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Max Rendina: “Ecco perché non ho aderito al progetto rally in pista. Roma va avanti.”

Il manager romano chiarisce la sua posizione e si lascia andare a qualche anticipazione per la gara

Giorni bollenti per il rallysmo italiano dopo l’acceso dibattito relativo all’ipotesi di portare i rally in pista per sostenere il lavoro di noleggiatori e addetti ai lavori che si trovano fermi e impossibilitati a compiere il proprio lavoro.

Tra chi era a favore e chi contro, non è di certo passato inosservato il parere di Max Rendina, driver ed organizzatore del Rally di Roma Capitale. Lo abbiamo sentito per farci argomentare al meglio il suo punto di vista, approfittando per fare qualche domanda in più sul futuro dell’edizione 2020 della gara capitolina.

Non ho aderito, ma lo contesto per principio.
A mio avviso una soluzione deve arrivare dalla federazione e deve andare nella direzione di disputare i rally nella loro reale natura. Sarebbe come chiedere ai nuotatori di nuotare in mare, in attesa di tornare in piscina. Se si trova una soluzione per le auto in pista, la si deve trovare anche per le auto da rally in strada.

Inoltre non sono d’accordo nei tempi di questa iniziativa privata: la federazione lavora per un ritorno ai rally e offrire un’alternativa come la pista significa rallentarne le decisioni e sminuire il lavoro della commissione , aprendo ad un’alternativa come la pista che è un “accontentarsi”. La vedo come la creazione di un alibi che permetta di dire che si è fatto il possibile per ripartire e quel possibile è la creazione di campionati in pista. Lo stesso ragionamento potrebbe farlo un ente locale che evita una concessione su strada per spingere verso la pista, una situazione da evitare assolutamente per il bene deinl rally e della loro natura. Confido nella nostra federazione e sono certo che una proposta praticabile ci sarà, sebbene con costi più alti perché serviranno i presidi sanitari. Naturalmente bisognerà attendere decisioni più ampie, questa Fase 2 che ci dirà cosa possiamo fare e cosa no. Se qualcuno avesse detto che i rally non si possono fare, sarei il primo a suggerire un’alternativa. Ma con il progetto dei rally show si mette a rischio la credibilità della specialità dei rally, che è composta da dei campionati italiani. Se fanno ripartire il calcio mi devono spiegare perché non ripartono i rally.

Dunque Max punta forte ad un ritorno ai rally veri, seppur tenendo conto del particolare momento. Ed è proprio in questo senso che sta andando l’organizzazione del “suo” Rally di Roma Capitale, previsto per la seconda metà di luglio.

Non ci siamo fermati e non lo faremo. Stiamo mettendo in piedi un piano che ci permetta di rispettare tutti gli accorgimenti necessari, anche avvalendoci di soluzioni tecnologiche che supportino la macchina organizzativa e consentano lo svolgimento della gara in serenità. Aspettiamo di avere linee guida ancora più chiari ma guardiamo con ottimismo verso l’edizione 2020 della gara.

Qualcosa di più di una speranza quella di Max Rendina, pur nella consapevolezza che ci vorrà ancora tempo per ripristinare quel regime di normalità andato perduto all’inizio di marzo.

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