale informativo e distribuiamo dei gadget, cercando di raccogliere offerte da poter devolvere alla Fondazione stessa. Durante questa stagione, altre aziende come la Nicelli Wines e NaturalBoom ci hanno fornito rispettivamente di spumante MaeMi e di lattine di mentaldrink per aiutarci a sostenere il nostro progetto, per cui ci tengo molto a ringraziare la sensibilità di tutte queste persone.
Hai corso sempre su asfalto, ti piacerebbe debuttare su sterrato?
Ho corso sempre e solo su asfalto e mai sullo sterrato per cui mi piacerebbe molto cogliere l’occasione per poter partecipare al Tuscan, visto che fa parte del campionato e per di più con un coefficiente di 1.5, per provare l’ebrezza della terra, sempre che ne sia in grado, visto che da quanto dicono i “terraioli”, la guida è completamente differente, cosi come gli pneumatici e l’assetto. Per ora pensiamo al Due Valli e poi penseremo alla terra.
Sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto è quello, prima di chiudere la mia “carriera” motoristica e quindi in tempi abbastanza brevi, vista l’anagrafe che non mi perdona, di riuscire a salire su una R5, magari una Skoda, in una gara non troppo difficoltosa, per togliermi la soddisfazione di aver provato l’ebrezza di una cavalleria scatenata e sempre insieme alla mia piccola Veronica.
Grazie mille della disponibilità e della bella chiacchierata Patrizia. Alla prossima…
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